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SANITÀ: “BLOCCO ASSUNZIONI DEI MEDICI PER IL 2019. CONTINUA LO ‘STORYTELLING’ SULLA SANITÀ REGIONALE” - NOTA DI DE VINCENZI (MISTO-UN)

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio de Vincenzi (Misto-Un) esprime preoccupazione per il “blocco del rinnovo del contratto, dopo 10 anni di attesa, a 150mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale”, questo, spiega è “il risultato di un’estenuante contrattazione fra Stato e Regioni che non ha portato una stabilizzazione delle posizioni contrattuali, generando caos per medici e pazienti”. De Vincenzi tiene a precisare che “le Regioni, soprattutto quelle di un certo colore politico, addossano la colpa di questo blocco al Governo che in realtà ha solamente recepito una linea di indirizzo promossa proprio durante la Conferenza Stato-Regioni del novembre 2017”.

 

(Acs) Perugia, 17 gennaio 2019 - “A 150mila medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale verrà bloccato il rinnovo del contratto dopo una attesa lunga 10 anni, una disposizione contenuta nella legge di Stabilità 2019 che recepisce una linea di indirizzo in Conferenza Stato-Regioni nel 2017, alla quale si era allineata anche la Regione a guida Marini”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) secondo cui tutto ciò è il risultato “di un’estenuante contrattazione fra Stato e Regioni che non ha portato a una stabilizzazione delle posizioni contrattuali, generando caos per medici e pazienti”.

De Vincenzi (Misto-Umbria next) spiega che “le Regioni, soprattutto quelle di un certo colore politico, addossano la colpa di questo blocco al Governo che, attraverso il comma 687 della Legge di Bilancio del 2019, creerebbe un vero e proprio muro alla stipula di nuovi contratti e rinnovi contrattuali per i medici e i dirigenti. In realtà – spiega - il Governo ha solamente recepito (come affermato dalle sigle sindacali dei medici e dei dirigenti) una linea di indirizzo promossa proprio durante la Conferenza Stato-Regioni del novembre 2017, che fa fede rispetto all’attuale natura della contrattazione. Anche la Regione a guida Marini, evidentemente, si è allineata a questa prospettiva e non ha preso una posizione coerente a favore dei medici”.

“Come afferma Giorgio Cavallero (segretario del sindacato medici e dirigenti Cosmed) – continua De Vincenzi -, siamo di fronte a un bel guaio per medici, dirigenti, ma anche per gli stessi pazienti, perché salta tutto l’impianto di un accordo complesso e articolato e se passa l’interpretazione che la norma è retroattiva, allora per 150mila medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti locali si riparte da zero, dopo dieci anni di attesa, con una infinità di adempimenti: nuovo atto di indirizzo per accordo quadro, ipotesi accordo quadro con parere di Ragioneria e Corte conti, approvazione Consiglio dei Ministri, nuova determinazione della rappresentatività sindacale, nuovo atto di indirizzo per il contratto e quindi per l’undicesimo anno consecutivo niente contratto anche per il 2019. (fonte: https://tinyurl.com/ycyrx6g3 )”

Per De Vincenzi si tratta di “una realtà fattuale, che colpisce evidentemente anche il sistema sanitario della nostra regione e va contro ogni forma di storytelling che ancora oggi ascoltiamo dai banchi della Giunta regionale, circa il tema delle assunzioni del personale medico e delle figure dirigenziali, tanto del comparto sanitario quanto di quello veterinario. Zero assunzioni da una parte e un aumento esponenziale delle mansioni e delle competenze dall’altro per garantire la continuità di servizio. Un atto decisamente contraddittorio e incoerente – commenta -, perché se da un lato le Regioni possono far pesare la propria voce sui temi della sanità, dall’altra si adagiano su uno scarica barile nei confronti del Governo centrale, depotenziandosi proprio nelle fasi più delicate come sono quelle contrattuali. Uno stallo politico che porterà a uno sciopero, in programma per il prossimo 25 gennaio, che creerà ulteriori disagi ai cittadini”.

“Una forma di inerzia politica – spiega De Vincenzi - che non va certo verso la direzione di efficienza dei servizi medici e sanitari, spesso raccontata dal nostro Governo regionale, e che inciderà in modo sempre più netto nella vita quotidiana di migliaia di professionisti e pazienti, oltremodo provati dalle inefficienze della nostra sanità regionale. Abbiamo il legittimo sospetto che manovre di questo genere possano essere funzionali al percorso di inesorabile privatizzazione della sanità in evidente stato di avanzamento anche nella nostra regione. Tuttavia – conclude - auspichiamo che il Governo possa riconsiderare tutta la questione per tutelare sia gli interessi dei medici e quelli dei pazienti”. RED/as

Data:
Giovedì, 17 Gennaio, 2019 - 12:30

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