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PRIMA COMMISSIONE: ATTIVARE LE PROCEDURE PER CHIEDERE AL GOVERNO MAGGIORE AUTONOMIA PER LA REGIONE UMBRIA – ILLUSTRATA LA PROPOSTA DELLA GIUNTA

In sintesi

In Prima Commissione, presieduta da Andrea Smacchi, l’assessore Antonio Bartolini ha illustrato la proposta di risoluzione della Giunta per l’attivazione delle procedure per l’attribuzione alla Regione Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia. I temi sui quali avviare una fase di trattativa e negoziato con il Governo sono: paesaggio e beni culturali, formazione e istruzione, salute, protezione civile e prevenzione sismica. Sul documento si avvierà una fase di partecipazione.

 

(Acs) Perugia, 3 maggio 2018 – La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per l’illustrazione, da parte dell’assessore Antonio Bartolini, della proposta di risoluzione della Giunta regionale per l’attivazione delle procedure per l’attribuzione alla Regione Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia. L’assessore Bartolini ha parlato di “un atto tra i più significativi di questa legislatura, con il quale si inizia un percorso per avviare una fase di trattativa e negoziato con il Governo nazionale per chiedere maggiore autonomia su temi sui quali possiamo portare un valore aggiunto: paesaggio e beni culturali, formazione e istruzione, salute, protezione civile e prevenzione sismica”. Per il presidente Smacchi si tratta di “una materia talmente importante, significativa e rivoluzionaria rispetto all’assetto attuale per la quale, oltre ad un’ampia partecipazione con tutti i soggetti interessati, dovremmo essere in grado di avere un rapporto con i cittadini per far conoscere questa riforma”.

L’assessore Bartolini ha spiegato che “l’attivazione delle procedure per l’attribuzione all’Umbria di ulteriori forme e condizioni di autonomia è fatta in base all’ex articolo 116 della Costituzione. In base a questa norma costituzionale ALTRE REGIONI come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono già arrivate ad una preintesa con il Governo. Altre Regioni si sono mosse: Liguria, Piemonte e Campania, e più di recente si stanno muovendo Marche e Toscana. Oggi avviamo questo percorso in Umbria. E lo faremo, anche su richiesta del Cal, cercando di condurre il negoziato insieme alle REGIONI CONFINANTI in modo da poter avviare politiche di filiera comune, coordinare politiche macroregionali. Con le Marche abbiamo già avviato il percorso, ma contiamo di poterlo fare anche con Toscana e Lazio. In Conferenza delle Regioni abbiamo condiviso il concetto di AUTONOMIA DIFFERENZIATA, che non vuol dire allargamento di tutte le competenze, ma richiedere autonomia su materie dove puoi dare valore aggiunto, dove siamo un riferimento a livello nazionale come regione capofila. In sostanza chiediamo autonomia su settori qualificanti, su MATERIE in cui abbiamo eccellenze: UMBRIA VERDE, la ‘ grande bellezza’, con la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali; la ‘LEVA DEL SAPERE’, con il sistema della formazione e istruzione che è una vera e propria eccellenza umbra; la SALUTE, campo nel quale da diversi anni siamo inseriti stabilmente tra le regioni benchmark ed abbiamo i conti a posto; PROTEZIONE CIVILE, PREVENZIONE SISMICA, rigenerazione urbana e infrastrutture, tema particolarmente attuale, dove siamo un punto di riferimento per le soluzioni sperimentate nella ricostruzione dopo il 1997. A queste materie, insieme alle Marche, vorremmo aggiungere il tema dell’AUTONOMIA FINANZIARIA. Ovviamente l’autonomia su ogni tema può essere chiesta dal punto di vista legislativo e/o amministrativo. Ed ESEMPIO potremmo chiedere una cooperazione rafforzata amministrativa nella gestione dei beni culturali, maggiore cooperazione con la soprintendenza, più competenza sulla valorizzazione dei beni culturali in funzione dello sviluppo turistico. Per la leva del sapere servirebbe maggiore flessibilità per poter partecipare, ad esempio, a progetti di fondazioni che vorrebbero sponsorizzare scuole superiori sull’innovazione digitale per portare avanti politiche di sviluppo e assunzionali. Sulla salute basti pensare alle liste d’attesa, che potrebbero essere risolte con maggiore flessibilità nella gestione del personale, cosa che attualmente ci è impedita da eccessivi vincoli di budget. Per la ricostruzione c’è l’esempio delle autorizzazioni sismiche sulle quali abbiamo lavorato nella scorsa legislatura per una maggiore semplificazione che poi è stata bocciata dalla Corte Costituzionale”.

Negli interventi dei consiglieri, Valerio Mancini (Lega) ha sottolineato la necessità “di puntare ad una maggiore semplificazione per rendere la vita più facile a cittadini e imprese”, proponendo di predisporre un “documento condiviso della Prima commissione per dare un contributo alla proposta della Giunta”. Roberto Morroni (FI) ha espresso “piena adesione ad una visione di autonomia selettiva ancorata ai nostri punti di forza” chiedendo attenzione per “lo squilibrio demografico umbro e le sue ripercussioni sul sistema di welfare”. Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha sottolineato l’importanza che queste “idee siano corroborate da una valutazione di compatibilità economica e finanziaria”. DMB/

Data:
Giovedì, 3 Maggio, 2018 - 14:30

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