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PIANO SOCIALE: LIBERTÀ DI SCELTA ALLE FAMIGLIE SE AVVALERSI DEI SERVIZI O INCASSARE DIRETTAMENTE ASSEGNI DI SOSTEGNO – IN TERZA COMMISSIONE PROSEGUE LA DISCUSSIONE CON L'ASSESSORE BARBERINI

In sintesi

L'orientamento prevalente della commissione è di lasciare la scelta alle famiglie dei disabili se affidarsi ai servizi socio-sanitari oppure incassare direttamente assegni di sostegno e scegliere a chi affidare i propri cari. Per l'assessore Barberini “non vi è alcuna preclusione su questo tema e comunque non è l'unica questione in campo, anche perché le famiglie che hanno già ricevuto soldi dalla Regione in diversi casi ne hanno fatto un uso improprio. La soluzione potrebbe essere un mix fra le due cose. Puntiamo ad avere servizi omogenei su tutto il territorio regionale e con i dati più aggiornati sulla non autosufficienza, relativi al 2015 e già disponibili in assessorato, potremo avere un quadro più preciso della situazione”.

(Acs) Perugia, 22 dicembre 2016 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas e con la presenza dell'assessore alla Sanità Luca Barberini, ha ripreso la discussione sul nuovo Piano sociale della Regione. La questione più dibattuta è stata quella relativa alla libertà di scelta, da parte delle famiglie con persone non autosufficienti, se affidarsi ai servizi socio-sanitari oppure introitare direttamente un assegno per individuare in autonomia a chi affidare la cura dei propri cari.

Per il capogruppo di Fratelli d'Italia, MARCO SQUARTA, “è fondamentale lasciare le famiglie libere di scegliere se avvalersi di cooperative o residenze sanitarie protette, oppure ricevere direttamente soldi, un diritto sancito anche da sentenze di Cassazione, quindi la Regione deve concedere questa libertà, come già accade in altre regioni”.

Anche il consigliere SILVANO ROMETTI (Socialisti) ha sottolineato come “la libertà di scelta dell'assistenza sia ormai abbastanza condivisa dai membri della commissione, purché vi siano regole chiare perché si tratta di soldi pubblici. Nella stesura finale del Piano potrebbe essere opportuno mettere in campo degli emendamenti piuttosto che affidarsi a una proposta di risoluzione che consiste in un mandato politico di per sé non altrettanto efficace”.

Per la consigliera CARLA CASCIARI (Pd) “è necessario conoscere lo stato delle cose nelle altre regioni: a chi sono stati concessi gli assegni e se la cosa ha funzionato, per avere contezza che poi le famiglie utilizzino i soldi effettivamente per le necessità della persona disabile e non per altro”.

La consigliera del Movimento 5 stelle MARIA GRAZIA CARBONARI chiede di “conoscere nei dettagli l'ammontare delle risorse disponibili e le modalità del loro utilizzo, perché risulta, da testimonianze raccolte, che in Umbria non funzioni come altrove (ha citato l'esempio di una giovane disabile venuta in Umbria dalla Toscana che ha smesso di percepire qualsiasi somma, mentre prima disponeva di un mensile da 900 euro)”.

Il consigliere SERGIO DE VINCENZI (gruppo consiliare Ricci presidente) ha chiesto “su che base è stato costruito questo piano, che sembra più un piano assistenziale che di promozione del contesto sociale. Il Piano sociale dovrebbe prevedere ipotesi di sviluppo della società, puntare sulla famiglia, risolvere il problema della crisi di natalità con strumenti che siano incentivanti, altrimenti il sistema si autodistrugge. È un piano basato su Comuni e zone sociali, ma spesso le persone si scontrano anche con la scortesia e l'inadeguatezza degli addetti. Forse anche per questo molti si rivolgono altrove per avere attenzione”.

L'assessore LUCA BARBERINI ha detto che “non vi sono preclusioni politiche sulla libera scelta delle famiglie e nel prossimo mese di gennaio sarà disponibile una specifica relazione sulla non autosufficienza con i dati relativi al 2015, grazie ai quali sarà possibile fare un ragionamento più preciso. Non dobbiamo limitarci a monetizzare il bisogno e il disagio risolvendo la questione sociale con una solidarietà 'pelosa' che mette solamente in pace la nostra coscienza: ti do i soldi e poi sono problemi tuoi. È chiaro che bisogna migliorare, non basta qualche ora di assistenza alla settimana, non è questo l'approccio giusto. L'opzione della scelta la possiamo mettere in campo, lo abbiamo già fatto con l'assegno di sollievo per i malati di Sla, ma devo informarvi che le loro famiglie ci dicono che l'assegno non sempre è risolutivo, che forse sarebbe necessario un mix fra le due cose. L'attuazione della delibera di Giunta che ha previsto l'assegno di cura ha restituito una fotografia non tanto bella: in parecchi casi a fronte di soldi dati a non autosufficienti, l'uso che ne hanno fatto le famiglie non rispondeva ai bisogni delle persone con disabilità. Si sta però focalizzando l'attenzione su un solo tema, mentre sono molti i campi in cui saremo chiamati a intervenire. Abbiamo avuto l'assegnazione di risorse per il progetto 'vita indipendente' utili a realizzarlo solo in 3 delle 12 zone sociali della Regione. Vorremmo servizi omogenei in tutto il territorio, non servizi a macchia di leopardo. Vorremmo provare a dare risposte su vita indipendente utilizzando risorse nazionali per le tre zone e coprire le altre nove con le risorse del Fondo sociale europeo. Il Piano sociale fotografa la situazione, ridefinisce la governance di intervento, e dobbiamo tener conto che gli interventi si fanno attraverso le zone sociali, ma da 15 anni non ci sono piani sociali di zona. Certi Comuni hanno esercitato la loro mission in maniera non precisa, anche perché presi da altri, serissimi problemi, ma il sociale lo fanno i Comuni, questa è la linea che abbiamo scelto e vogliamo realizzarla partendo dal basso, dall'accertamento e dalla conoscenza delle situazioni e con il contributo di tutti. Non per niente sono stati fatti almeno tre incontri per ogni zona sociale, evitando di costruire un Piano calato dall'alto ma scegliendo di condividere le scelte e rendere protagonisti gli attori che materialmente lo attueranno. Siamo la prima regione italiana che ha il Siso (Sistema informativo sociale regionale), quindi dal 2017 sarà operativo un monitoraggio che ci farà conoscere come vengono sostenute le varie situazioni. In certi casi più soggetti assistevano lo stesso utente e casi di uguale portata, in altre zone, venivano trascurati. Avere servizi uguali per tutti sul territorio è uno dei punti fermi della nostra politica”.

Il presidente della commissione, ATTILIO SOLINAS, ha detto che la discussione proseguirà sulla base dei dati più aggiornati, relativi al 2015, che sono già in possesso dell'assessorato, che li renderà noti a gennaio. Dopo si deciderà se optare per una proposta di risoluzione oppure nella elaborazione di emendamenti specifici. PG/

Data:
Giovedì, 22 Dicembre, 2016 - 16:15

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