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BIOTESTAMENTO: “LA LEGGE TARGATA PD È UN PERICOLOSO E IDEOLOGICO SPECCHIO PER LE ALLODOLE” - DE VINCENZI (RP) PARLA DI “VIA ITALIANA ALL’'EUTANASIA'”

In sintesi

ll consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) critica l'approvazione definitiva da parte del Senato della nuova normativa sul “biotestamento” che ritiene “un pericoloso specchio per le allodole per quanti invocavano un riformismo spinto del centrosinistra”. De Vincenzi parla di “via italiana all'eutanasia” e ritiene la nuova legge presenti per come è stata congegnata e scritta, “grandi difficoltà di interpretazione e applicazione”. 

(Acs) Perugia, 14 dicembre 2017 - “La legge sul biotestamento è, come altri provvedimenti targati PD, un pericoloso specchio per le allodole per quanti invocavano un riformismo spinto del centrosinistra”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) che commenta l'approvazione definitiva da parte del Senato della nuova normativa. 

“È una legge ideologica – dice De Vincenzi che prevede la comunicazione delle Dat (disposizioni anticipate di trattamento) attraverso il deposito, da parte del cittadino dichiarante, di una scrittura in carta semplice presso un pubblico ufficiale, come quello anagrafico, anche senza previa consultazione. Non fa differenza – aggiunge - se il dichiarante si trovi sotto pesanti condizionamenti psicologici o in preda a un momento di sconforto. Non esiste nessun tipo di controllo anche in forza del fatto che le Dat non sono controfirmate da un medico. Tali dichiarazioni possono finire poi in un registro comunale del quale potrebbero perdersene le tracce”.

A giudizio del consigliere regionale la nuova normativa sul “fine vita”, presenta per come è stata congegnata e scritta, grandi difficoltà di interpretazione e applicazione anche a causa della funzione del “fiduciario del paziente, che dovrà farsi garante con le istituzioni, l’autorità giudiziaria e i medici, per l’applicazione delle Dat. Ma il punto più delicato – sottolinea De Vincenzi - è proprio sul concetto di 'fine vita', per cui se un cittadino chiede la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione, il medico deve eseguire, senza poter opporre obiezione di coscienza. E questo è valido per tutti i medici di tutti i presidi ospedalieri, compresi quelli di matrice cattolica”. 

“A chi nella nostra regione – ammonisce De Vincenzi - esulta per questa legge e si rammarica per l’impossibilità di istruire un apposito registro regionale delle Dat, rispondiamo che proprio per la complessità della questione, che riguarda la prosecuzione o l’interruzione della vita di tutti i cittadini italiani, vengono oltrepassate le competenze regionali. Quindi riteniamo che non ci siano i margini per produrre una legge regionale in merito. Ci hanno pensato i nostri parlamentari, proponendo una 'via italiana all’eutanasia, senza mai pronunciarla, ma nei fatti legalizzandola a tutti gli effetti ribaltando, in definitiva, anche il ruolo del medico che da sostenitore della vita, diventa certificatore di morte”. RED/tb

Data:
Giovedì, 14 Dicembre, 2017 - 17:15

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