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POLITICA: “PRESIDENTE, NON VALUTARE LA REALTÀ CON DUE PESI E DUE MISURE” - DE VINCENZI (MISTO-UN) TORNA SU QUESTIONE “MANCATO RISPETTO PLURALISMO SU PROTOCOLLO CONTRO DISCRIMINAZIONI OMOFOBICHE”

In sintesi

Il consigliere regionale De Vincenzi (Misto Umbria Next) ritiene erronee le interpretazioni addotte dalla Marini che accusa di sessismo gli autori del post del gruppo ‘Catiuscia detto fatto’. De Vincenzi invita la Presidente a "non valutare la realtà con due pesi e due misure” in riferimento alla “mancanza di pluralismo nella firma del protocollo contro le discriminazioni”.

(Acs) Perugia, 4 settembre 2018 - “Apprendiamo dalla stampa online (https://goo.gl/dnJP53), che la presidente della Giunta regionale Marini, dell’Assemblea Legislativa Porzi e l’assessore Cecchini sarebbero state fatte oggetto di ironia sul gruppo di Facebook ‘Catiuscia Detto Fatto’ che ha come obiettivo dichiarato quello di fare satira sull’attività istituzionale della presidente Marini. Erronee le interpretazioni addotte dalla Marini che accusa gli autori del post in oggetto di sessismo e valuta la realtà con due pesi e due misure”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria-Next) che nel dirsi “fermamente convinto che anche la satira non debba offrire il fianco a facili strumentalizzazioni di terzi, soprattutto se chi pubblica determinati contenuti è in rapporto con le istituzioni, credo tuttavia davvero erronee le interpretazioni addotte dalla Marini che accusa gli autori del post di sessismo, riconducendo tutto a una pura questione di denigrazione di genere, legata all’aspetto fisico. Ci pare invece – suggerisce De Vincenzi – che l’invito a ‘guardare dove mettemo li piedi’ potrebbe riferirsi alla oggettiva difficoltà del terreno insidioso e paludoso in cui si muove l’incerto centrosinistra umbro e con esso la Giunta regionale”.

“In virtù di questa sua interpretazione, la presidente Marini – prosegue il consigliere De Vincenzi - invoca rispetto personale e istituzionale. Ma il rispetto, in particolar modo quello istituzionale, non va solo preteso e predicato a mezzo stampa, ma va praticato ogni giorno all’interno delle funzioni di governo, nella piena considerazione e attuazione dei regolamenti e delle norme che devono rappresentare i criteri e i limiti dell’azione amministrativa. Quando chi amministra mette da parte il rispetto delle basi democratiche del proprio agire, sta implicitamente determinando la perdita dell’autorevolezza delle istituzioni e dei suoi rappresentanti e mostra automaticamente il fianco a critiche e operazioni di satira”.

De Vincenzi spiega quindi che “le questioni che, ad esempio, abbiamo rappresentato circa la mancata garanzia di pluralismo nell’integrare le associazioni familiari all’interno del protocollo per la costituzione dell’osservatorio contro le discriminazioni sessuali e dell’identità di genere, sono strettamente collegate a quanto oggi denuncia la presidente Marini. E in merito alla vicenda che emerge dalla stampa, la stessa presidente ha ammesso che: ‘La democrazia vacilla quando scompare la parola uguaglianza, rispetto, correttezza’”.
“Crediamo e ribadiamo dunque – sottolinea De Vincenzi - che il nucleo del problema sia proprio il rispetto, la correttezza e il senso di equilibrio e di uguaglianza che dovrebbe caratterizzare in modo supremo l’azione politica e amministrativa delle istituzioni. Se tali principi vengono a mancare per interessi di parte, non ci si può allora meravigliare di essere oggetto di critica e satira. Una satira – conclude – che ci pare tesa a rimarcare quanto in modo autoreferenziale, irrituale e irrispettoso viene avallato e messo in atto da alcuni rappresentanti delle istituzioni nei confronti della collettività. Da qui la ragione dei nostri richiami al rispetto delle ‘regole del gioco’. Dunque, presidente Marini, perché allora valuta la realtà con due pesi e due misure?”. Red/TB

Data:
Martedì, 4 Settembre, 2018 - 17:45

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