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AGRICOLTURA: “VICINO ALLA PROTESTA DEI PASTORI” - PER SMACCHI (PD) “NECESSARIO TENERE INSIEME PREZZO, QUALITÀ E TIPICITÀ DEL LATTE UMBRO”

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) esprime vicinanza “agli allevatori di ovini e caprini umbri, scesi in piazza per evidenziare le difficoltà di un settore molto importante”. Per Smacchi bisogna “sostenere le richieste dei pastori, perché sono un presidio del territorio, una parte indissolubile delle nostre terre”.

 

(Acs) Perugia, 20 febbraio 2019 - “Abbiamo visto in questi anni come, nel nostro Paese, lo strapotere economico e finanziario delle multinazionali possa distruggere il ruolo sociale di imprese di piccole dimensioni radicate nel territorio producendo solo un deserto sociale. Ecco perché dobbiamo sostenere le richieste dei pastori umbri, che rappresentano un presidio del territorio e sono parte indissolubile delle nostre terre”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), esprimendo vicinanza agli “allevatori di ovini e caprini umbri scesi in piazza per evidenziare le difficoltà di un settore molto importante per la nostra regione”.

“Non posso che condividere – spiega il consigliere - le ragioni di fondo che spingono gli allevatori a protestare: produrre latte ha dei costi che non vengono più coperti da quanto riconosciuto dalla filiera lattiero-casearia. Occorre coscienza sociale da parte degli industriali, che dovrebbero avere a cuore, oltre ai propri bilanci, anche la sopravvivenza di chi si trova all’origine del ciclo produttivo. Certo è che con i prezzi attuali non tanti pastori riescono a tenere in piedi la produzione, oltretutto la crisi incombente e l’impoverimento aziendale degli allevatori pone un problema anche sul mantenimento stesso degli animali”.

Smacchi sottolinea che “il costo del latte alla stalla varia da regione a regione. In Umbria viene riconosciuto un prezzo medio annuo che oscilla intorno 90 centesimi compresa iva, questo non è sufficiente per garantire tranquillità economica agli allevatori. Al 31 dicembre 2017 in Umbria il patrimonio ovino e caprino ammontava a circa 127mila capi, gli allevamenti a 3600 circa, distribuiti per la maggior parte nell’ambito Usl 2 con circa 2130 aziende. Un patrimonio umbro ed una ricchezza che non può essere disperso, ma che va aiutato e sostenuto. In questi giorni abbiamo visto come il problema sia esploso con azioni eclatanti in Sardegna, il tema che si ripresenta lì come in altre parti d’Italia, il filo conduttore comune che lega le difficoltà degli allevatori, sono gli stessi, alti costi di produzione e bassa remunerazione del latte conferito oltre ad un mercato spesso alterato da una concorrenza con Paesi europei che hanno costi strutturali inferiori”.

“Occorre intervenire – auspica Andrea Smacchi - subito e su più piani, con politiche mirate alla valorizzazione dei prodotti locali. I consumatori devono poter scegliere con chiarezza e consapevolezza se e quanto spendere per prodotti di diversa qualità e di diverse nazionalità, dobbiamo potenziare ciò che produciamo e far accedere al marchio dop i nostri prodotti regionali. La nostra regione rappresenta, nel panorama nazionale ed internazionale, un’eccellenza per la qualità dell’ambiente e questo è un valore aggiunto da non disperdere. Dobbiamo avere ben chiaro – conclude - che le richieste degli allevatori umbri di ovini e caprini non possono passare inosservate ed è necessario, anche qui in Umbria, avviare un tavolo della filiera lattiero-casearia che ricontratti il prezzo del latte”. RED/mp

Data:
Mercoledì, 20 Febbraio, 2019 - 12:30

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