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PIANO SOCIALE: “LA MAGGIORANZA FA SLITTARE UN ATTO CHE LE FAMIGLIE ASPETTANO DA 5 ANNI” - DE VINCENZI (RP): “TANTO VALE AGGIORNARLO, MAGARI ALLE CONSEGUENZE DEL SISMA, CHE NON SONO PRESE IN CONSIDERAZIONE”

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) critica lo slittamento del Piano sociale “causato dall'assenza della presidente Marini e di tre assessori su quattro” e prospetta la possibilità di modificare l'atto, dato che “non prende minimamente in esame l'emergenza terremoto, che sappiamo determina sequele psicologiche e necessità sociali importanti”. Per De Vincenzi “andrebbero inserite anche misure di sostegno alla natalità, una problematica che, evidentemente, questa maggioranza ritiene irrilevante”. 

(Acs) Perugia, 14 febbraio 2017 - “Pessima pagina quella scritta dalla maggioranza di Palazzo Cesaroni lunedì scorso in Assemblea Legislativa, quando le assenze della presidente Marini e di tre assessori su quattro hanno fatto slittare l'esame e l'approvazione del nuovo Piano sociale, unico punto all'ordine del giorno insieme al question time. E dire che le famiglie umbre, specie quelle che vivono situazioni di non autosufficienza e altre forma di disagio, lo stavano aspettando da tempo. Ben cinque anni, questo infatti è il tempo che ci separa dall'ultimo Piano del 2010-2012, che a norma del Testo Unico in materia di Sanità e Sociale, invece, avrebbe dovuto essere aggiornato e adeguato ogni tre anni alle mutate esigenze socio-economiche del territorio”. Lo dichiara il consigliere regionale di opposizione Sergio De Vincenzi (Rp).

“Definire irrispettoso degli elettori e istituzionalmente scorretto il comportamento di questa maggioranza PD-SeR – afferma De Vincenzi - è dire poco. Abbiamo subito in Terza commissione un'accelerazione dell'iter di approvazione del Piano, quando ancora diversi aspetti dovevano essere meglio esaminati e valutati, per poi arrivare in Aula e assistere a uno spettacolo indecente. Ora che la frittata è fatta, tanto vale riprendere in mano l'atto e aggiornarlo per una migliore aderenza con la realtà regionale. Qualche esempio? Il piano non prende minimamente in esame l'emergenza terremoto, eppure sappiamo per esperienza pregressa che quest'evento determina sequele psicologiche e necessità sociali importanti. Vogliamo poi parlare di come saranno ripartiti i fondi a disposizione fra le diverse misure e capire così se le priorità della Giunta corrispondano veramente con quelle manifestate dalla popolazione regionale? Al di là di un elenco generale delle misure e degli obiettivi non esistono nell'atto tabelle di stanziamento dei fondi articolate fra le diverse misure, cosicché il documento non solo non dice nulla di nuovo rispetto al passato, ma rischia di rimanere solo una sterile elencazione di misure e ipotesi di lavoro che dice tutto e non dice nulla. Tanto alla fine saranno gli uffici che effettueranno le ripartizioni secondo logiche imperscrutabili”.

“Lo stesso dicasi – conclude - per la concessione fatta con l'assegno di sollievo da corrispondere alle famiglie. Insomma, non vorremmo alla fine scoprire che questa misura non sia finanziata solo perché l'assessorato non lo dovesse ritenere opportuno, quando invece il PRINA lo prevede da sempre come opportunità lasciata alla libera scelta delle famiglie dopo la presa in carico di un proprio caro non autosufficiente. Per non parlare delle misure che si potrebbero destinare alla natalità, una problematica che, evidentemente, questa maggioranza ritiene irrilevante”. RED/PG

Data:
Martedì, 14 Febbraio, 2017 - 13:45

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