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QUESTION TIME (3): “CONFERIMENTO RIFIUTI INDIFFERENZIATI NELLA REGIONE MARCHE” - INTERROGAZIONE DI FIORINI E MANCINII (LEGA), ASSESSORE CECCHINI: “NON È PREVISTA LA PROROGA DELL’ACCORDO PER IL 2019”

(Acs) Perugia, 19 dicembre 2018 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria dedicata al question time l’Aula ha discusso l’interrogazione dei consiglieri Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega) relativa ai “conferimenti di rifiuti indifferenziati nella Regione Marche e al rispetto dei tempi per la risoluzione dell'accordo" che chiede alla Giunta regionale “se al termine dell'anno corrente, si concluderà il conferimento di rifiuti umbri alla Regione Marche per il trattamento dei rifiuti nell'impianto di Ascoli Piceno”.

Mancini ha illustrato l’atto ispettivo spiegando che “i cittadini di diversi comuni Umbri hanno visto lievitare nell'ultimo triennio l'importo della Tari a causa dei costi di trasporto rifiuti fuori dall'Umbria e a causa degli alti costi di trattamento che la società Gest, affidataria del servizio, ha concordato con la società ‘Picena Ambiente’ e con i comuni dell'Aio Marche n. 5. Una situazione che non è causata da situazioni di emergenza conseguenti a calamità naturali, come previsto dal decreto legislativo “152/2006” ma dalla cattiva gestione dell'impiantistica in provincia di Perugia”.

Nella sua risposta l’assessore Fernanda Cecchini ha spiegato che “l’accordo con la Regione Marche, stipulato a dicembre 2017, prevede un quantitativo di 10mila tonnellate annue, che rappresenta il 2 per cento del fabbisogno di gestione umbro. Tonnellate non sono state portate tutte a trattamento perché già da novembre vengono destinate agli impianti regionali di Foligno, Città di Castello e Orvieto. È vero che non si possono portare rifiuti fuori regione, a meno che non ci siano accordi interregionali.  Dopo mesi di immobilismo, Tsa ha affidato la progettazione per il consolidamento della discarica di Borgo Giglione, che la Regione cofinanzierà con 1milione. I 5 anni di immobilismo dell’Amministrazione comunale di Perugia non possono essere addebitati alla Regione. Noi ci siamo fatti carico di svolgere un ruolo non strettamente nostro, mentre il Comune di Perugia, socio al 49 percento di Gesenu, non si è attivato. Abbiamo dovuto stipulare un accordo con le Marche proprio per fare fronte a questa situazione. Non credo che ci sarà bisogno di prorogare l’accordo con le Marche per il 2019 e spero che le società di gestione e il Comune non chiederanno il nostro intervento all’ultimo minuto, come avviene di solito”.

Valerio Mancini ha replicato evidenziando che “l’aumento della Tari in alcuni Comuni dell’Umbria (Città di Castello, Umbertide, Gubbio, Magione, Castiglione del lago) non riguarda solo Perugia. L’inefficienza degli impianti non dipende dalla Regione ma il Piano rifiuti doveva intervenire per rendere efficiente la filiera, evitando di portare i rifiuti fuori regione”. MP/

Data:
Mercoledì, 19 Dicembre, 2018 - 12:15

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