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LAVORI D'AULA (4): “STATO DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER LA FAMIGLIA” - PRESA D'ATTO DELLA RELAZIONE SULLA LEGGE REGIONALE "11/2015"

(Acs) Perugia, 10 gennaio 2017 – L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha preso atto della relazione sullo stato di attuazione degli interventi per le famiglie, in adempimento della clausola valutativa prevista dal Testo unico sulla sanità. 

Illustrando il documento in Aula, il consigliere Attilio Solinas (presidente della Terza commissione) ha spiegato che “i cambiamenti economici e sociali hanno determinato modifiche sugli stili di vita, evidenziando nuovi bisogni e creando la necessità di una molteplicità dei servizi offerti, caratterizzate da una maggiore flessibilità. Ad una situazione di fragilità sociale esistente si associano eventi come la scomposizione del nucleo familiare, la perdita del lavoro, la malattia, la condizioni di non autosufficienza, che destabilizzano la famiglia portandola sull'orlo della povertà. Nella programmazione del 2014 degli interventi per la famiglia sono stati impiegati 1,8milioni di euro provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali ed utilizzati per finanziare gli avvisi pubblici delle 12 zone sociali, relativi a 2.333 interventi, mentre altre 2.100 richieste non sono state soddisfatte per mancanza di fondi. Il 55 per cento delle domande presentate proviene da famiglie di cittadinanza italiana, con punte del 70 per cento nelle zone sociali di Narni e Panicale. I richiedenti rientrano prevalentemente nella fascia 36/64 anni, per la maggior parte si tratta di lavoratori dipendenti. Gli interventi hanno riguardato famiglie con un reddito Isee tra 4.500 e 9.500 euro”.

GLI INTERVENTI
Claudio RICCI (Rp): “IMPORTANTE L'IMPLEMENTO DEL COFINANZIAMENTO DA PARTE DEI COMUNI. Il fatto che i soggetti beneficiari possano ricevere tra 300 e 800 euro rappresenta una misura importante per le famiglie in forte difficoltà. Le sovvenzioni arrivano in maggioranza a nuclei familiari italiani, che manifestano difficoltà per riduzione del reddito, perdita del lavoro o per le spese relative all'istruzione dei figli. Le zone sociali dovrebbero elaborare progetti più definiti e legati alle esigenze dei territori”.

Valerio MANCINI (Lega nord): “C'È UN ECCESSO DI BUROCRAZIA CHE FRENA L'ACCESSO AI SERVIZI DELLA REGIONE DA PARTE DEI CITTADINI. Molti bandi e molti servizi possono essere raggiunti solo con procedure telematiche, cosa che per le persone meno giovani può essere complesso. Procedure e bandi appesantiscono la macchina e impediscono di utilizzare bene le risorse. La relazione non tiene conto del fenomeno immigrazione, che contribuisce a drenare risorse ai servizi, a discapito degli umbri: il 60/70 percento delle case di edilizia pubblica vengono date agli stranieri, a cui non viene richiesto di documentare il proprio reddito”. 

Maria Grazia CARBONARI (M5S): “Solo 8 Comuni capofila su 12 hanno inviato al rendicontazione, quindi non abbiamo neppure un quadro completo che si riferisce pure  al periodo 2013/15. I fondi per alcuni interventi la Regione li trova, soprattutto per riparare ai danni che alcuni hanno causato con le partecipate o con il progetto Monteluce, mentre risorse per il sociale mancano. La lotta alla povertà, il sostegno a famiglie ed imprese dovrebbero essere le vere priorità dell'Amministrazione regionale. In quest'Aula c'è poca attenzione a questi argomenti e non vengono comprese le vere emergenze”.

Giacomo LEONELLI (Pd): “Il 24 giugno siamo stati i primi, in Italia, ad introdurre il reddito di inclusione. Difficile quindi dire che Regione Umbria e politica regionale sono rimaste indifferenti alle nuove povertà, che rappresentano una vera priorità. Potremo fare di più e calibrare meglio questi interventi, con il contributo di tutti”.

Luca BARBERINI (assessore alla Sanità): “Valutare gli effetti di scelte politiche e di destinazione di risorse a distanza di 4 anni non serve, è vero, da il senso di istituzioni che arrivano in ritardo. L'assessorato ha l'obiettivo di dare risposte più tempestive nell'esame di alcune scelte fatte. La clausola valutativa per il 2016 arriverà in tempi più idonei. In ogni caso, nel triennio indicato le risorse destinate ai servizi per le famiglie non sono calate, anzi sono passate da circa 9milioni nel 2013 a 18milioni del 2015. Malgrado ciò sappiamo di dover fare di più e di attivare strumenti nuovi come il Sistema per l'inclusione attiva. Abbiamo investito e continueremo a investire risorse importanti. Useremo circa 55milioni di risorse del fondo sociale europeo e partiranno bandi per oltre 20milioni rivolti a Comuni singoli o associati”. 

Andrea LIBERATI (M5S): “CON IL SIA È STATO SCELTO UNO STRUMENTO INADEGUATO, RIVOLTO A 3MILA FAMIGLIE SULLE 30MILA IN DIFFICOLTÀ, EROGANDO A 80 EURO AL MESE A PERSONA. Vedremo che 3 famiglie su 4 non potranno accedere neppure a questa 'elemosina', come sta già succedendo nei Comuni. Non abbiamo dato risposte neppure ad una platea minimale di famiglie. L'Assemblea dovrebbe occuparsi di più delle esigenze degli umbri e meno di quelle delle multinazionali e dei concessionari che sfruttano le nostre risorse”.

Emanuele FIORINI (Lega nord): “IL SOSTEGNO ALL'INCLUSIONE ATTIVA NON AIUTA GLI ITALIANI E NEPPURE LE FASCE DI POVERTÀ. Per accedere al Sia bisogna avere in famiglia un minore o un disabile un Isee non superiore a 3mila euro. Questo che significa che due persone che hanno perso il lavoro grazie alla Fornero, avendo una casa, superano il reddito Isee massimo e non possono accedere. Questo mentre il Consorzio Tns ha sprecato decine di milioni di euro”. MP/

Data:
Martedì, 10 Gennaio, 2017 - 18:15

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