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BILANCIO REGIONE: “VECCHI PROCLAMI E NUOVI CARROZZONI IN BALIA DELLE CORRENTI E DEI CORRENTISTI DEL PD UMBRO” - NOTA DI DE VINCENZI (MISTO UN) SULLA MANOVRA OGGI IN DISCUSSIONE A PALAZZO CESARONI

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (misto Umbria Next) commenta criticamente la manovra di bilancio discussa oggi dall’Assemblea legislativa dell’Umbria. Per De Vincenzi “il sistema socio-politico ed economico della sinistra, che ha governato sino a oggi, ci sta restituendo un quadro pieno di criticità”.

(Acs) Perugia, 20 dicembre 2018 – Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (misto Umbria Next) commenta criticamente la manovra di bilancio discussa oggi dall’Assemblea legislativa dell’Umbria affermando che “amministrate è difficile, farlo bene è un dovere politico, sociale e morale. Emerge con evidenza come il sistema socio-politico ed economico della sinistra che ha governato a mani basse sino a oggi ci stia restituendo un quadro pieno di criticità, che sta generando un malessere diffuso sia fra gli operatori della pubblica amministrazione che fra i cittadini, ai quali poco interessa delle piccole lotte intestine fra correnti e correntisti di questo PD”.

De Vincenzi spiega che un lieve malore gli ha impedito di partecipare ai lavori odierni dell’Assemblea ed evidenzia “alcuni passaggi controversi che si riproporranno con tutta la loro criticità nell’anno venturo e in quelli successivi. Esprimo soddisfazione personale per i fondi iscritti nei capitoli di spesa del bilancio destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua regionali (5 milioni per il triennio 2019-2021), necessari per scongiurare catastrofi idrogeologiche che rappresentano da sempre un punto di vulnerabilità del nostro territorio. Sono soddisfatto in particolar modo per le comunità locali che potranno contare su interventi mi auguro efficaci, e perché tale provvedimento succede alla mia interrogazione dello scorso 6 novembre, durante la quale ho sollecitato la Giunta regionale a mettere in campo urgentemente fondi e risorse adeguate alle richieste degli uffici competenti”.

Per l’esponente dell’opposizione “restano però seri dubbi sulla gestione e il destino delle ex Comunità montane ingoiate dall’Agenzia forestale. Non basta sbandierare ai quattro venti la tutela del personale, se a quei lavoratori non si offre una prospettiva funzionale adeguata, soprattutto a fronte del pensionamento di professionisti specializzati che avrebbe bisogno di un progetto di un avvicendamento e integrazione attento e lungimirante. Un balletto di circa 140 dipendenti, 70 dei quali amministrativi le cui nuove funzioni saranno tutte da definire. Altro carrozzone sgangherato – aggiunge - è quello di Umbria Digitale con la definizione delle funzioni delegate a Umbria Salute e Servizi nella riorganizzazione informatica della sanità regionale, che ha spalancato i portoni per infornare nuovo personale e nuove consulenze esterne che gonfieranno i costi di gestione a scapito di una reale funzionalità ed efficienza di strutture e relativi servizi”.

“In materia di sanità – prosegue il consigliere regionale – ci si riempie la bocca di sigle come le Centrali operative territoriali (Cot), 2 al massimo per ogni provincia, che dovrebbero gestire emergenze e flussi di richieste con le stesse dotazioni in carico ai nuclei di 118 (ovvero un telefono, un automezzo e strumentazione di primo soccorso). Così come le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), nate per aggredire le liste d’attesa e dare continuità e coordinare l’attività assistenziale territoriale con quella ospedaliera, senza però i necessari mezzi e strumentazioni che rendono vano e inefficace il lavoro di tanti medici di base coinvolti. Una riorganizzazione bislacca, che genera doppioni lasciando inalterato il tema della programmazione sanitaria regionale, non solo da un punto di vista economico, ma anche (e soprattutto) dal punto di vista dell’efficienza e razionalizzazione organizzativa. E poi infine – conclude De Vincenzi - il tema delle Aziende ospedaliere di alta specialità, in particolare quella di Terni, depauperata nelle sue risorse professionali di punta, costretta a fare cassa con interventi di bassa specialità chirurgica, come evidenziato dai report di bilancio forniti dall’amministrazione dell’Azienda ospedaliera stessa. Una reputazione eccellente, quella dell’alta specialità chirurgica ternana, che ha preso il viale del tramonto per non ben chiare logiche gestionali e politiche”. RED/mp

 

Data:
Giovedì, 20 Dicembre, 2018 - 16:45

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