Tu sei qui

RICOSTRUZIONE SISMA 2016: “LEGGE URGENTE MA NON VOTABILE PER LA CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA (UMBRIA SALUTE E SERVIZI) TRASFORMATA IN UNA REALTA' DI TIPO PRIVATISTICO” - NOTA DI DE VINCENZI (MISTO-UN)

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbrianext) annuncia il suo voto contrario in Aula alla legge sulla ricostruzione oggi approvata in Seconda commissione, in particolare per la parte relativa alla centrale unica di committenza per la quale la Regione ha scelto di appoggiarsi a “un soggetto formalmente privato – secondo De Vincenzi - come Umbria Salute e Servizi, che è società consortile a responsabilità limitata e che dovrà anche garantire la delicata questione della privacy sui dati dei cittadini”.

(Acs) Perugia, 28 settembre 2018 - “La legge sul terremoto, l'atto 1712, è un atto fondamentale per far partire la ricostruzione e, soprattutto, farla partire con tutti i presupposti di efficacia ed efficienza. Troviamo però difficile comprendere, se non per fini del tutto insondabili ai più, la ratio sottesa dalla Giunta in diversi articoli che vanno a modificare taluni leggi regionali vigenti.  Fra queste ricordiamo la legge regionale 9/2014 e specificatamente la modifica dell'art. 8 laddove si determina lo svuotamento di un pacchetto importante di funzioni (Osservatorio epidemiologico e sistema informativo in Sanità e welfare) da Umbria Digitale a Umbria Salute, la trasformazione di Umbria Salute in Umbria Salute e Servizi, nella quale entra come socio la Regione al 20 %, oltre alle 4 aziende sanitarie (2 ospedaliere e 2 locali) già socie, il tutto con una connotazione di tipo privatistico legata alla natura di società consortile a responsabilità limitata, conforme al modello comunitario dell'in house providing”: sono queste le osservazioni del consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) sull’approvazione odierna della legge in Seconda commissione.

“Preso atto che la Centrale unica di committenza regionale – sottolinea De Vincenzi - è elemento centrale per la ricostruzione, come ritenuto e spiegato dai dirigenti intervenuti oggi in Seconda Commissione e come sottolineato in precedenti interventi dalla presidente Marini e dall'assessore Barberini, non si comprende la fretta di articolare attraverso la legge sul terremoto anche materie che hanno a che fare con gli acquisti in sanità. A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca: non sarà che, una volta spostate le funzioni, ma non il personale di Umbria Digitale perché normativamente non possibile, quest'ultimo, in tutto o in parte, sarà rimpiazzato da affidamenti e attività di consulenza informatica ad aziende private con il lievitare dei costi a carico dei cittadini e peggioramento dei servizi?”. 

“E poi – aggiunge il consigliere - anche se le procedure dovessero essere più complesse, ma noi riteniamo anche più sicure, perché la Regione per appaltare le gare della ricostruzione non dovrebbe ricorrere alla propria struttura, di cui invece sostiene di volersi avvalere con appositi comandi di dirigenti e personale, piuttosto che appoggiarsi ad un soggetto formalmente privato come Umbria Salute e Servizi che è società consortile a responsabilità limitata e che dovrà anche garantire la delicata questione della privacy sui dati dei cittadini? Insomma, se la Regione proprio non vuole fare le gare, ma non ne capisco il motivo, istituisca allora un'Agenzia pubblica che faccia da centrale unica di committenza sia per la Regione che per le Aziende Sanitarie, con evidenti minori costi per effetto di una vera razionalizzazione dell'utilizzo del personale”.

“D'altra parte – conclude - i dipendenti di Umbria Salute e Servizi solo in parte saranno dipendenti pubblici, con la differenza che, mentre i dipendenti con contratti pubblici, godendo delle necessarie tutele, potranno operare sempre con la massima tranquillità e sicurezza, quelli con contratti di tipo privatistico in quali condizioni verranno a trovarsi? E così le perplessità restano nonostante il voto favorevole della commissione e la sorte in bilico di oltre 110 dipendenti di Umbria Digitale, di cui 22 con contratto interinale. Va da sé che un atto che reca in incipit un vulnus così consistente in relazione alle attività di appalto non può essere votato in Aula. per rispetto di tutti gli umbri, a cominciare proprio da quelli colpiti dall'emergenza”. RED/pg

Data:
Venerdì, 28 Settembre, 2018 - 16:45

Tag per ACS

Free tag

Share page with AddThis