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IDROELETTRICO: “ANCORA QUATTRO SPICCI, LA GIUNTA TRATTA I TERNANI DA STRACCIONI. DEPREDATA NOSTRA RICCHEZZA” - NOTA DI LIBERATI E CARBONARI (M5S)

In sintesi

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, commentano i lavori della Seconda commissione consiliare sui canoni dell’idroelettrico. Per Liberati e Carbonari ci sono “ancora quattro spicci per Terni: la Giunta ci tratta da straccioni, depredando la nostra ricchezza”.

 

(Acs) Perugia, 11 febbraio 2019 – “Sull'idroelettrico ancora quattro spicci per Terni: la Giunta ci tratta da straccioni, depredando la nostra ricchezza”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, commentando i lavori della Seconda commissione consiliare che si è tenuta oggi a Palazzo Cesaroni (https://tinyurl.com/y3ygpsuq).

“Ancora ridicole elemosine – spiegano Liberati e Carbonari - e asservimento ai concessionari idroelettrici dalla Giunta Marini. Sul tema riconfermiamo il giudizio anche dopo il parere della Commissione sulla destinazione di tale obolo: non si tratta soltanto di quattro spicci, ma emerge pure l'arroganza di un Esecutivo regionale che vorrebbe imporre come e dove spendere. Esigue somme che fanno il paio con la sistematica rapina sull'idroenergia perpetrata negli ultimi venti anni, grazie al connubio tra Regione Umbria e multinazionali dell'energia, in danno della città. Infatti, in venti anni di apertura delle centrali idroelettriche al mercato, i concessionari privati insediati a Galleto (Endesa, E.On, Erg) hanno incassato qualcosa come 2 miliardi di euro circa. La Regione Umbria ha superato i 60 milioni di canoni, mentre a Terni manca persino l'illuminazione della strada 'Valnerina' che porta alla Cascata. Un getto d'acqua peraltro notoriamente invisibile, fuorché in orari determinati”.

“I ternani, potenzialmente ricchissimi,- continuano Liberati e Carbonari - sono trattati da straccioni: gli 1,3 milioni di euro odierni hanno il sapore di un'umiliante e ipocrita carità. Soprattutto resta inaccettabile l'atteggiamento di subordinazione tenuto tuttora dalla politica nei confronti delle multinazionali dell'energia, contegno tanto più immotivato quando si pensa che tali soggetti privati hanno bisogno proprio di una concessione pubblica regionale, peraltro su un bene non delocalizzabile”.

Per i consiglieri pentastellati si tratta di “una situazione anomala che comunque finirà entro marzo 2020, giacché, a quella data, conformemente al decreto legge ‘Semplificazioni’, Palazzo Cesaroni avrà legiferato sul nuovo assetto che prevede la restituzione degli impianti alla Regione a fine concessione. Attendiamo ora di sapere, grazie ad una interrogazione parlamentare, se risponda al vero che la gestione di Galleto spetti a Erg fino al 2029. Se così non fosse – concludono Liberati e Carbonari - alle ignare e imbelli Province di Perugia e Terni giungerebbero ex lege canoni aggiuntivi, immeritati a onor del vero, con incassi clamorosi, dovuti proprio dai concessionari E.On ed Erg”. RED/dmb

Data:
Lunedì, 11 Febbraio, 2019 - 15:30

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