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PRIMA COMMISSIONE: AUDIZIONE SULLA RICHIESTA DI MAGGIORE AUTONOMIA PER LA REGIONE UMBRIA

In sintesi

La Prima commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Andrea Smacchi, ha dedicato una seduta alle audizioni sulla proposta della Giunta regionale per avviare un tavolo con il Governo nazionale per richiedere ulteriori forme di autonomia per la Regione Umbria. Dagli interventi è emersa una sostanziale condivisione della necessità di richiedere autonomia per la Regione su temi strategici per l’Umbria, ma c’è stata la richiesta di maggior approfondimento per un atto così rilevante per imprese e cittadini.

 

(Acs) Perugia, 18 maggio 2018 – Sostanziale condivisione della necessità di richiedere autonomia per la Regione su temi strategici per l’Umbria, ma richiesta di maggior approfondimento per un atto così rilevante per imprese e cittadini. È quanto emerso dall’audizione svolta oggi a Palazzo Cesaroni dalla Prima commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Andrea Smacchi, sulla proposta della Giunta regionale per avviare un tavolo con il Governo nazionale per richiedere ulteriori forme di autonomia per la Regione Umbria. L’atto, ‘Attivazione procedure per l'attribuzione alla Regione Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia, ex art. 116, terzo comma, della Costituzione’, era già stato presentato in Commissione dall’assessore Antonio Bartolini (https://tinyurl.com/y8po47dz), che oggi ha partecipato alla seduta. Alla riunione sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti umbri di Coldiretti, Cna, Cgil, Cisl, Ordine dei commercialisti, degli avvocati e dei medici.

Nell’introdurre i lavori il presidente Smacchi ha ricordato che con questo atto si vuole “costruire un percorso condiviso con Toscana e Marche, cercando di allargarlo poi anche al Lazio, per aprire un tavolo di confronto con il Governo nazionale. Per anni abbiamo lavorato all’obbiettivo di una regione leggera, ora è necessario arrivare ad un nuovo regionalismo. L’obiettivo è chiedere maggiore autonomia selettiva sulle nostre eccellenze. E possiamo farlo perché abbiamo i conti a posto. Quello di oggi è un primo passo di partecipazione su uno degli atti più significativi di questa legislatura, che segnerà questo mandato. L’obiettivo è di farlo arrivare in Aula nel mese di giungo, così da essere pronti all’eventuale tavolo con il nuovo Governo”.

INTERVENTI

Roberto MONTAGNOLI (Coldiretti Umbria): “Condividiamo in pieno questa richiesta di autonomia. L’agricoltura è un settore per il quale la Regione ha già competenza specifica. Ma le aziende agricole oramai guardano a tutto ciò che si connette a questo mondo, dall’enogastronomia al paesaggio. Per questo pensiamo che sia necessario mettere al centro del documento la funzione dell’imprenditore agricolo in questa veste più ampia. Inoltre chiediamo attenzione per l’innovazione, tema di rilevanza strategica che può incentivare lo sviluppo regionale. Le nostre imprese sono fortemente impegnate nell’innovazione del settore agroalimentare, ma è necessario cercare interconnessioni con con altri settori su queste tematiche fondamentali”.

Pasquale TROTTOLINI (Cna Umbria): “Concordiamo sulla necessita di maggiore autonomia. Il sistema delle imprese pone l’attenzione in particolare su alcuni temi strategici come la protezione civile, la prevenzione sismica, la rigenerazione urbana. Abbiamo sempre chiesto per la ricostruzione maggior protagonismo del territorio e maggiore autonomia legislativa per la Regione. Nelle esperienze precedenti la Regione ha dimostrato di saper elaborare una normativa sismica importante. La semplificazione amministrativa ci sta a cuore, ma deve essere accompagnata da trasparenza e certezza. Sulla rigenerazione urbana condividiamo la richiesta di potenziare la normativa e i finanziamenti. Bene sulla formazione l’idea di andare verso una maggiore autonomia, per adeguare le competenze a quello che serve agli operatori e agli imprenditori. Bene il modello Its, ma forse averne uno solo è poco. Serve andare verso gli Ifts. Per le politiche attive del lavoro serve implementare il sistema dell’accreditamento”.

Giuliana RENELLI (Cgil Umbria): “Questo è un documento snello ma denso nei contenuti. Serve maggior tempo per esaminarlo al meglio. La richiesta di autonomia per alcuni temi è quasi scontata, come per la prevenzione sismica e la ricostruzione. Altri aspetti meritano un’attenzione particolare. C’è la richiesta di passare ad un regionalismo più pesante, con molte più competenze, pur in un quadro di riferimento nazionale. Ci sono elementi che potrebbero frizionare tra loro. Comunque si sta parlando di temi strategici che ricadranno sulla pelle dei cittadini. Una maggiore concertazione serve per la fase di apertura del tavolo. Lavoreremo ad un documento unitario con Cisl e Uil che poi vi sottoporremo”.

Gioia BARTOLINI (Ordine commercialisti): “È giusto far gestire alcuni temi da chi conosce bene il territorio. Ma accanto alle macro aree ci sono autonomie complementari legate alla finanza pubblica. Al documento manca uno studio di fattibilità: cosa comporta l’autonomia a livello di entrate, di imposte che andremo a trattenere. Noi come tecnici siamo a disposizione per lavorare ad un eventuale studio di fattibilità. Rimane incertezza rispetto al residuo fiscale. In Umbria siamo in sostanziale pareggio, anzi abbiamo un leggero vantaggio, circa 92 euro a persona”.

Verena DE ANGELIS (Ordine dei medici): “Il documento è molto interessante, ma chiediamo la possibilità che venga articolata maggiormente la parte dedicata alla salute. Un maggiore dettaglio sarebbe utile per capire in che modo la Regione vorrebbe gestire l’autonomia su questioni cruciali come le scuole di specializzazione, la formazione in medicina generale, la gestione del personale, i farmaci ad alto costo. Siamo disponibili a lavorare insieme anche in seguito e per questo chiediamo altri momenti di confronto”.

Antonio BARTOLINI (Assessore): “Il documento dà gli obiettivi alla Giunta per intavolare una trattativa con il Governo. Per questo è importante essere pronti appena il nuovo Governo sarà disponibile al confronto. Il documento non è incentrato sul tema del residuo fiscale, come per le richieste di Veneto e Lombardia. Anzi noi avversiamo questa impostazione delle Regioni del nord, anche per ragioni di convenienza visto che siamo in sostanziale pareggio. La nostra richiesta di autonomia è impostata in termini di semplificazione amministrativa e di rivendicazione del modello umbro. Il caso della prevenzione sismica è paradigmatico. Vogliamo autonomia dove possiamo migliorare la vita dei cittadini umbri. Sulla sanità proponiamo aspetti rivoluzionari in poche parole. È assurdo che l’Umbria, nonostante sia la prima Regione benchmark, sia sottoposta agli stessi vincoli delle regioni commissariate. Noi chiediamo autonoma nella gestione di bilancio nel mantenimento dei vincoli di bilancio. Sulla formazione dobbiamo sfruttare tutte le potenzialità che abbiamo. La nostra impostazione è di avere autonomia dove è funzionale e dove abbiamo le capacità: un’autonomia selettiva per migliorare dove siamo in grado di farlo. Quindi ben venga il confronto con voi che potete assisterci anche dal punto di vista tecnico”. DMB/

Data:
Venerdì, 18 Maggio, 2018 - 14:45

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