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QT (5) “MISURE DELLA REGIONE PER SUPPORTARE IL PROCESSO DI DIGITALIZZAZIONE DELLA PA” - INTERROGAZIONE DI PAOLA FIORONI E PASTORELLI (LEGA), ASSESSORE MICHELE FIORONI: “IMPEGNO PER SUPERARE SITUAZIONE CONFUSA”

(Acs) Perugia, 3 dicembre 2020 – Nella sessione ‘Question time’ della seduta odierna dell’Assemblea legislativa è stata discussa l’interrogazione dei consiglieri Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega) che chiede alla Giunta di sapere “quali misure di carattere economico e strategico intende adottare, o abbia adottato, per supportare nella Pubblica amministrazione il processo di innovazione dei servizi ai cittadini e alle imprese in un'ottica di semplificazione, anche attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali”.

Illustrando l’atto in Aula Paola Fioroni ha sottolineato “l'importanza della digitalizzazione per il rilancio in prospettiva e per pensare ad un futuro post covid che vada a intercettare le debolezze del nostro sistema. L’emergenza pandemica ha evidenziato che il nostro Paese praticamente è diviso in 21 sistemi sanitari diversi, che in larga parte non si parlano tra loro. Questo comporta una criticità amministrativa nell'emergenza sanitaria. Una criticità che ha investito anche molte amministrazioni pubbliche, soprattutto locali, che si sono trovate in grande affanno nell’attuare lo smart working per i dipendenti proprio a causa della mancata digitalizzazione dei processi lavorativi. La pandemia, quindi, ha reso evidente che la transizione al digitale deve ricomprendere necessariamente la Pubblica Amministrazione, in modo inclusivo e a tutti i livelli istituzionali. Anche per consolidare una modalità di cooperazione Stato-Regioni sui temi della digitalizzazione che permetta, nella prospettiva digital first e della semplificazione amministrativa, di accorciare le distanze tra Pa e cittadini, facilitando l'accesso ai servizi e rendendo più efficiente l'apparato amministrativo-burocratico. In Umbria la situazione del processo di digitalizzazione è preoccupante. La rilevazione sullo stato di attuazione del piano per l’informatica ha evidenziato che il personale della Giunta dedicato all’Ict è solo il 4 per cento, una percentuale inadeguata. Inoltre il parco applicativo in essere è di 181 applicativi, una frammentazione insostenibile che richiede una razionalizzazione. Infine il 42 per cento degli applicativi in uso risulta sviluppato dalla società in house, quindi quasi la metà degli applicativi in uso sono stati sviluppati prima del 2014”.

Nella sua risposta l’assessore Michele FIORONI ha detto che “la situazione che abbiamo trovato sul piano digitale è confusa. Ad oggi mancava una visione sistematica del ruolo dell’Ict a supporto dei processi interni regionali. Paradossali alcune scelte di un data center digitale che si basava solo sul problema fisico di dove farlo, quando il resto del mondo andava verso il cloud. Ci sono state scelte sbagliate con investimenti rilevanti: siamo costretti a rivederle per andare in un’altra direzione per rendere più fruibili i database con una ibridazione del data center tra fisicità e cloud. Abbiamo trovato un compartimentazione dell’Ict in 28 centri di costo con una duplicazione di attività, processi e software. L’obiettivo è di arrivare ad un unico funzionamento della macchina regionale con un’unica funzione Ict con una revisione dei processi e una razionalizzazione dei costi. Nella Pa il digitale è soprattutto  revisione dei processi sui quali applicare i processi digitali. Per questo stiamo mappando tutti i servizi regionali, lavorando con metodi innovativi, con gruppi di lavoro che superassero la compartimentazione, accorpando le divisioni Ict. Stiamo cercando di cambiare il modello di governance di Umbria digitale che noi individuiamo come il soggetto che dovrà guidare il processo di transizione digitale. Aver portato la connettività alla Pa era stato dato come un successo, ma il privato avrebbe potuto farlo meglio e a minor costi. Ora ad esempio abbiamo mancanza di ridondanza. Bisogna lavorare sulle piattaforme digitali che consentano al cittadino di presentare domande senza pec, facilitare l’accesso ai cittadini. Il portale ora è un percorso a ostacoli a livello digitale. Va definito un percorso di accesso unico ai servizi per creare una sorta di fascicolo digitale del cittadino. Tutto questo deve essere sicuro. Non sono stati fatti i rafforzamenti necessari sul versante della sicurezza in un contesto in cui ci sono dati sensibili. Su questo stiamo lavorando con un protocollo di intesa con l’Università e la polizia postale. Grande impegno anche sulle piattaforme di pagamento per aumentare l’offerta dei servizi digitali, dove l’Umbria è una regione di sperimentazione”.

Nella sua replica Paola Fioroni si è detta soddisfatta della risposta dell’Assessore che ha “tracciato bene linee di sviluppo per il processo di digitalizzazione della nostra Regione. Bisogna andare verso un’accessibilità che sia veramente universale, per superare il digital divide. Oggi è la giornata mondiale delle persone con disabilità: l’impegno della Regione è quello di assicurare una comunicazione accessibile a 360 gradi, perché questo è un reale sinonimo di civiltà”. DMB/

 

Data:
Giovedì, 3 Dicembre, 2020 - 12:45

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