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QUESTION TIME (2): “PRONTO SOCCORSO, NECESSARI AMBULATORI DELLE NON URGENZE E PEDIATRICI NEGLI OSPEDALI” - A SMACCHI (PD) RISPONDE BARBERINI: “AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI E ORARI PIÙ ESTESI”

(Acs) Perugia, 12 marzo 2019 - Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, dedicata al question time, il consigliere Andrea Smacchi (PD) ha chiesto all’assessore alla sanità Luca Barberini  di “valutare l'opportunità di predisporre negli ospedali umbri degli ambulatori delle non-urgenze, e ambulatori pediatrici per i più piccoli per la diagnosi e la cura degli utenti in codice bianco, in aggiunta e ad integrazione delle aggregazioni territoriali di medici nelle Case della Salute”.

Smacchi ha spiegato che “uno dei problemi gestionali più evidenti dei Pronto Soccorso è il sovraffollamento, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi, dovuto in larga parte a richieste non appropriate. Sempre più persone, con una larga percentuale di bambini, si recano direttamente ai Pronto Soccorso senza passare attraverso i propri medici di base e pediatri di scelta volontaria con ricadute pesanti in termini, soprattutto, di attese e intasamento, di un servizio che nasce per le cure di emergenze e urgenza. Nel sistema umbro è necessario prevedere e realizzare ambulatori delle non urgenze e ambulatori pediatrici dove a seguito del triage verranno sottoposti a diagnosi e successivo trattamento sanitario esclusivamente i ‘codici bianchi’ con l'obiettivo di ridurre gli accessi inappropriati al Pronto Soccorso e fornire allo stesso tempo una migliore e più rapida risposta ai pazienti con codici più gravi. A ciò potrebbero essere funzionali le Aggregazioni funzionali territoriali, cui potrebbero essere unti ambulatori esterni agli ospedali per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso e le lunghe attese dei codici bianchi. Servono strutture che possano adeguatamente accogliere i casi meno gravi di adulti e bambini. In commissione il direttore generale Duca ha parlato dell’esperimento messo in atto dal direttore del Pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria’ riguardante un ambulatorio pomeridiano per i casi non gravi”.

L’assessore Barberini ha risposto che “in questo momento una delle maggiori criticità è proprio l’affluenza incontrollata nei pronto soccorso, anche per situazioni la cui risposta può essere garantita attraverso altre modalità, lasciando a questo servizio la fase acuta delle criticità, sulla base delle definizioni per colore dei codici. Abbiamo dato attuazione alla legge Balduzzi, potenziando i servizi sul territorio con i medici di medicina generale. Sono partite 20 Aggregazioni funzionali territoriali sulla Asl 1 e 16 sulla Asl 2, composte da 20 medici di medicina generale con la collaborazione di medici che svolgono continuità assistenziale, anche con il potenziamento degli orari dei medici e garantire ambulatori aperti anche in pausa pranzo, il sabato mattina e nei prefestivi dalle ore 8 alle 14, quindi assicurando una copertura h 24 per tutti i giorni della settimana con una rotazione dei medici e dare risposta ai casi non urgenti attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali.  Altra possibilità che è oggetto di studio, già affrontata da altre regioni, è di aprire ambulatori per la non-urgenza dentro gli ospedali, ma la legge presentata a questo scopo è stata impugnata dal governo, perché afferente a materie che sono di competenza riservata dello Stato. Altra soluzione per le piccole emergenze pediatriche: stiamo lavorando per provare a organizzare una sorta di articolazione simile alle Aft, che permetterebbe di avere risposte riservate all’età pediatrica, con il coinvolgimento dei pediatri ed una presenza più articolata sul territorio, evitando l’accesso al pronto soccorso. Altro ancora è il potenziamento delle attività nei pronto soccorso, come riferito da Duca sulla sperimentazione avviata. Quello che preoccupa è proprio la mancanza di pediatri e la difficoltà di aumentare l’offerta per dare risposte più forti: nelle ultime selezioni per pediatri sono pervenute zero domande alla Asl 2 e una sola alla Asl 1, sintomo evidente di una programmazione carente sulle specializzazioni fatta dallo Stato”. 

Smacchi ha replicato affermando che “l’unico dubbio resta quello relativo ai tempi di attuazione in alcune zone delle Aggregazioni funzionali territoriali. In alcuni Comuni sono partite, in altri no, e si pensa che possano partire entro un anno o due. La situazione però dice che i tempi per avere una risposta da chi si trova in ‘codice bianco’ non sono nemmeno determinabili, diversamente da quanto avviene per i codici verdi e gialli, rispettivamente circa un’ora e meno di di mezzora, mentre i codici rossi ricevono cure immediate. Ogni giorno ci sono 125 accessi al pronto soccorso, il 10 per cento dei quali potrebbe essere smistato in una Aft, mentre ulteriore ritardo viene causato dai pre-ricoveri perché bloccano le attività in attesa che si trovi un posto letto, sottraendo assistenza agli altri pazienza”. PG/

Data:
Martedì, 12 Marzo, 2019 - 12:00

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