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CRISI EDITORIA: LAVORO CONGIUNTO DI PRIMA COMMISSIONE E GIUNTA PER ARRIVARE A NUOVA LEGGE REGIONALE – AUDIZIONE DELL'ASSESSORE PAPARELLI

In sintesi

La Prima commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dedicato la seduta di ieri pomeriggio alle problematiche e alle prospettive connesse al mondo dell'informazione in Umbria. Alla fine della riunione, alla quale ha partecipato l'assessore Paparelli, la Commissione ha concordato con la Giunta che quest'ultima presenti una prima relazione schematica con le linee fondamentali di indirizzo della prossima proposta di legge regionale sull'editoria, in maniera che la Commissione possa fare le proprie proposte e integrazioni, per poi arrivare con testo da discutere agli stati generali dell'informazione.

 

(Acs) Perugia, 13 aprile 2016 – La Prima commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, ha dedicato la seduta di ieri alle problematiche e alle prospettive connesse al mondo dell'informazione in Umbria. Alla fine della riunione, alla quale ha partecipato anche l'assessore Fabio Paparelli, la Commissione ha concordato con la Giunta che quest'ultima presenti, entro il mese di maggio, una prima relazione schematica con le linee fondamentali di indirizzo di una proposta di legge regionale sull'editoria, in maniera che la Commissione possa fare le proprie proposte e integrazioni., per poi arrivare con un testo da discutere agli Stati generali dell'informazione che l'Esecutivo di Palazzo Donini ha intenzione di organizzare la entro la prossima estate.

Introducendo i lavori il presidente Smacchi ha ricordato come la Prima commissione si è già occupata di questa materia con audizioni (http://goo.gl/YtSsNP; http://goo.gl/b4iyBw; http://goo.gl/CiKU1B) che sono state “richieste in seguito ad una mia interrogazione sul caso specifico della crisi del Giornale dell'Umbria. Avevamo poi esteso i lavori alla crisi più generale del mondo dell'informazione partendo dal presupposto che la legge umbra è datata, essendo stata approvata nel 2000. Ora è necessario concordare il nostro lavoro con quello della Giunta – ha proseguito Smacchi - per arrivare ad una proposta di legge per una nuova normativa regionale sull'editoria”.

L'assessore FABIO PAPARELLI ha spiegato che la Giunta “sta costruendo un gruppo di lavoro con esperti di varie materie per lavorare ad un primo impianto di principi generali che possano essere portati agli Stati generali dell'informazione umbra, da tenersi entro l'estate, e che possano costituire l'ossatura della futura legge che puntiamo a portare in Aula alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Alla Regione spetta il compito non solo di supporto economico al mondo dell'editoria ma anche quello di facilitare e stimolare i processi virtuosi dell'informazione, valore fondante della democrazia, che tutela il diritto della cittadinanza ad essere informata, ma che non deve perdersi in una marea di contenuti. Per questo partiremo da 5 AREE DI INTERVENTO: il SUPPORTO ALLE NUOVE TECNOLOGIE e allo sviluppo digitale dell'editoria, aiutando le imprese che vogliono investire in questo campo; utilizzare la LEVA FISCALE con alcuni possibili sgravi per favorire il settore in questo campo; trovare una modalità di utilizzo delle risorse finalizzate dei FONDI STRUTTURALI che preveda un ruolo delle imprese operanti nel settore, in maniera che le modalità di comunicazione dei fondi strutturali possano avvenire attraverso il sostegno all'informazione di qualità veicolati dai media del nostro territorio; POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO per favorire la transizione di imprese e lavoratori, con forme di ammortizzazioni sociali; lavorare sull'EDUCAZIONE, introducendo in maniera incentivata i giovani e le scuole ad una educazione più corretta all'informazione. I soggetti interessati a questi interventi saranno la carta stampata, l'informazione web, le tv e le radio locali e le agenzie di stampa. Stiamo passando alla società della conoscenza da quella dell'informazione. Questo fa si che se la stampa aveva un numero di informazioni gestibili, oggi siamo arrivati ad una quantità enorme di informazioni che creano anche problemi non solo economici. Comunque si è visto che stiamo parlando di un settore che ha ancora potenzialità di crescita e sviluppo occupazionale. Stiamo vivendo un fenomeno di cross medialità che rischia di mettere in discussione il mondo dell'informazione come lo conosciamo: l'approfondimento e la verifica delle fonti sono problemi sui quali riflettere. La domanda di informazione locale aumenta, ma si riducono gli spazi tradizionalmente intesi. Stampa, radio e tv sono al centro di una radicale trasformazione. In Umbria oggi c'è una frammentazione enorme: circa duecento aziende iscritte al registro degli operatori della comunicazione: abbiamo una capillare diffusione, ma i problemi sono la pubblicità e la sostenibilità economia, e poi l'estensione territoriale, con una micro copertura. Oggi in Umbria abbiamo 9 emittenti locali, oltre 20 radio, 4 quotidiani, oltre 30 testate on line: un valore in termini di pluralismo culturale, ma in un bacino di meno di un milione di abitanti. La strada da percorrere è quella di rendere compatibili queste caratteristiche con la crisi di sistema in atto, lo scenario di ristrutturazione del sistema con la razionalizzazione delle risorse disponibili”.

