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PRIMA E TERZA COMMISSIONE: AUDIZIONE CON IL DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA

In sintesi

La Prima e la Terza commissione hanno ascoltato in audizione il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, per una informativa sull’attività svolta. Dalla riunione è emerso che l’azienda è in equilibrio di gestione permanente, con un piano degli investimenti di 28 milioni di euro che per il triennio 2019-2021; indicatori di qualità positivi; numeri che indicano l’appropiatezza delle prestazioni, con ricoveri in calo e attività chirurgica in aumento; liste d’attesa sotto controllo; pagamento dei fornitori in 19 giorni; attrattività dei pazienti da fuori regione in miglioramento.

 

(Acs) Perugia, 27 febbraio 2019 – La Prima e la Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presiedute da Andrea Smacchi e da Attilio Solinas, si sono riunite in seduta congiunta per ascoltare in audizione il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, per una informativa sull’attività svolta e aspetti finanziari.

Il presidente Smacchi ha ricordato che “questa è la terza audizione con i vertici delle aziende sanitarie regionali, che servono per fare un resoconto del mandato triennale dei direttori generali, in scadenza a marzo”. Il presidente Solinas ha sottolineato che “l’Azienda ospedaliera di Perugia svolge un ruolo guida per la sanità regionale, in particolare per l’alta specializzazione e l’integrazione con l’Università”.

Nel corso dell’audizione il direttore generale Emilio Duca, accompagnato da Roberto Ambrogi della direzione contabilità e bilancio e da Ilaria Bernardini dell’ufficio controllo di gestione, ha parlato di un’azienda complessa, in equilibrio di gestione permanente, con un piano degli investimenti di 28 milioni di euro per il triennio 2019-2021; indicatori di qualità positivi; numeri che indicano l’appropiatezza delle prestazioni, con ricoveri in calo e attività chirurgica in aumento; liste d’attesa sotto controllo; pagamento dei fornitori in 19 giorni; attrattività dei pazienti da fuori regione in miglioramento; aumento della dotazione organica di personale.

