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DISCRIMINAZIONI SESSUALI E DI GENERE: “PREOCCUPAZIONE E PERPLESSITÀ PER LE MODALITÀ DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DA PARTE DELLA GIUNTA” - DE VINCENZI (RP) “DISCRIMINATE ALCUNE ASSOCIAZIONI DI GENITORI”

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) esprime “preoccupazione e perplessità” rispetto alle modalità di attuazione della legge “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere” (legge regionale '2/2017') da parte della Giunta regionale che discriminerebbero alcune associazioni dei genitori.

(Acs) Perugia, 7 dicembre 2017 – Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) esprime “preoccupazione e perplessità” rispetto alle modalità di attuazione della legge “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere” (legge regionale '2/2017') da parte della Giunta che discriminerebbero alcune associazioni dei genitori. “Lascia perplessi e, soprattutto, preoccupati – commenta De Vincenzi - il fatto che di fronte alle tante emergenze che attanagliano la nostra regione, dal lavoro ai trasporti, dalla coesione sociale alla sanità sino alla tutela dell’ambiente, solo sul tema delle discriminazioni legate dell’orientamento sessuale e l’identità di genere si decida di mobilitare tante forze istituzionali in maniera imponente. Quasi fossimo alle prove generali di pensiero unico”.

Il consigliere regionale fa sapere che dopo la sua interrogazione alla Giunta regionale “sull’illegittimità del fondo di 40mila euro approvato nella delibera di Giunta '1321/2017', da destinare ad attività di ricerca sul tema delle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere, arriva ora un secondo atto ('1457/17'), approvato nella seduta del 4 dicembre scorso. Si tratta dello 'Schema di protocollo per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere'”. De Vincenzi spiega che si tratta di una sorta di riassunto operativo propedeutico alla realizzazione degli interventi anti-omofobia disposti dalla legge regionale, approvata nel mese di aprile di quest’anno.

“Il protocollo – aggiunge il consigliere regionale - presenta una pletora di attori istituzionali (ben 31) fra amministrativi, socio-sanitari, scolastici e di garanzia, nonché i comandi regionali dei Carabinieri, delle Questure, delle Prefetture e le realtà associative pro Lgbt. Insomma, una chiamata alle armi generale, nella quale, in tutta evidenza, non sono menzionate le associazioni delle famiglie, come invece disposto dall’articolo 10 della legge che ne prevede la presenza nelle attività di monitoraggio dell’osservatorio. O meglio – sottolinea -, le associazioni delle famiglie rappresentate sono quelle targate Lgbt (A.Ge.Do Terni e Famiglie Arcobaleno)”.

De Vincenzi ritiene quindi che questo atto sia “evidentemente sbilanciato su un fronte ideologico unidirezionale, e reca in sé un carattere discriminatorio e lesivo nei confronti delle altre associazioni dei genitori che non possono avere voce in capitolo. Un atto che si oppone al carattere di democraticità esposto nell’articolo 30 della nostra Costituzione, richiamato anche nell’articolo 6 della legge regionale contro l’omofobia, che tutela in modo netto il primato dei genitori nell’educazione dei propri figli e, di conseguenza, la libertà educativa e di istruzione. Insomma – conclude De Vincenzi -, un’ulteriore prova di forza dell’autoreferenzialità di chi ci governa e dello spirito che è alla base di questa legge, più volte rimarcato in aula durante la discussione. Questi sono i frutti dell’assenza di un dibattito, di una costruzione comune e di un percorso condiviso necessari in un contesto politico come il nostro, nel quale la sinistra sta al governo grazie ad un esiguo 23 per cento di consensi fra gli aventi diritto di voto”. RED/tb

Data:
Giovedì, 7 Dicembre, 2017 - 16:15

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