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PRIMA COMMISSIONE: INFORMATIVA DELLA PRESIDENTE MARINI SUI FONDI EUROPEI E SULLA NUOVA PROGRAMMAZIONE POST 2020

In sintesi

La presidente della Giunta, Catiuscia Marini, è stata ascoltata in Prima commissione per un’informativa in merito a fondi europei e sul nuovo quadro finanziario pluriennale post 2020. La presidente Marini ha sottolineato che la Regione Umbria ha raggiunto tutti gli obiettivi della programmazione 2014-2020: su 1miliardo e mezzo di euro di risorse comunitarie sono già stati impegnati 736 milioni e pagati 304.

(Acs) Perugia, 21 novembre 2018 – In Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, è intervenuta la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, per un’informativa in merito a fondi europei e sul nuovo quadro finanziario pluriennale post 2020.

“Come Regione - ha spiegato la presidente Marini - ABBIAMO RAGGIUNTO TUTTI GLI OBIETTIVI che ci sono stati assegnati per la PROGRAMMAZIONE 2014-2020. Il Fesr fa più fatica, ma l’Umbria conferma una gestione delle risorse che non pregiudica i target fissati. E questo nonostante che alla dotazione ordinaria di oltre 1miliardo e mezzo di euro per Fesr, Fse e Psr, si aggiungono le risorse finanziarie straordinarie connesse al sisma. Per la programmazione 2014-2020 l’Umbria ha a disposizione 1MILIARDO 578 MILIONI di euro, 725 di quota dell’Unione europea e 853 di quota nazionale di Stato e Regione. Di questi al momento ne sono stati IMPEGNATI 736MILIONI E PAGATI 304. In particolare per il programma operativo FESR su un totale di 412milioni sono state impegnati 87milioni e pagati 33; per il FSE dei 238milioni complessivi, 86 sono stati impegnati e 38 pagati; per il PSR dei 928milioni in dotazione, sono stati impegnati 563 e pagati 233. Questo è lo stato della programmazione in corso 2014-2020, che terminerà alla fine del 2023. Inoltre tutte le misure sono aperte, siamo a pieno funzionamento di tutta la programmazione. E molte hanno quasi terminato la dotazione finanziaria di riferimento del settennato, come ad esempio il Fesr e il Psr, per il quale avevamo già raggiunto i target a fine 2017. Per il FESR abbiamo spinto molto sul coinvolgimento degli enti locali su misure più complesse come il programma integrato per il Lago Trasimeno, l’agenda urbana e le aree interne. Questa era la prima esperienza dal punto di vista della gestione amministrativa, e abbiamo notato che serve uno sforzo per le competenze amministrative nei comuni, non solo piccoli ma anche medio grandi. Queste misure hanno una lentezza maggiore nella capacità di impegno della spesa e dei pagamenti, ma bisogna farle ragionando su come adeguare le strutture tecniche che le facciano camminare. Anche perché ci consentono una programmazione più efficace per il territorio. Per il FSE abbiamo attivato tutti gli assi di intervento. Il target richiesto a fine 2018 è di spendere complessivamente 63milioni sui 237 disponibili. Al momento ne abbiamo già 54, quindi pensiamo che l’obiettivo sarà interamente raggiunto”.

La presidente Marini ha poi affrontato la NUOVA POLITICA DI COESIONE 2021-2027, spiegando come si tratti “della politica cardine dell’Unione europea, con interventi complessi volti a superare il gap esistente tra le regioni europee e per sostenere le politiche regionali a favore della crescita dei territori. Il venir meno in questi anni di strumenti di dotazione nazionale in favore delle Regioni, ci ha fatto comprendere quanto questa politica di coesione europea sia preziosa. Uno degli obbiettivi più alti che l’Ue si sia data, più preziosa per le regioni piccole e medie come la nostra. Con la Brexit e le nuove politiche del prossimo settennato che prevedono l’aumento delle risorse da finanziare, alcune cose rischiano di essere compromesse. La proposta della Commissione è di mantenere il vecchio finanziamento. Ovviamente questo è possibile solo aumentando il contributo dei Paesi, passando dal 1.1 al 1.3 del Pil. La proposta per la nuova programmazione 2021-2027 è di avere 5 OBBIETTIVI TEMATICI, rispetto agli 11 attuali, un’aggregazione che ci permette di aver più margine di manovra.  Gli obiettivi strategici sono: un’EUROPA PIÙ INTELLIGENTE mediante l’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle pmi. Un’EUROPA PIÙ VERDE e priva di emissioni di carbonio, puntando sulle energie rinnovabili e sulla lotta contro i cambiamenti climatici. E su questa misura noi vogliamo costruirci sopra molto per l’Umbria. Un’EUROPA PIÙ CONNESSA, dotata di reti di trasporto e digitali strategiche. E qui partiamo da un’Umbria tutta connessa con la banda larga. Un’EUROPA PIÙ SOCIALE, che raggiunga risultati concreti riguardo al pilastro europeo dei diritti sociali e sostenga l’occupazione di qualità, l’istruzione, le competenze professionali, l’inclusione sociale e un equo accesso alla sanità. Un’EUROPA PIÙ VICINA AI CITTADINI che sostenga strategie di sviluppo gestite a livello locale e uno sviluppo urbano sostenibile. Abbiamo chiesto come Regioni di mantenere la gestione dei programmi, per una politica a disposizione delle regioni”.

Negli INTERVENTI dei consiglieri Attilio Solinas (Misto-Mdp) ha richiamato alla “necessità di  verificare la reale efficacia dei fondi europei sull’economia regionale e sulle aziende. Dobbiamo puntare sulla creazione di lavoro stabile. Altro punto fondamentale sono gli ostacoli burocratici: serve potenziare la macchina che deve usare questi fondi. Bene l’equo accesso alla sanità”. Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic) ha sottolineato come “le risorse europee siano fondamentali per il quadro complessivo di bilancio della Regione. La qualità della proposta progettuale si deve misurare anche sull’efficacia reale dei risultati. Dobbiamo far crescere le risorse umane e professionali all’interno dei Comuni”. Per Maria Grazia Carbonari (M5S) “fondamentale è la creazione del lavoro, ma anche la verifica sui beneficiari dei fondi. Serve far partire il progetto di controllo sui fondi strutturali con l’ordine dei commercialisti, come avvenuto in Friuli e Calabria”. DMB/

Data:
Mercoledì, 21 Novembre, 2018 - 15:00

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