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QUESTION TIME (5): “SFRUTTAMENTO DELLE SORGENTI DI SANTA ANATOLIA DI NARCO” - INTERROGAZIONE DI RICCI (MISTO RP-IC), ASSESSORE CECCHINI: “SOLO COMMISSARIATO COMPETENTE PUÒ VALUTARE LA QUESTIONE”

(Acs) Perugia, 17 dicembre 2018 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria l’Aula ha discusso l’interrogazione a risposta immediata del consigliere Claudio Ricci (misto Rp – Ic) relativa allo sfruttamento delle sorgenti di Santa Anatolia di Narco. 

Nell’atto ispettivo Ricci spiega che “recentemente il Comune ha dato in concessione la gestione idrica delle sorgenti ad una società per azioni che attinge l’acqua dai territori soggetti ad uso civico, per poi, conseguentemente, rivenderla agli utenti. Va chiarito con quale modalità istituzionale e strumenti ciò sia avvenuto, visto la legge ‘168/2017’, in materia di tutela dei beni civici garantisce l’interesse della collettività di Sant’Anatolia di Narco per quanto attiene agli usi civici connessi alla libera fruizione delle sorgenti d’acqua, con il più generale obiettivo della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio”.

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto spiegando che “anche dopo l’entrata in vigore della legge ‘168/2017’ è il Commissariato la sede dove analizzare queste problematiche. Rispetto alla questione posta, legata al fatto che un gruppo di cittadini ha presentato un esposto, il Commissariato ha citato il Comune, la Regione ed i cittadini per accertare se le sorgenti richiamate abbiano o meno natura demaniale civica. Non essendo presente al servizio regionale alcuna problematica è stata richiesta al Comune di fornire tutti gli elementi conoscitivi rispetto alla questione. Nello scorso mese di ottobre il Comune ha comunicato che le opere di attingimento ed adduzione sono state realizzate, circa, tra il 1911 ed il 1920, molti anni prima dunque che i procedimenti amministrativi in materia di usi civici fossero trasferiti alle Regioni. l’Amministrazione comunale ha anche fatto presente che è del tutto inesatta e fuorviante l’affermazione secondo cui il Comune avrebbe dato la concessione per la gestione idrica dell’acqua ad una Società per azioni, che attinge l’acqua da terreni ad uso civico per poi rivenderla ai privati. Dalle sorgenti del territorio avviene la captazione per l’alimentazione dell’acquedotto comunale al servizio del capoluogo e delle frazioni di Sant’Anatolia di Narco. Fin dal 2001 il servizio idrico del Comune, così come quello degli altri 21 Comuni dell’Ati 3 (oggi Auri) viene gestito da Vus (Società interamente pubblica) partecipata dai 22 Comuni di riferimento. L’uso civico delle relative sorgenti, fonti, fontanili ed altro, è integralmente salvaguardato e non ha subito nel tempo alcuna limitazione. Anzi, nel corso degli anni, il Comune di Sant’Anatolia ha effettuato numerose opere di manutenzione e migliorato le condizioni di attingimento da parte della popolazione, sia per la zootecnia, pascolo, che più in generale per la salvaguardia dell’esercizio del diritto di uso civico. Sono stati realizzati fontanili pubblici dai quali è possibile attingere acqua pubblica potabile e gratuita. Vus (soggetto gestore unico dell’ambito di riferimento) applica agli utenti finali una tariffa per la remunerazione dei costi di gestione sulla base dei criteri e parametri prestabiliti dalla normativa e dall’Autorità di regolazione per energia reti ed ambiente (Arera). Quindi solo il Commissariato di competenza può dare una giusta valutazione rispetto alle questioni oggetto dell’interrogazione”.

Ricci ha replicato che la legge di riferimento è chiara rispetto al “criterio di indisponibilità nel quadro dell’uso civico delle sorgenti presenti sul territorio. I cittadini di quei luoghi devono avere la possibilità di utilizzare l’acqua senza determinare alcuna tariffa, ma utilizzando il bene pubblico nella disponibilità degli usi civici”. AS/

Data:
Mercoledì, 19 Dicembre, 2018 - 12:45

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