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LAVORI D’AULA (5): APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA MOZIONE DI DE VINCENZI (MISTO-UMBRIANEXT) SULLE “LINEE GUIDA PER LE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE DEI SERVIZI SOCIALI IN MATERIA DI MINORI”

In sintesi

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) che impegna la Giunta regionale a emanare  linee guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia dei minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori. Un’esigenza rappresentata anche da varie associazioni genitoriali fra cui l’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori ed il Movimento Nazionale per la Famiglia.

(Acs) Perugia, 5 marzo 2019 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next) che impegna la Giunta regionale a emanare linee guida riguardanti le attività amministrative dei servizi sociali in materia di minori coinvolti in casi di separazione o divorzio dei genitori. L’obiettivo è assicità del minore. Un’esigenza rappresentata anche da varie associazioni genitoriali fra cui l’Aurare una piena trasparenza nelle procedure per  un’effettiva tutela della personalssociazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori ed il Movimento Nazionale per la Famiglia. L’atto è stato approvato dopo l’accoglimento di un emendamento, concordato con l’assessore Barberini, con cui si specifica che l’emanazione delle linee guida potrà avvenire appena conclusi i lavori dei tavoli regionali attivati con la magistratura in attuazione dei protocolli sottoscritti in materia di servizi sociali in materia di minori in corso di separazione e divorzio dei genitori.  

Nell’illustrazione dell’atto, De Vincenzi ha spiegato che “i percorsi individuati nel Piano sociale entrano in gioco soltanto dopo che è stato messo in evidenza il disagio dei minori. Oggetto della mozione è il lasso di tempo del procedimento fra azione del tribunale e servizi sociali. Questo tratto, che dovrebbe essere secondo la ‘241/1990’ un procedimento amministrativo, richiede l’intervento di personale specializzato e la firma del dirigente sull’autorizzazione finale e in questo segmento non ci sono sufficienti trasparenza e imparzialità di valutazione, dato che in tante occasioni i minori vengono ascoltati  in colloqui riservati dal personale. Non abbiamo cioè la possibilità di garantire quella trasparenza e accessibilità agli atti che è doverosa per i genitori e per la tutela del minore, affinché poi non arrivino informazioni che non lascino spazio al contraddittorio. Per questo chiediamo linee guida, come ci sono in altre Regioni, che garantiscano l’imparzialità del procedimento amministrativo. La logica è questa, non solo prendere atto dei servizi offerti dopo, ma operare nella fase del procedimento fra tribunale e servizi sociali. La Pubblica amministrazione ha il dovere di porre i rimedi più appropriati perché la famiglia venga salvaguardata nel valore assoluto dei principi che intaccano diritti e valori dei minori. I minorenni sono sempre più frequentemente esposti agli effetti di una non corretta impostazione del procedimento amministrativo presso i Servizi sociali comunali a seguito di separazione-divorzio genitoriale o per altre condizioni. L'introduzione di un regolamento si ritiene quanto mai auspicabile per tutelare tutte le figure che a vario titolo sono coinvolte nell'istruttoria e nella stesura e definizione delle relazioni finali dei procedimenti. Il procedimento deve permettere la più ampia partecipazione possibile di entrambi i genitori, nel primario interesse del bene del minori. È necessario salvaguardare il ruolo di assoluta terzietà dei Servizi sociali comunali. È necessario limitare la discrezionalità nel procedimento amministrativo e tutelare i dipendenti comunali dei Servizi sociali dal rischio di comportamenti e atti che possano configurare illeciti come l'abuso d'ufficio o l'omissione di atti d'ufficio. È opportuno inoltre introdurre tecnologie, come la videoregistrazione e la redazione attenta e puntuale di verbali che permettano di registrare linguaggi verbali e non verbali che permettano di descrivere quanto più possibile oggettivamente le situazioni di problematicità nel primario e superiore bene del minore”. 

L’assessore Luca BARBERINI ha ricordato che “il sostegno alla genitorialità viene svolto presso gli uffici di cittadinanza e si tratta di servizi molto diffusi: ci sono 35 uffici di cittadinanza su 92 comuni, una capillarità che abbiamo messo nella programmazione regionale approvata col Piano sociale triennale 2017-19. Il Piano introduce interventi finanziati anche da risorse comunitarie, e sono stati raggiunti obiettivi importanti sia per quanto riguarda gli interventi che la capacità della spesa. Solo in questo ultimo anno attraverso il Fondo sociale europeo sono stati attuati 4 interventi importanti: sulla mediazione familiare, concernente il percorso per la riorganizzazione dopo un divorzio; sull’assistenza domiciliare educativa territoriale, con interventi per sostenere il minore all’interno della propria famiglia se non in situazione irreversibile;  sulla tutela dei minori, con i servizi sociali che hanno sviluppato alta attenzione sia nella prevenzione che nel sostegno in presenza di disagio; infine con i centri di famiglia, realizzati con i fondi dell’Agenda urbana per le città di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni e Città di Castello.  Infine, l’Assemblea legislativa ha approvato il nuovo Regolamento che definisce standard richiesti, risorse e qualità assistenziale per i servizi residenziali per minorenni, oltre alle autorizzazioni a svolgere tali servizi. Il Regolamento introduce elementi importanti, come l’equipe multidisciplinare presso la zona sociale, con diverse professionalità che possono dare risposta ai bisogni del minore, realizzata in accordo col distretto sanitario per predisporre un piano di trattamenti individualizzato, all’interno del piano attuativo individualizzato sul servizio residenziale. Non ci convincono, invece, delle linee guida che definiscano un modello unico perché non darà risposte alle esigenze che hanno specificità relative a singoli casi. Piuttosto sarebbe opportuno approfondire gli esiti delle attività svolte con il Tribunale dei minori in appositi tavoli regionali sul tema e vedere se la soluzione si trovi in una o più linee guida per affinare gli strumenti avviati negli ultimi tre anni. Suggerisco quindi che l’emanazione delle linee guida possa avvenire appena conclusi i lavori dei tavoli regionali attivati con la magistratura in attuazione dei protocolli sottoscritti in materia servizi sociali in materia di minori in corso di separazione e divorzio dei genitori”.  PG/

Data:
Martedì, 5 Marzo, 2019 - 14:15

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