Duca ha fornito i NUMERI DELL’AZIENDA: l’ospedale ha circa 800 posti letto, di cui 750 di degenza ordinaria e 50 di ricoveri di un giorno (day hospital e day surgery); l’azienda si compone di 52 unità operative sanitarie, 49 strutture complesse e 3 unità operative dipartimentali (di cui 30 a direzione universitaria e 19 a direzione ospedaliera); circa 3mila i dipendenti, di cui 220 dipendenti universitari convenzionati, 580 medici complessivi di cui 460 ospedalieri e 120 universitari (il personale universitario è circa l’8 per cento ma ha circa il 60 per cento delle apicalità). I DATI testimoniano che ogni anno mediamente l’azienda fa 38/39MILA RICOVERI COMPLESSIVI TRA ORDINARI E GIORNALIERI. Il trend dei ricoveri è in costante diminuzione, “e questo dimostra l’appropiatezza dei ricoveri”. L’attività chirurgica ha un trend in costante e leggero aumento: dai 20mila e 100 del 2016 siamo passati ai 20mila 500 del 2018. Gli accessi al PRONTO SOCCORSO sono circa 61/62 mila ogni anno, circa 170 persone al giorno. Ieri però ci sono stati 209 accessi per il picco influenzale. Il problema, non solo umbro, è l’eccessivo accesso ai pronto soccorso. Dei 61mila accessi il 10 per cento sono codici bianchi, 69 per cento codici verdi: insieme fanno quasi l’80 per cento. Si sta lavorando per cercare di gestire al meglio l’inappropriatezza dell’uso dei pronto soccorso, e c'è un costante calo di pazienti che arrivano e che vengono ricoverati: si passa dai 30 ricoverati ogni cento accessi del 2016 ai 27 del 2018. Nell’area MATERNO-INFANTILE gli indicatori di qualità sono di eccellenza. E questo malgrado i parti siano in diminuzione per il calo demografico in atto (nel 2018 sono stati 1806). Il numero di parti con il cesareo dovrebbe stare sotto al 20 per cento, nell’ospedale di Perugia sono il 15 per cento i cesarei primari e l’8 per cento i secondari sceso. Il 20 dicembre l’azienda ha attivato il Sten (servizio di trasporto neonatale di emergenza) come servizio unico regionale; è stato avviato il percorso demedicalizzato della nascita assistito solo da ostetriche con le “stanze in Lucina”, e con il protocollo del gennaio scorso le nascite a basso rischio nel 2018 sono state 250. È stata potenziata l’UNITÀ DI DEGENZA INFERMIERISTICA, che ora ha 16-18 posti letto, ha 700 dimessi l’anno di pazienti che non troverebbero copertura nel territorio. Questo ha consentito di aprire laboratori funzionali per il sabato e la domenica e 2 ambulatori per le terapie infusionali per dimissioni veloci. Gli indicatori di performance della Scuola Sant’Anna di Pisa dimostrano che sono stati centrati gli obiettivi. Per le LISTE D’ATTESA ogni anno è stato messo in campo un piano straordinario di intervento nel quale sono previsti accessi straordinari dei professionisti con apertura dei laboratori il sabato, la domenica e anche le sere. Tutte le prestazioni rientrano nei Rao, e ci sono criticità solo per la risonanza magnetica total body. Il QUADRO ECONOMICO FINANZIARIO dell’azienda mostra che dal 2006-2007 c’è un equilibrio di gestione permanente. Anche negli ultimi 3 anni, quando nel 2016 si è riusciti ad ottenere un utile di oltre 2milioni di euro che serviva a ripagare le perdite sistema regionale negli anni tra il 2000 e il 2006. In questo modo sono state azzerate le perdite pregresse dell’ospedale. Per quanto riguarda la MOBILITÀ l’indice di attrazione dei pazienti da fuori regione sta migliorando. Il PAGAMENTO DEI FORNITORI è migliorato nel triennio: adesso dalla fattura al pagamento passano 19 giorni. E questo senza anticipazioni di cassa. Il piano di INVESTIMENTI per il triennio 2019-2021 è di oltre 28milioni di euro, dei quali più di 14milioni derivano da economie che l’azienda riesce a fare.

Stimolato poi dalle domande dei consiglieri Leonelli, Smacchi, Casciari, Chiacchieroni (Pd), Carbonari (M5S), Solinas (misto-Mdp), Ricci (misto-Rp/Ic), Mancini (Lega), Duca ha anche affrontato il problema della gestione dei CODICI BIANCHI nei pronto soccorso, con il potenziamento dei turni con maggiore accesso (come la domenica pomeriggio) e dell’osservazione breve, ma anche con un binario separato per i codici bianchi nel mattino che sta dando uno snellimento dei tempi. Ma anche la questione dell’uso delle APPARECCHIATURE, che funzionano a pieno regime per 12 ore al giorno, per riuscire ad incastrare le 3 milioni di prestazioni per gli esterni con i 40mila ricoveri all'anno. Inoltre Duca ha sottolineato come la spesa per il PERSONALE è il 45 per cento del bilancio. Malgrado ciò è stata aumentata la dotazione organica in 3 anni di 231 unità di personale, l’8 per cento sua dotazione organica. Per l’integrazione tra ospedale e territorio in questi 3 anni sono stati stipulati 11 protocolli con l’Asl 1 e l’Asl 2. Duca ha poi ricordato che al PRONTO SOCCORSO per la disabilità c’è un ambulatorio dedicato con un percorso agevolato, e che per i circa 9mila l'anno accessi pediatrici ci sono accessi e triage separati. Per le FRATTURE DEL FEMORE operate entro 48 ore l’unità di ortogeriatria ha risultati eccellenti, passando dal 46 per cento del 2017 al 65 del 2018. Per il problema del PARCHEGGIO è stato aumentato il monitoraggio con 11 telecamere nei 3 parcheggi principali e si sta ragionando se mettere 5 telecamere di rilevazione delle auto che entrano nell’area, visto che mediamente abbiamo 20mila persone al giorno che gravitano sull’ospedale. DMB/

Data:
Mercoledì, 27 Febbraio, 2019 - 16:45

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