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SANITÀ: “MESSA IN MORA OPERATORI SANITARI” - BORI (PD): “DIFENDIAMO LAVORO E SERENITÀ DI MEDICI, INFERMIERI E TECNICI SANITARI UMBRI EVITANDO IL RISCHIO DI MEDICINA DIFENSIVA”

In sintesi

Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, interviene a margine dell’audizione odierna in Terza Commissione in merito alla ‘procedura di messa in mora degli operatori sanitari, sottolineando come su sua “sollecitazione” sono stati auditi sia l’assessore alla Sanità, sia i direttori e i commissari delle Aziende sanitarie regionali, “al fine di approfondire la questione e capire quanto sta accadendo e quali saranno le conseguenze delle tante messe in mora pervenute”.

(Acs) Perugia, 14 gennaio 2020 – Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, interviene a margine dell’audizione odierna in Terza Commissione (https://tinyurl.com/terzacommissione) in merito alla ‘procedura di messa in mora degli operatori sanitari, sottolineando come su sua “sollecitazione” sono stati auditi sia l’Assessore alla Sanità, sia i direttori e i commissari delle Aziende sanitarie regionali, “al fine di approfondire la questione e capire quanto sta accadendo e quali saranno le conseguenze delle tante messe in mora pervenute. Ad oggi – puntualizza -, nello specifico, 20 sono le lettere pervenute al personale sanitario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, 30 quelle riferite all’Azienda ospedaliera di Terni, 50 quelle riguardanti l’ASL Umbria 1 e 55 quelle riferite all’ASL Umbria 2, per un totale in questo ultimo caso di 6 milioni di euro”.

Bori ricorda che “i primi di dicembre, a seguito di una informativa diffusa dalla Procura regionale della Corte dei Conti e rivolta ad Aziende Sanitarie Locali ed Aziende ospedaliere, sono stati recapitati centinaia di avvisi di costituzione in mora nei confronti di operatori sanitari ai fini dell’interruzione dei termini della prescrizione di un eventuale risarcimento per le somme corrisposte per presunti danni. L’arrivo delle lettere di messa in mora – aggiunge - ha destato molta preoccupazione nei medici, negli infermieri e nei tecnici coinvolti, non preventivamente allertati, perciò non a conoscenza della nuova prassi introdotta come adeguamento immediato alla direttiva della Corte dei Conti”.

Per Bori, “la situazione rischia di incentivare il fenomeno della medicina difensiva, che di fatto, limitando la definizione in via transattiva dei sinistri e favorendo il contenzioso giudiziale, potrebbe aumentare notevolmente i costi a carico della sanità distraendo risorse che dovrebbero, al contrario, essere destinate alla cura dei pazienti”.

“Nel ringraziare tutti i partecipanti all’audizione di oggi in Commissione – commenta Bori -, che si sono dimostrati disponibili nel fornire le informazioni richieste, ho dovuto sollecitare l’invio di ulteriori dati specifici relativi al quantitativo delle lettere e dei relativi dettagli economici. Già nelle prossime settimane – fa sapere - avremo in audizione gli ordini professionali e le sigle sindacali che stanno seguendo la questione. Auspico, intanto – conclude il capogruppo del Pd -, che l’Assessore, a seguito di quanto emerso oggi, provveda ad approfondire la vicenda e intervenire con scelte politiche che tutelino tutto il personale sanitario che ogni giorno si impegna per garantire una sanità pubblica di eccellenza e che deve essere messo nelle condizioni di operare nella massima serenità, per garantire la sicurezza dei pazienti”. RED/as

Data:
Martedì, 14 Gennaio, 2020 - 15:15

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