GLI INTERVENTI

ANDREA SMACCHI (Pd): “In seguito alle audizioni ho iniziato ad approfondire le ultime leggi in materia delle altre regioni, in particolare Veneto, Molise, e Toscana. Quella del veneta mi convince come schema di base da cui partire. C'è la necessità per tutta una platea di capire dove va questo settore, come i giovani giornalisti, privi di prospettive in un settore in difficoltà. Visto anche che ci sono associazioni di professionisti in cui 2-3 giornalisti si mettono insieme facendo una piccola start up, anche da questo punto di vista potremmo prevedere una linea ulteriore per sostenerli e dargli una prospettiva”.

MARCO VINICIO GUASTICCHI (Pd): “Tema complesso e generale che riguarda tutto il mondo. L'Umbria ha una delicatezza particolare perché ci sono due Università che sfornano centinaia di laureati ogni anno, che creano solo disoccupati. C'è un numero enorme di soggetti che vorrebbe lavorare nel mondo del giornalismo, contestualmente siamo difronte ad una crisi generale. Non credo che il problema vada affrontato ora, quando si sta discutendo una legge nazionale sull'editoria. Fare oggi una proposta regionale è un errore. Meglio aspettare quella nazionale e appoggiarci a quella. Andiamo avanti,elaborando una proposta che potenzi la legge nazionale ed evitando il rischio di fare scelte che poi collidano con essa”.

VALERIO MANCINI (LN): “Non bisogna trattare il personale dell'editoria in maniera diversa rispetto ad altri lavoratori. È un settore in crisi. Andrebbe trattato con più delicatezza perché l'informazione è un grande valore per i cittadini, un potere di grande rilevanza che va tutelato. Serve un'incentivazione complessiva, che deve andare verso un processo di aggregazione, anche con agevolazioni fiscali. La stampa ha una funzione molto particolare, e i suoi lavoratori svolgono una funzione ancora più alta. La legge regionale deve ispirarsi a quelle che altre regioni hanno già fatto. Ma c'è bisogno di un segnale da parte nostra”.

RAFFAELE NEVI (FI): “È giusto aspettare la legge nazionale, come avvenuto anche per il reddito di cittadinanza, così da avere coordinamento tra la legge nazionale e regionale. Si può comunque andare avanti nell'approfondimento in best practice adottate in altre regioni, che possono essere alla base di nostri interventi. Dobbiamo però evitare episodi come quelli successi nella Asl perugina con pensionati che fanno gli addetti stampa. Una vicenda molto brutta. Da una parte abbiamo la Regione che lavora per il futuro dall'altra ha pensionati che prendono un posto che potrebbe essere dato a giovani giornalisti. Su questo potremmo fare un intervento come Commissione. Serve un atto di indirizzo su questa questione perché è una vicenda che ha colpito molto chi opera in questo mondo che è in difficoltà”.

GIACOMO LEONELLI (Pd): “Questa è una materia delicate, dove il confine tra democrazia e legge di mercato è lieve. Da un lato c'è l'esigenza di pluralismo dell'informazione, dall'altro l'esigenza del rispetto della logica di mercato sostenibile. Dobbiamo valutare con molta attenzione il panorama regionale, l'Umbria è una regione che sostiene 4 giornali con 900mila persone, senza edizioni nazionali. Tenterei una soluzione di mediazione tra noi. Un percorso può essere attivato, magari cercando di capire dal dipartimento dell'editoria del Governo qual è la situazione del testo all'esame delle camere. Cominciamo a scrivere una norma sulla base di questo, nella consapevolezza che andare a regolamentare in maniera puntuale questa materia è rischioso”.

CARLA CASCIARI (Pd); “Questo è un mondo in crisi, anche per le tv locali c'è una difficoltà diffusa. Dobbiamo favorire alcune forme di collaborazione trasversale, come quelle di giovani che possono puntare a start up di imprese. È giusto coordinarsi con la legge nazionale, ma qualche segnale va dato vista la specificità di una regione come l'Umbria. Anzi, è doverose, visto che abbiamo due Università con corsi in questo settore oltre alla scuola di giornalismo di Ponte Felcino che è il cuore pulsante dell'informazione non solo regionale”.

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “La scorsa settimana a Perugia c'è stato il Festival del giornalismo, un convegno di livello mondiale su questi temi, con approfondimenti di valore straordinario. E il tutto proprio nella nostra terra. Un'iniziativa internazionale che va avanti da sola. Mi chiedo se non possiamo utilizzare i punti di approdo che ha prodotto per i nostri ragionamenti sul mondo dell'informazione regionale. Stiamo parlando di un riferimento del mondo dell'informazione di tutto il pianeta, con una discussione aggiornata e globalizzata. Non prenderlo in considerazione sarebbe uno sbaglio”. DMB/

guarda servizio ACS su:    https://youtu.be/DypJhEOJ-3M 

Data:
Mercoledì, 13 Aprile, 2016 - 11:30

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