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QUESTION TIME (1): “SICUREZZA AZIENDALE, CHIARIRE IL QUADRO NORMATIVO E ABROGARE NORMA REGIONALE” - INTERROGAZIONE DI DE VINCENZI (MISTO-UN), ASSESSORE CHIANELLA: “LEGGE STATALE E REGIONALE NON CONFLIGGONO”

(Acs) Perugia, 27 novembre 2018 – Nella seduta odierna di question time, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso l’interrogazione a risposta immediata del consigliere Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) alla Giunta regionale sugli oneri di sicurezza aziendali disciplinati dalla legge regionale ‘3/2010’ sulla ‘Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici’. 

Illustrando l’atto in Aula De Vincenzi ha ricordato che “il Tar dell’Umbria, con la sentenza 56 del 2018 su un bando dell’Università di Perugia per la manutenzione del chiostro di San Pietro, ha stabilito che la legge regionale sui lavori pubblici è abrogata e disapplicabile, quantomeno per gli aspetti concernenti gli oneri di sicurezza aziendali. E che, pertanto, la sua applicazione da parte della Regione e degli enti presenti nel territorio regionale potrebbe determinare l'illegittimità delle procedure di gara per l'affidamento di lavori pubblici. La materia degli appalti pubblici è estremamente complessa e articolata. Sarebbe pertanto opportuno, per quanto di competenza della Regione, chiarire il quadro normativo di riferimento per gli enti che operano nel territorio regionale. Per questo chiediamo alla Giunta se intende continuare ad applicare la legge regionale ‘3/2010’ in tema di oneri di sicurezza aziendali dopo la sentenza del Tar, e se intende procedere a formulare una proposta di abrogazione per chiarire il quadro normativo in materia di appalti pubblici di lavori anche per come Comuni, Province e Aziende sanitarie. Questo soprattutto in considerazione del fatto che per la ricostruzione post terremoto dobbiamo entrare in un’ottica di semplificazione delle procedure”.

Nella risposta l’assessore Giuseppe Chianella ha chiarito che “non può essere presa a pretesto la sentenza del Tar per chiedere l’abrogazione della legge regionale, dal momento che norma statale e norma regionale non confliggono. Risulta infatti che l’Università non ha correttamente applicato la legge regionale ‘3/2010’, in particolare per quanto riguarda gli oneri della sicurezza, e non l’ha saputa illustrare nel rispondere al ricorso, non consentendo al Tar di potersi esprimere nella contezza normativa. L’Università nel bando aveva individuato gli oneri della sicurezza aziendali, ma non aveva fatto compilare il modello, non consentendo perciò ai concorrenti di adempiere integralmente al dettato normativo regionale e nazionale. Quindi non è caso di abrogare la legge regionale perché non confligge con il nuovo codice degli appalti”.

Nella sua replica De Vincenzi ha detto che “la Giunta sta prendendo una posizione abbastanza discutibile. La sentenza del Tar parla chiaro: la normativa regionale entra in conflitto con quella nazionale. Il rischio che durante la ricostruzione post terremoto ci siano dei ricorsi che bloccheranno i cantieri perché si vuole continuare ad applicare una legge che, dice il Tar, è abrogata e disapplicabile. La Giunta non può che prendere atto di una sentenza così chiara. Invitiamo l’Esecutivo a riconsiderare la sua posizione. Altrimenti presenterò una proposta di legge abrogativa”. DMB/

Data:
Martedì, 27 Novembre, 2018 - 11:00

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