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PRIMA COMMISSIONE: “PROSPETTIVE E SVILUPPO DEL TERRITORIO PER I COMUNI DELL'AREA INTERNA NORD-EST” - INCONTRO A GUBBIO CON I SINDACI E LE CATEGORIE ECONOMICHE. PRESENTE LA PRESIDENTE MARINI

In sintesi

Si è svolto questa mattina a Gubbio, nella Sala del Consiglio comunale, l'incontro dedicato a “prospettive e sviluppo del territorio per i Comuni dell'area interna nord-est” tra i componenti della Prima commissione dell'Assemblea legislativa, i sindaci dei Comuni della Fasci appenninica (Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Costacciaro e Sigillo) e i rappresentanti di ConfCommercio, Gal Alta Umbria, Cna e Joint Gubbio. Ai lavori ha partecipato anche la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini.

(Acs) Perugia, 5 luglio 2016 – Utilizzare nel modo più efficace le risorse europee, salvaguardando la coesione sociale e i livelli demografici, puntando sul sostegno alle imprese e al lavoro, cogliendo l'occasione di sviluppo offerta dai nuovi collegamenti viari garantiti dalla Foligno-Civitanova e dalla Perugia-Ancona. Selezionare un numero limitato di progetti su cui far convergere i fondi destinate alle Aree interne, evitando di disperderli ed utilizzandoli per valorizzare le vocazioni produttive, artistiche e turistiche dei territori della Fascia Appenninica. Sono queste alcune delle priorità emerse durante l'incontro dedicato a “prospettive e sviluppo del territorio per i Comuni dell'area interna nord-est”, organizzato dalla Prima commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria e svoltosi questa mattina nella Sala del Consiglio comunale di Gubbio. Ai lavori ha partecipato anche la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini.

I consiglieri regionali Andrea Smacchi (presidente della Prima commissione), Carla Casciari e Marco Vinicio Guasticchi (Pd), Raffaele Nevi (FI), Claudio Ricci (Rp), Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) hanno salito lo scalone di Piazza Grande per confrontarsi con i sindaci di Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Costacciaro e Sigillo, i rappresentanti di ConfCommercio, Gal Alta Umbria, Cna e Joint Gubbio su criticità e possibilità di ripresa economica e tenuta sociale dei territori.

 

L'incontro è stato aperto e coordinato da ANDREA SMACCHI, che ha annunciato una nuova seduta della Commissione dedicata alle 'Aree Interne', che si svolgerà in Valnerina alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Smacchi ha poi sottolineato le potenzialità della programmazione comunitaria, dei bandi e dei prestiti rotativi attivati per dare risposte all'area ex Merloni. “Si tratta – ha sottolineato – di risorse che devono essere utilizzate al meglio, anche grazie alle sinergie con i Comuni. Nell’orvietano sono stati presentati circa 220 progetti, ma non era quello il fine. Bisogna individuare vere priorità, in modo da far crescere il territorio e farlo uscire da quelle che vengono considerate 'Aree Interne'”.

FILIPPO STIRATI (sindaco di Gubbio) haparlato dell'importanza di dare spazio alle vocazioni dei territori affinché la Regione possa interpretare le istanze di tutti i propri cittadini: “Stiamo lavorando alla valorizzazione del territorio per uscire dai limiti storici che provocano lo spopolamento, acuiscono il rischio idrogeologico, causano l’abbandono del territorio e la mancata tutela dei beni artistico culturali. Servono infrastrutture per la mobilità interna e per il collegamento con le grandi reti nazionali: la prospettiva della Roma-Ancora è quindi particolarmente importante, e forse non ne abbiamo piena consapevolezza. Bisogna garantire un livello scolastico adeguato, sfruttare meglio le fonti di energia rinnovabili, ridare slancio alle attività artigianali, riorganizzare i centri storici come centri commerciali naturali”.

RICCARDO COLETTI (sindaco di Sigillo) ha auspicato che “i territorio possano essere protagonisti della riscrittura del proprio futuro. La fascia appenninica ha subito la vicenda Merloni, quella della banca Etruria e gli effetti della crisi economica. L'accesso ai fondi europei pone il problema del cofinanziamento e dunque delle difficoltà dell'accesso al credito. Le attività e i cittadini che si trovano nei pressi del Parco del Montecucco soffrono della estrema lentezza dei pareri della Sovrintendenza, per questo abbiamo approvato una proposta di modifica che va oltre le aree contigue e arriverà presto all'Assemblea legislativa”.

GIOVANNI BONTEMPI (sindaco di Nocera Umbra) ha sottolineato la collaborazione che si è sviluppata tra i sindaci dell'Area Interna permettendo di “ragionare insieme sulle cose concrete che possono essere davvero realizzate, per collegare i nostri territori con il resto del Paese. Dobbiamo sfruttare ogni occasione per rilanciare un territorio che vuole continuare a vivere, sfruttando tutte le risorse che possono essere valorizzate”.

