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SANITÀ: “LO SCIOPERO DI MEDICI E VETERINARI È UN ATTO DI RESPONSABILITÀ PER LA TUTELA DEI PAZIENTI E DELL'AUTONOMIA PROFESSIONALE” - DE VINCENZI (RP): “PRECARIATO, CARENZA FONDI E SERVIZI DA RIORGANIZZARE”

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Rp) trova giuste le rivendicazioni di medici e veterinari della sanità pubblica che scioperano “dopo avere tante volte sollecitato un intervento del governo nazionale sui problemi ormai ben noti delle categorie che vanno dalla riduzione dei fondi per i dipartimenti di prevenzione, il deficit di professionisti che si accompagna a un diffuso precariato in ruoli chiave per la sicurezza e la salute pubblica e alla necessità di riorganizzare i servizi”.

(Acs) Perugia, 12 dicembre 2017 - “Trovo che lo sciopero odierno, dopo le tante sollecitazioni degli ultimi mesi rimaste inascoltate dal Governo Nazionale e dal Parlamento, sia un atto di grande responsabilità delle organizzazioni sindacali dei medici e dei veterinari di sanità pubblica. Non una rivendicazione corporativistica tout court, ma una sollecitazione più che condivisibile che va nella direzione della massima tutela dei pazienti, da un lato, e dell'autonomia e della competenza professionale degli stessi sanitari, dall'altro, in piena sintonia con l'articolo 32 della Costituzione e della legge istitutiva del sistema sanitario nazionale pubblico”: lo afferma il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Rp).

“Le parole chiave attorno alle quali ruota questa giornata – secondo De Vincenzi - sono molteplici: sicurezza, appropriatezza e competenza, deficit di professionisti e turn-over ma anche precariato, riorganizzazione dei servizi e recupero di risorse per una maggiore efficienza operativa, adeguamento e manutenzione di strutture e attrezzature, riaffermazione di ruoli e responsabilità, prevenzione. Che dire poi, in tema di prevenzione, dell'organizzazione dei servizi veterinari di controllo e sicurezza degli alimenti e di sanità animale? E sul tappeto ci sono anche la riorganizzazione della rete dei centri di macellazione e della loro gestione, del servizio di prevenzione e controllo del randagismo, previsto dal testo unico sanità ma non ancora decollato, come pure il relativo piano triennale regionale contro il randagismo”.

“Quello della sanità – prosegue De Vincenzi – è un tema sicuramente nazionale, come ricordato nei diversi comunicati stampa emessi dalle diverse OOSS per quanto riguarda gli aspetti contrattuali e per le risorse assegnate al Fondo Sanitario Nazionale, ma anche un tema spiccatamente regionale, ai sensi del titolo V della Costituzione. Uno sciopero, per altro, che cade proprio alla vigilia della stesura del Nuovo Piano sanitario regionale umbro, a otto anni dall'ultimo, i cui lavori preparatori sono stati avviati mercoledì scorso a Villa Umbra. Le questioni sul tappeto sono tante, a cominciare da un assoluto deficit dello stanziamento per il fondo della prevenzione (2,5 per cento contro il 5 per cento delle altre regioni), che a sua volta ha forti ricadute sia sull'attesa di vita della popolazione che sulla spesa per diagnosi e cura, la telemedicina, le specializzazioni delle diverse strutture territoriali, l'integrazione fra territori e strutture ospedaliere con ottimizzazione dei punti di pronto soccorso. Ancora disattesa, poi, è l'applicazione delle equipe di lavoro previste dall'art. 15 della cosiddetta 'terza riforma sanitaria' (decreto Bindi) che aveva per obiettivo la valorizzazione dell’approccio multidisciplinare e il rafforzamento della rete dei servizi territoriali con i medici di base organizzati in equipe collegati con l’ospedale, a svolgere così un ruolo centrale nel sistema della salute. Su tutti questi temi crediamo non sia più procrastinabile una seria e puntuale riflessione e condivisione ma soprattutto la riorganizzazione dei servizi e la revisione di scelte operative pregresse che si sono rivelate decisamente fallimentari, se non in diversi casi assolutamente dannose. RED/pg

Data:
Martedì, 12 Dicembre, 2017 - 15:45

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