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RICOSTRUZIONE: “COLPE INGIUSTIFICATE AL GOVERNO. L'UFFICIO SPECIALE DELLA REGIONE UMBRIA COSA STA FACENDO?” - NOTA DI CARBONARI (M5S)

In sintesi

Il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) interviene in merito alla ricostruzione post sisma del 2016 sottolineando come siano ingiustificate le colpe attribuite al Governo rispetto all’evasione delle pratiche predisposte dai professionisti. Secondo Carbonari le responsabilità ricadono sul “malfunzionamento dell’Ufficio speciale ricostruzione (Urs)”. Per il consigliere pentastellato, dunque, “probabilmente, la struttura, così come è stata concepita, non funziona, dato che, in due anni, nonostante le 70 persone che vi lavorerebbero, sarebbero state rilasciate soltanto 500 pratiche rispetto alle 1200 presentate”.

 

(Acs) Perugia, 9 luglio 2019 - “Sono stata negli uffici che si occupano della ricostruzione, ho partecipato ad un tavolo con il presidente della Regione, Fabio Paparelli e con il direttore regionale Alfiero Moretti, lamentano una carenza di personale e la scarsità di pratiche consegnate dai professionisti. Ovunque mi giro c’è qualcuno pronto a puntare il dito sull’attuale Governo e sul Commissario, sento pertanto l’esigenza di fare chiarezza”. Così il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S).

“Ho parlato con alcuni professionisti che si occupano delle pratiche del terremoto anche nelle Marche e nel Lazio – fa sapere il consigliere pentastellato -, e mi dicono di essere demoralizzati per il malfunzionamento dell’Ufficio speciale ricostruzione (Urs) in Umbria rispetto agli uffici delle altre regioni interessate. Qualcuno vorrebbe addirittura abbandonare le pratiche nella nostra regione per concentrarsi sulle altre, dove il sistema sembrerebbe funzionare meglio. I tempi biblici, le lungaggini degli uffici, progetti visti più volte da istruttori diversi che modificherebbero aspetti già approvati. Probabilmente la struttura, così come è stata concepita non funziona, dato che, in due anni, nonostante le 70 persone che lavorerebbero all’Usr, sarebbero state rilasciate soltanto 500 pratiche rispetto alle 1200 presentate”.

“Perché – si domanda Carbonari - nelle Marche le pratiche verrebbero evase nel giro di qualche mese e addirittura nel Lazio rispondono nei 60 giorni previsti? Il problema a questo punto è del Governo o di chi dovrebbe essere responsabile dell’Usr? Inutile continuare a girare attorno alle leggi e alla libera interpretazione di esse: se attualmente il decreto sarebbe lo stesso in tutte le regioni colpite dal sisma, perché allora sarebbero diverse le metodologie e le tempistiche? Dovrei pensare – commenta Carbonari - che famiglie intere, distrutte da una tragedia, sarebbero passate in secondo piano? Mi auguro che ciò non sia dovuto ad un braccio di ferro politico. Ho provato a visionare le informazioni, ma nella sezione amministrazione trasparente del sito web queste non risulterebbero disponibili, nonostante vi sarebbero specifici obblighi di legge e trasparenza. Effettuerò ulteriori accessi agli atti al fine di ottenere maggiori informazioni e riscontri concreti a queste domande”.

Carbonari assicura di voler “valutare a fondo la situazione. Scaricare le responsabilità – spiega - certamente non aiuta la ricostruzione in Umbria, non fa lavorare i professionisti come dovrebbero e non dà sollievo a chi ancora vive in casette di legno. Ritengo che chi è responsabile degli uffici – conclude - dovrebbe forse pensare a come risolvere tali criticità nel minor tempo possibile. Da quanto ho fino ad ora visto e ascoltato, la mia impressione è che saremmo i soli a non aver ancora accelerato i tempi”. RED/as

Data:
Martedì, 9 Luglio, 2019 - 12:45

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