MASSIMILIANO PRESCIUTTI (sindaco di Gualdo Tadino) ha osservato che ci sono stati vari incontri tra gli amministratori locali coinvolti nel progetto, “per fare passi avanti in maniera collettiva, facendo passi indietro rispetto alle esigenze dei singoli municipi. Dobbiamo essere consapevoli che i grandi insediamenti industriali non torneranno e mettere a leva le risorse che abbiamo, in maniera consapevole. I bacini delle acque minerali devono essere sfruttati e valorizzati, in tutto il territorio regionale. Con l'apertura della Perugia - Ancona assume ancora maggiore importanza l’ospedale di Branca, che diventerà uno snodo essenziale per i servizi sanitari di qualità”.

LUCIO LUPINI (Confcommercio Gubbio) ha detto di aspettarsi molto dalla politica “per rimettere in modo gli strumenti e le relazioni necessari per realizzare delle prospettive. Il turismo non può essere la soluzione di tutti i problemi e i progetti da sostenere devono essere ben selezionati. I sentieri stanno avendo un grande risalto e dobbiamo puntarci: lì si incontrano davvero i pellegrini e bisogna pensare a loro nell’offerta dei servizi. Le imprese sono ancora in sofferenza ed hanno bisogno di innovazione, credito e semplificazione”.

Per PATRIZIA LUPINI (vicesindaco Costacciaro) è nata una nuova collaborazione tra i comuni della Fascia appenninica: “le risorse comunitarie sono importanti ma dobbiamo tenere conto che gli uffici sono sprovvisti di personale, abbiamo quote minimali da utilizzare per il cofinanziamento. Le risorse comunitarie devono essere gestite con meno burocrazia, magari con il supporto degli uffici della Provincia per dare risposte più rapide. La revisione delle aree contigue al Parco darà respiro ai cittadini che vi abitano”.

MARIANO TIRIMAGNI (presidente Gal Alta Umbria) ha rilanciato l'integrazione come “parola d’ordine per lo sviluppo dei territori. Essa è fondamentale perché in un’ottica di sviluppo locale che superi le criticità serve una leva che punti sulle vocazioni territoriali. Territori che devono sapersi parlare per capire come gli attori locali, insieme alla Regione, possono interagire meglio, per valorizzare anche la programmazione europea”.

Secondo GIORGIO LOCCHI (assessore Commercio Gualdo Tadino) “le misure e i bandi della Regione vanno bene ma le aziende artigianali, che in molti casi sono micro imprese, con pochi dipendenti e fatturato ridotto, avrebbero necessità di misure di immediato impatto su quel tessuto. La burocrazia è un limite forte per chi vuole investire e c’è il problema della finanziabilità, le banche non concedono credito, di cui le imprese hanno bisogno per crescere”.

VIRNA VENERUCCI (consigliere comunale Gubbio) ha rilevato che serve “una sinergia tra i territori per affrontare problemi economici e sociali. Non possiamo puntare sui grandi siti produttivi ma bisogna ragionare sulle tante piccole imprese che hanno da sempre caratterizzato il nostro sistema economico. Il territorio del parco è bloccato perché servono molte autorizzazioni per qualunque intervento. La riduzione della fascia contigua non risolverà il problema se non vengono stanziate risorse affinché il parco del Monte Cucco funzioni davvero”.

Per ANDREA RUECA (Cna Umbria Gubbio) servono “innovazione, internazionalizzazione, e reti di impresa per accedere a nuovi mercati. Molte aziende di questa area hanno saputo prendere quanto di buono fatto dalla Regione ponendosi come pionieri nel rilancio dei centri storici e nell’efficientamento energetico”.

MARCO MERANGOLA (Joint Gubbio, acceleratore impresa) ha spiegato di “operare per dare alle imprese la spinta per prendere le decisioni giuste per rilanciare l’attività. Non dobbiamo affrontare una crisi, ma un cambiamento sociologico e un nuovo mercato. Non tutte le aziende sono in grado di affrontare e gestire un bando”.

 

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI REGIONALI

CLAUDIO RICCI (Rp): “Serve una cultura della semplificazione per ridurre i tempi delle autorizzazioni, che in Italia pesano per il 4 per cento del fatturato delle imprese. Il piccolo è sempre più un valore ed anche un prodotto da promuovere. Necessario trasformare le reti commerciali, anche telematiche, in strumenti più incisivi di sviluppo. Andranno reinterpretate la parole chiave dello sviluppo, puntando sull’innovazione e sulle eccellenze. Necessaria una nuova visione dell’edilizia, mirata all’efficentamento, energetico e sismico”.

