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RIFIUTI: “UMBRIA DA CUORE VERDE D’ITALIA A DISCARICA A CIELO APERTO” - NOTA DI DE VINCENZI (RP)

In sintesi

Il consigliere Sergio De Vincenzi (Rp) denuncia “una deriva ambientale e gestionale che sta trasformando la nostra regione da cuore verde d’Italia a discarica a cielo aperto”. Per De Vincenzi “questa situazione era prevedibile, a causa delle modalità di gestione industriale e di una visione eco-ambientale del tutto assente”

 

(Acs) Perugia, 24 ottobre 2017 - “In attesa che l’assessore con delega all’ambiente Cecchini riferisca puntualmente sulla natura e lo sviluppo dell’accordo con gli stabilimenti delle Marche, non possiamo che denunciare questa deriva ambientale e gestionale che sta trasformando la nostra regione da cuore verde d’Italia a discarica a cielo aperto”. Lo afferma il consigliere Sergio De Vincenzi (Rp) secondo cui “la questione rifiuti in Umbria sta scivolando verso una deriva che era del tutto prevedibile”.

De Vincenzi ricorda che di aver manifestato, “già nel 2015, forti preoccupazioni per le modalità di gestione industriale e di una visione eco-ambientale del tutto assente da parte delle aziende deputate alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti nella nostra regione, che stanno mettendo in ginocchio tutto il meccanismo di stoccaggio, in particolar modo dei rifiuti indifferenziati. Nel dicembre del 2016 si aprì come una voragine la crisi dello smaltimento rifiuti, quando, dopo la chiusura della discarica di Borgoglione (Magione) partivano per gli inceneritori dell’Emilia Romagna circa tre tonnellate di immondizie a settimana. Ora che gli impianti emiliani sono chiusi per manutenzione, in 30 comuni della nostra regione la raccolta dell’indifferenziato è stata diminuita del 30 per cento, creando grossi disagi nei confronti dei cittadini che non hanno certezze circa lo smaltimento dei propri rifiuti e vedono sedimentarsi le immondizie nei cassonetti”.

Il consigliere di opposizione rileva che “ancora più incerto è l’accordo che la Giunta regionale umbra sta cercando di concludere con le Marche per riattivare il flusso di conferimento interrotto con l’Emilia Romagna, verso alcuni impianti di stoccaggio di Ascoli Piceno e Fermo. Una situazione estremamente complessa che viene rimpallata, nei suoi risvolti e nelle responsabilità interne, fra la Giunta e le società partecipate, ma che ad oggi non trova una quadra. Un accordo del quale, per quanto ne sappiamo, non esistono ancora dettagli e cronogrammi precisi, di non facile esito, nel quale subentrano trattative di varia natura che stanno sottraendo tempo e possibilità di governo di questa vera e propria emergenza”.

“Pesano su questa vicenda – conclude - gli esiti di una 'Commissione regionale d’Inchiesta sulla gestione integrata dei rifiuti' che non è stata in grado di proporre delle linee guida concrete sulla corretta amministrazione della filiera dello smaltimento dei rifiuti. Peggio ancora se pensiamo allo scandalo dell’interdittiva antimafia che colpì la Gesenu, la Gest e la Ecoimpianti, che ha ancor più deteriorato la situazione gettando anche delle ombre sulle modalità gestionali delle aziende partecipate”. RED/mp

Data:
Martedì, 24 Ottobre, 2017 - 09:30

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