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CALRE: “GIOVANE EUROPA. LA NOSTRA UMBRIA DI FRONTE ALLE SFIDE DEL CAMBIAMENTO” - OGGI LA GIORNATA DI CONFRONTO CON GLI STUDENTI A PALAZZO CESARONI

In sintesi

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni la giornata di riflessione e confronto con gli studenti dal titolo: “Giovane Europa: la nostra Umbria di fronte alle sfide del cambiamento”. Ha aperto i lavori la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria (e della Calre), Donatella Porzi. Immagini del convegno 

(Acs) Perugia, 8 marzo 2019 – “L’Europa è una struttura complessa che dobbiamo conoscere e orientare, per far sì che risponda ai bisogni dei più, perché l’Europa siamo tutti noi”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nonché presidente della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni Europee (Calre), Donatella Porzi ha aperto i lavori della la giornata di riflessione e confronto con gli studenti dal titolo: “Giovane Europa: la nostra Umbria di fronte alle sfide del cambiamento”, svoltasi questa mattina a Palazzo Cesaroni (Perugia).

“L’Europa – ha rimarcato la presidente Porzi - ci ha garantito anni di pace e questo è un valore importantissimo, così come è fondamentale la possibilità di formazione all’estero. È bello incontrare giovani che ricordano che, prima di essere italiani, dicono di essere europei. Una dimensione sovranazionale che ci concede grandi opportunità e possibilità: imparate ad essere curiosi, ad approfondire e a pensare che lo studio non si ferma mai”.

IL PROGRAMMA. Moderata da Italo Carmignani (Caporedattore Il Messaggero Umbria), la mattinata ha visto gli interventi di: Simone Budelli, Università degli Studi di Perugia (Da Gurdulù all’Europa. Alla ricerca del noi), Luca Castelli, Università degli Studi di Perugia (L’Europa e le Regioni), Francesco Clementi, Università degli Studi di Perugia (L’Europa e la sfida del cambiamento istituzionale: le interdipendenze reciproche), Prof. Luca Ferrucci (La “Costruzione” dell’Europa economica), Marco Mazzoni, Università degli Studi di Perugia (Comunicare l’Europa). Hanno preso parte ai lavori studenti delle scuole di Perugia: Omnicomprensivo “Bernardino di Betto”, IIS Cavour-Marconi-Pascal, Liceo classico “Mariotti”, Liceo scientifico “Alessi”, Liceo scientifico “Galilei”.

 

GLI INTERVENTI.

Simone Budelli: “Gurdulù è un personaggio di Italo Calvino che si dimentica chi è, quali sono le sue origini e dove deve andare. Per costruire l’Europa dobbiamo riscoprire le nostre radici, perché non si costruire l’Europa solo con i trattati e le regole giuridiche ma con i simboli, con la memoria, con un progetto. Chi ha immaginato l’Europa non pensava alle regole ma ad un grande sogno che è ancora attuale. Noi non dobbiamo pensare ad un’Europa delle burocrazie e delle direttive, ma a un’Europa delle persone, a un grande sogno che ha avuto Altiero Spienelli a Ventotene, immaginando non una Europa delle nazioni ma una nazione europea”.

Luca Castelli: “L’Europa è attraversata da tendenze secessioniste alimentate da uno spirito nazionalistico, alla base di tante guerre, che è stato superato grazie alla costruzione dell’Europa, che nasce da un’idea di pace. Oggi questo problema si ripropone, e per risolverlo bisogna creare un nuovo regionalismo per una nuova Europa. Le regioni oggi soffrono, perché dopo il trattato di Lisbona gli Stati sono tornati protagonisti. Per rispondere a questa sofferenza ed evitare l’esplodere dei secessionismi regionali, bisogna che le regioni tornino protagoniste dentro gli Stati, avendo una voce più forte nei parlamenti nazionali, e in l’Europa facendo sì che il Comitato delle Regioni diventi la seconda gamba del Parlamento europeo”.

Francesco Clementi: “I problemi attuali sono più grandi delle singole soluzioni che gli Stati da soli possono dare. Dobbiamo dare forza politica all’Europa rafforzando le interdipendenze, i nostri legami. Ad esempio governando il tema dell’economia, cosa che è mancata negli ultimi 15 anni, quando l’Ue si è lasciata andare ad un governo della moneta e della finanza. Questo ha fatto perdere di vista il senso dello stare insieme, legato a un’idea di pace. Ma la pace senza sviluppo, senza capacita di costruire un progetto, non può più bastare. Serve un attore globale capace di affrontare realmente i problemi. Un attore politico, non solo economico, da rafforzare grazie a un percorso di interdipendenze che diano densità ai legami che ci uniscono”.

Luca Ferrucci: “Tra gli anni ‘50 e ‘60 per costruire l’Europa economica si è pensato alla circolazione dei beni; negli anni ‘70 e ‘80 alle politiche di coesione e di convergenza in una logica redistributiva; dagli anni ‘90 e duemila c’è stata un’accelerazione imponente con la libera circolazione delle persone e dei servizi, e con la nascita dell’euro. Oggi in Europa abbiamo un paradosso: le politiche fiscali, del lavoro, di welfare sono in mano ai singoli Stati, ma la politica monetaria è in mano all’Europea. Questo, insieme alla grande crisi, contribuisce alla necessità di ripensare l’Europa in un percorso che sappia leggere le criticità che negli ultimi 20 anni si sono sedimentate e che rischiano di indebolirla. Non possiamo tornare indietro ai singoli nazionalismi perché, soprattutto per un paese come l’Italia, sarebbe un danno irreversibile”.

Marco Mazzoni: “Comunicare l’Europa non è facie e lo mostra il modo in cui i media nazionali ne parlano, soprattutto nel momento in cui ci sono momenti di conflitto. Questo non aiuta a costruire quella immagine, quella rappresentazione dell’Europa che è necessaria per costruire una comunità di europei. Come fa, ad esempio, una radio comunitaria, Umbria Radio, che propone 23 puntate dedicate all’Europa per far conoscere agli umbri da dove provengono e come vengono utilizzati i fondi europei. Questo è un buon modo per comunicare l’Europa, per rappresentarla nel modo migliore, per costruire una percezione positiva dell’Europa”. DMB/MP

Data:
Venerdì, 8 Marzo, 2019 - 12:00

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