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OSPEDALE AMELIA: “IL NODO È POLITICO, NON ECONOMICO” - NOTA DI DE LUCA (M5S)

In sintesi

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca interviene in merito all’ospedale di Amelia rimarcando che “il nodo è politico e non economico”. Il capogruppo pentastellato evidenzia come “in assenza dell'assessore competente e della presidente Tesei, è toccato alla consigliera Eleonora Pace (FdI) e al commissario straordinario dell'Usl Umbria 2, Massimo De Fino, promettere, da una parte la costruzione del nuovo ospedale e al tempo stesso rimandarla sine die con la motivazione del problema economico”.

 

(Acs) Perugia, 31 luglio 2020 - “Lo scorso martedì sera abbiamo assistito ad un goffo tentativo di rimescolare le carte sull'Ospedale di Amelia. E poche ore dopo all'ennesima passerella dell'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, stavolta ad Orvieto, dove anche lì ha promesso il nuovo ospedale. La stessa scena vista poche settimane prima a Terni. Mentre non è dato sapere ancora le intenzioni della Giunta in merito al piano sanitario regionale e nessuno abbia smentito le voci di Azienda ospedaliera unica e Azienda sanitaria unica”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca (unitamente ai consiglieri comunali Romano Banella, Gianfranco Chieruzzi-Amelia e Luca Tramini-Narni), rimarca come “ad Amelia, in assenza dell'assessore competente e della presidente Tesei, è toccato alla consigliera Eleonora Pace (FdI) e al commissario straordinario dell'Usl Umbria 2, Massimo De Fino, promettere, da una parte la costruzione del nuovo ospedale e al tempo stesso rimandarla sine die con la motivazione del problema economico”.

“Insomma – commenta De Luca - un'operazione in pieno stile ‘ancient regime’ dove cambiando gli ordini degli attori il risultato non cambia: ennesima presa in giro e negazione dei diritti per i cittadini di questa parte dell'Umbria. Ancor più grave che tale operazione venga portata avanti insieme ad un ulteriore smantellamento dei servizi dell'attuale (ex) ospedale: vedi il punto di primo soccorso e non solo”.

Per il capogruppo pentastellato, “l'attuale tesi che la Giunta vorrebbe far passare è che il piano finanziario, scritto nel Protocollo d'intesa per la costruzione del nuovo ospedale, si fondi essenzialmente su tre gambe: il finanziamento statale di circa 18 milioni di euro, il ricorso ad un mutuo dell'Usl Umbria 2 di circa 20 milioni, possibile ma gravoso per le casse dell'azienda, e una fittizia terza gamba derivante dalla vendita dei terreni della stessa Usl attraverso cui ricavare l'incredibile cifra di 20 milioni per il cofinanziamento del nosocomio. Cosa fuor di dubbio impossibile, tanto più in questo momento. Questa tesi però – continua De Luca -, rilanciata anche dal commissario De Fino, è stata goffamente smentita anche dalla consigliera Pace, corsa in aiuto con la lettura testuale, forse per la prima volta, del Protocollo d'intesa. Dove non si fa menzione della sopracitata ripartizione di cifre (20+20), ma si parla di 39 milioni di euro circa che l'Usl dovrà prendere tramite ricorso a mutuo bancario, provvedendo contestualmente alla vendita dei propri beni che serviranno al cofinanziamento del nuovo ospedale, con corrispondente rinegoziazione del contratto di mutuo. L'ennesima goffa interpretazione dei fatti che i documenti ufficiali sembrano smentire”.

“Il nodo, quindi – rimarca De Luca -, non è economico, come hanno tentato di farci credere, ma politico. La Usl – spiega - è tecnicamente il soggetto con la capacità di indebitamento in grado di prendere il finanziamento. Il ripiano del mutuo, il cui costo potrebbe essere abbattuto anche grazie alla vendita dei beni dell'Usl, potrebbe essere sostenuto in parte dalla Regione stessa, investendo una parte infinitesimale di quel bilancio della sanità che muove circa 1,3 miliardi di euro l'anno. Come è stato fatto per tutti gli ospedali della provincia di Perugia, ristrutturati o costruiti ex novo con la spesa di centinaia di milioni di euro. L'Ospedale di Narni-Amelia – conclude il capogruppo del M5S - potrebbe così tornare ad essere attrattivo per pazienti anche fuori regione e per i medici che progressivamente negli anni lo hanno abbandonato. Un'occasione unica e irripetibile per il miglioramento della sanità del territorio”. RED/as

Data:
Venerdì, 31 Luglio, 2020 - 11:15

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