Tu sei qui

POLITICA: “BENE IL COMUNE DI TODI SUI LIBRI PER BAMBINI. SORPRESA PER POSIZIONE DEL GARANTE REGIONALE PER L'INFANZIA” – NOTA DI DE VINCENZI (RP)

In sintesi

Il consigliere Sergio De Vincenzi (Rp) “condivide e sostiene” la scelta del Comune di Todi di spostare alcuni libri dalla sezione bambini a quella per adulti della biblioteca comunale. De Vincenzi è “sorpreso” della posizione del Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e si chiede “se sia realmente a garanzia di tutti i bambini o solo degli adulti che vogliono affermare i propri diritti anche sulle loro spalle: se così fosse non resterebbe che invitarla a rassegnare le proprie dimissioni”.

 

(Acs) Perugia, 27 novembre 2017 – “Apprendiamo con soddisfazione della direttiva del Comune di Todi, promossa dagli assessori Marta e Ranchicchio, a seguito della quale alcuni libri che trattano argomenti afferenti l’orientamento sessuale, le unioni civili e l’omogenitorialità specificamente dedicati ai minori, verranno rimossi dagli scaffali della sezione bambini della biblioteca comunale e posizionati in quella per adulti. Condividiamo e sosteniamo pienamente la scelta degli assessori, perché si pone esattamente in linea con il Settimo principio della Dichiarazione del diritto del fanciullo che evidenzia quale sia l’interesse supremo del minore in campo educativo”. È quanto dichiara il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Rp).

Per De Vincenzi “risulta evidente che un minore non abbia gli strumenti necessari per decodificare in autonomia i contenuti proposti da tali pubblicazioni, e non riesca a fare filtro sull’ideologia sottostante. Siamo tuttavia sorpresi della posizione assunta dal Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Maria Pia Serlupini, che in una nota ufficiale sottolinea come questo genere di direttive promuovano una sorta di censura medievale, che osteggia una presa d’atto e di coscienza sulla diversità della nostra società che presenta un ventaglio di realtà delle quali avere rispetto. Una posizione che ci sorprende perché se è vero che la società dei nostri giorni è caratterizzata da una complessità di fondo della quale avere rispetto, è anche vero che l’onestà intellettuale di chi assume tali posizioni, soprattutto se chi parla ricopre incarichi istituzionali, deve richiamarsi alla scienza e alla verità”.

“Il dato di verità oggettivo da cui partire nell’impostazione educativa – prosegue De Vincenzi - è quello biologico, che sancisce che un bimbo nasce da un padre e una madre, i quali devono poter garantire in prima persona il suo corretto sviluppo psico-fisico ed educativo. Tale principio, che deve essere riconosciuto universalmente come vero e valido, giustifica la presa di posizione degli assessori tuderti, perché è compito dei genitori accompagnare allo sviluppo il proprio figlio supportandolo, in questo caso, anche nella lettura di alcuni testi che hanno necessità di essere decodificati secondo la prospettiva educativa ed antropologica delle singole famiglie, nel pieno rispetto della libertà educativa come sancito dall’articolo 14 della Dichiarazione del diritto del fanciullo. Una posizione che viene rinforzata dalla giurisprudenza che nelle sentenze di separazione e divorzio tende sempre, al di là di alcuni casi limite, a garantire la presenza di entrambe i genitori (madre/padre) nella vita dei minori. Se tali principi vengono messi in discussione in nome della 'complessità', si compie una azione ben congegnata di decostruzione scientifica, sociale ed educativa della nostra società”.

“A margine di tutto questo – conclude De Vincenzi - ci chiediamo, dunque, se l’opera portata avanti dal Garante Serlupini sia realmente a garanzia di tutti i bambini o solo degli adulti che vogliono affermare i propri diritti anche sulle loro spalle. Se così fosse, contravverrebbe sia al Settimo principio, sia all’articolo 14 della Dichiarazione del diritto del fanciullo e non resterebbe che invitarla a rassegnare le proprie dimissioni”. RED/dmb

Data:
Lunedì, 27 Novembre, 2017 - 13:30

Tag per ACS

Free tag

Share page with AddThis