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CORECOM, PRIMO INCONTRO CON GLI STUDENTI PER IL PROGETTO DI MEDIA EDUCATION: MATTEO GRANDI HA RISPOSTO SU WEB, BUFALE E DISINFORMAZIONE

(Acs) Perugia, 26 novembre 2021 – Il Corecom dell’Umbria ha avviato stamani il nuovo progetto di media education rivolto soprattutto agli studenti, ma non solo a loro, che consiste in una serie di incontri con esperti per approfondire i temi della comunicazione e dell’utilizzo della rete, con i problemi derivanti da fenomeni come la diffusione di fake news o la degenerazione dell’odio on line: primo incontro con Matteo Grandi, autore del libro “La verità non ci piace abbastanza”, edito da Longanesi e stamani discusso, nella sala consiliare della Provincia di Perugia, alla presenza della presidente del Corecom Umbria, Elena Veschi, e degli studenti di una classe  dell’ITET Capitini di Perugia, mentre on line c’erano diverse classi del liceo “Majorana” di Orvieto, dell’istituto Ipsia “Orfini” di Foligno e di diversi istituti superiori di Perugia che hanno assistito alla diretta su Youtube. 

Molti i temi trattati nell’incontro: cosa succede quando mettiamo un “mi piace” sui social, come funzionano gli algoritmi e come trovare il modo di aggirarli, “per esempio – ha spiegato Grandi - andando a interagire con profili distanti dalle nostre idee, oppure mettendo like a pagine e utenti ideologicamente molto distanti fra loro per ‘confondere’ l’algoritmo ed evitare che la selezione di informazioni che ci viene proposta sia troppo parziale”. O ancora, come avviene la nostra “profilazione” in rete, che ci fa vedere messaggi “personalizzati” in base al profilo del singolo utente, spesso non veritieri e comunque in una forma di manipolazione. 

Perché l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump viene “bannato” da Twitter in quanto, contravvenendo alle regole imposte dal social, inneggia all’odio, cosa innegabilmente avvenuta, mentre la guida suprema dell’Iran non viene censurata quando afferma che “Israele è un tumore canceroso maligno che deve essere rimosso e debellato”, un tweet che è on line dal 2018. Se i padroni del web vogliono continuare a decidere in piena autonomia cosa pubblicare e cosa rimuovere, dovrebbero anche scegliere da che parte stare: semplici piattaforme tecnologiche, come si autodefiniscono, oppure editori? Tali interrogativi, cruciali per il futuro dell’informazione e per la nostra capacità di comprendere la realtà che ci circonda, non hanno ancora una risposta. 

Come difendersi? È il titolo dell’ultimo capitolo del libro, e torniamo alle fake news. “Prima di imparare a riconoscere le bufale – ha spiegato l’autore agli studenti – dovremmo imparare a non condividere nessuna notizia se non abbiamo avuto tempo e modo di verificarla e se non siamo assolutamente certi della sua veridicità. La difesa dalla disinformazione non potrà mai essere collettiva, ma deve essere individuale. Acquisire conoscenza e consapevolezza, verificando, attingendo a più fonti, mettendo in discussione i nostri pregiudizi, uscendo dalle sabbie mobili della polarizzazione, prendendo atto che la verità può anche essere diversa da quella che vorremmo sentirci raccontare, imparando a diffidare e al tempo stesso a riconoscere i soggetti affidabili. Non è semplice – conclude – e può richiedere un impegno al quale, come meri fruitori delle notizie, non eravamo abituati. Ma è l’unica soluzione che abbiamo. E ne vale la pena”. PG

 

Data:
Venerdì, 26 Novembre, 2021 - 15:45

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