CARLA CASCIARI (Pd): “Dovremmo istituzionalizzare questi momenti di incontro, superando un modo di lavorare incentrato sull’emergenza. Le aree interne possono essere una palestra per politici, amministratori e imprese. Abbiamo bisogno di lavorare insieme per mettere a valore le poche risorse disponibili. Bisogna valorizzare il patrimonio artistico e cultura, bloccare lo spopolamento, creare servizi al cittadino. Saranno necessarie reti territoriali di area vasta, che superino le micro identità dei Comuni”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “Questi incontri sono positivi e ci consentono un nuovo tipo di confronto. È il momento di fare un focus ambientale sulla conca eugubina, con analisi sugli inquinanti presenti in atmosfera, sugli animali e nelle colture. Nei centri storici bisogna evitare falsi e stravolgimenti ed è importante il ruolo delle Sovrintendenze. Le domande delle famiglie devono essere accolte ma nei limiti posti dai beni vincolati. Importante l'attenzione alle piccole imprese e ai centri storici, che la grande distribuzione organizzata ha danneggiato negli ultimi anni. Dobbiamo salvaguardare il territorio, anche per i turisti, dato che siamo la quarta regione d’Italia per ecoreati”.

RAFFAELE NEVI (Forza Italia): “Non condivido la visione sulle aspettative della politica. Bisogna fare di più aspettando di meno. Necessario portare questi territori fuori dall’isolamento culturale, sfruttando le nuove tecnologie, investire sul futuro e sull’innovazione. La Regione deve solo costruire insieme al territorio, ai sindaci e alle comunità progetti che possano consentirci di tamponare una vera emergenza. Che non è quella ambientale, ma lo spopolamento, la fuga degli imprenditori e delle imprese, piccole e grandi. Dobbiamo attrarre investimenti e investitori. Non ci salveranno le riforme costituzionali ma un tessuto di piccoli e medi imprenditori che sappiano stare sul mercato, facendo investimenti. La Regione deve intervenire sulle zone marginali per sostenere l’agricoltura anche se non possiamo prescindere dall’industria, che sia esso turistica o tradizionale”.

MARCO VINICIO GUASTICCHI (Pd): “Bisogna cercare di capire quali sono le reale problematicità, senza tendere a scaricare tutto il malcontento su presidenti di Provincia e sindaci. Quando parliamo di investire su strutture pubbliche dobbiamo pensare al peso economico della loro gestione futura. Meglio quindi non fare ragionamenti su grandi questioni quando invece dobbiamo fare fronte ad una diminuzione costante delle risorse. L’eliminazione delle Provincie è stata molto negativa, dato che esse permettevano un coordinamento dei Comuni e supplivano alle carenze di quelli più piccoli. La Regione fa miracoli ma si trova a gestire competenze che non sono proprie, come scuole e strade, che richiedono fondi molto ingenti”.

CATIUSCIA MARINI (presidente Giunta regionale): “La riduzione del 75 percento degli investimenti pubblici ha messo ko il settore dell’edilizia, che non cammina senza massicci interventi pubblici. La politica di austerità deve essere superata anche perché ha bloccato le politiche pubbliche. Dobbiamo guardare alle imprese che continuano ad essere piccoli e medi locomotori dello sviluppo e della crescita. Le Aree Interne hanno risorse dedicate ma una progettualità che utilizza anche strumenti trasversali della programmazione strategica, mirando a rendere protagonisti gli attori locali, a contrastare vecchie debolezze, puntando su impresa e lavoro. I fondi della Regione per le Aree Interne sono disponibili, quelli statali sono previsti nella legge di stabilità: gli uffici della Regione stanno lavorando insieme ai Comuni per aiutarli in questo passaggio.

Il Fondo di sviluppo regionale europeo non valorizza il piccolo, è importante la crescita dimensionale delle imprese, che è anche una condizione per la internazionalizzazione. Gli strumenti nazionali come Garanzia giovani hanno incentivato la creazione di nuovi posti di lavoro, che sono stati verificati anche dalla Commissione europea. La crisi economica, tra perdita dell’occupazione e difficoltà lavorative dei giovani, non si può affrontare solo in chiave di assistenza ma servono strumenti come il Sia, per dare autonomia a giovani e adulti senza lavoro.

Le nuove infrastrutture che sono invia di completamento dopo anni di blocco e incertezze (Foligno – Civitanova e Perugia – Ancona) porteranno un cambiamento che non sappiamo neppure immaginare. Anche Gubbio beneficerà di una capacità di espansione turistica che l’infrastruttura accrescerà in modo importante. L’accesso al porto di Ancona sarà fondamentale: da lì arrivano i rifornimenti energetici principali per noi e quello sarà un terminale per il nostro export. Sull'area ex Merloni ci sono 26 milioni di euro complessivi per Umbria e Marche ed è importante che i progetti delle Aree Interne delle due regioni dialoghino, per agevolare chi intende insediarsi in quelle zone.

Sul turismo, stiamo lavorando al potenziamento dei collegamenti aeroportuali, alla promozione dei distretti e dei cammini (insieme a Toscana, Marche e Lazio), ma è necessario che anche gli imprenditori svolgano un proprio ruolo.

L'Agenda digitale porterà benefici anche a questo territorio, nuovi scenari sociali, con l’esigenza di riqualificare i lavoratori senza espellere quelli meno qualificati. E potremo puntare su quella parte delle nostre potenzialità turistiche che non vengono sviluppate perché non intercettiamo la domanda che viaggia utilizzando il web”. MP

Data:
Martedì, 5 Luglio, 2016 - 16:00

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