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PRIMA E TERZA COMMISSIONE: AUDIZIONE CON I VERTICI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA DI TERNI

In sintesi

La Prima e la Terza Commissione, presiedute da Andrea Smacchi e Attilio Solinas, si sono riunite in seduta congiunta per ascoltare in audizione i vertici dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per una informativa sull’attività svolta. Il direttore generale Maurizio Dal Maso ha parlato di un’azienda solida, performante su tre parametri: il personale, gli spazi e le tecnologie.

 

(Acs) Perugia, 13 febbraio 2019 – La Prima e la Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presiedute da Andrea Smacchi e Attilio Solinas, si sono riunite in seduta congiunta per ascoltare in audizione i vertici dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per una informativa sull’attività svolta.

“Un bilancio – ha spiegato Smacchi ad inizio riunione - che verrà fatto, insieme alla Terza Commissione, anche con le altre aziende sanitarie della regione, e che rientra nelle sedute che la Prima Commissione sta dedicando alle società partecipate della Regione per capire il lavoro fatto e i risultati raggiunti, come già successo con Gepafin (https://tinyurl.com/y2jso3xl). In passato abbiamo visto l’Azienda ospedaliera di Terni dal punto di vista degli squilibri finanziari. Invece dalla riunione di oggi emerge un lavoro ottimamente impostato”. Solinas ha sottolineato di aver “appoggiato da subito la proposta di audizioni congiunte con le Direzioni delle Aziende sanitarie che sono a fine mandato, visto che scadono il 31 marzo, per ascoltare quanto fatto nei servizi ai cittadini e nella gestione finanziaria. La direzione dell’Azienda ospedaliera di Terni ha svolto un buon lavoro, in particolare sull’attrattività dell’alta specializzazione e sull’efficientamento delle strutture. Rimane il discorso sull’Ospedale di Terni, il più vecchio dell’Umbria, che meriterebbe una sede più consona”.

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Maurizio Dal Maso, accompagnato dal direttore amministrativo Riccardo Brugnetta e dal responsabile del controllo di gestione Fabio Pierotti, ha parlato di un’azienda solida, performante su tre parametri: il personale, gli spazi e le tecnologie. Le competenze professionali dell’ospedale hanno giustificato il forte potenziamento tecnologico che c’è stato, portando la struttura ad avere attrezzature d’avanguardia tutte utilizzate al meglio. I lavori sulla struttura, già iniziati con precedente gestione, sono stati portati avanti. Inoltre è stato fatto un grande lavoro per l’efficientamento, non facendo più assistenza come è stata fatta in passato e recependo modelli più moderni e già operativi in altre realtà. Questo ha portato ad un incremento costante nel corso degli anni del valore della produzione fino ad arrivare a circa 130 milioni di euro, con un sostanziale mantenimento dei costi ed un miglioramento del costo per la produzione dell’attività. Gli indicatori di performance dimostrano il grande lavoro per efficientare la struttura e in particolare tutta la chirurgia, un fiore all’occhiello dell’azienda. Malgrado la carenza degli anestesisti, problema comune al resto dell’Umbria e d’Italia, gli interventi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, circa 20mila, grazie all’ottimizzazione e all’efficientamento messi in campo con modelli organizzativi diversi. Buoni risultati misurabili con vari indicatori e dal monitoraggio del Ministero. La struttura, è stato sottolineato, ha vincoli dati dagli spazi. Se si vogliono ulteriormente incrementare le attività chirurgiche è necessario avere dei percorsi su cui trattare i pazienti prima e dopo il ricovero in ospedale. Il 20-30 per cento dei pazienti viene da fuori regione. In questi tre anni sono stati raggiunti dei valori mai toccati prima. Nel 2016 sono stati fatti due concorsi per i primariati, nel 2017 sei concorsi, quattro nel 2018, e otto nel 2019: quindi non c'è più nessun primariato da bandire. Dal Maso ha concluso dicendo di lasciare un’azienda che ha fatto un salto in avanti nei contenuti.

Nel corso della seduta ci sono diversi interventi dei consiglieri. Per Andrea Liberati (M5S) a Terni ci sono necessità strutturali e per questo serve avviare una riflessione sull’edilizia sanitaria, punto fondamentale di riqualificazione. Per Gianfranco Chiacchieroni (Pd) quello di Terni è stato il primo ospedale dell’era moderna a monoblocco, ma i tempi sono maturi per trovare nuove soluzioni. Maria Grazia Carbonari (M5S) ha chiesto chiarimenti sulla riduzione di alcune prestazioni, sulla mobilita extra regionale proveniente principalmente dal Lazio, e sul personale dell’azienda domandando se sia sufficiente per le prestazioni attualmente erogate. Emanuele Fiorini (Lega) ha sottolineato i problemi aperti, dai medici di alta specializzazione che hanno lasciato l’azienda, ai letti nei corridoi, dalle code al pronto soccorso fino alla necessità di costruire un nuovo ospedale, ed ha espresso la sua contrarietà alla ipotesi di un’azienda unica umbra con sede a Perugia. Per Sergio De Vincenzi (misto-Un) è importante garantire l’alta professionalità per l’efficienza dei servizi ai cittadini ma anche per mantenere la potenzialità economica di tutta la struttura che è un punto di riferimento per il Lazio”. DMB/

Data:
Mercoledì, 13 Febbraio, 2019 - 16:30

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