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GIUDICE DI PACE: “LA CANCELLAZIONE DI QUESTO UFFICIO È L'ENNESIMO SCIPPO AL TERRITORIO DI GUBBIO” - GORACCI (CU) RILEVA “L'IMMOBILISMO TOTALE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) sostiene che la cancellazione dell'Ufficio del Giudice di Pace a Gubbio rappresenta “un'altra puntata dello smantellamento dei servizi di questa città”. Secondo Goracci le responsabilità  della situazione da lui denunciata non è solo in capo al Governo nazionale, ma ritiene che siano da attribuire anche “all'Amministrazione eugubina guidata dal professor Stirati, che al di là di slogan demagogici e fuorvianti, non ha mosso un dito per impedire il peggio”.

 

(Acs) Perugia, 12 novembre 2014 - “Il decreto del Ministro Orlando e pubblicato l'11 novembre 2014, sancisce la cancellazione dell'Ufficio del Giudice di Pace a Gubbio. Dopo la soppressione della Sezione distaccata del Tribunale, va in onda in questa città un'altra puntata dello smantellamento dei servizi. E in quest'operazione tutta a sottrarre, in compagnia di Gubbio si trovano Gualdo Tadino, Assisi, Montefalco, Amelia, Narni”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che punta il dito contro l'Amministrazione comunale eugubina e il suo sindaco responsabili, a suo dire, di aver fatto solo atti “simbolici” e di non aver “mosso un dito” per evitare il taglio di alcuni servizi della città dei Ceri.

Secondo il consigliere regionale gli effetti della “spending review” cominciano a manifestarsi “in tutta la loro portata” in vari territori. “Si tagliano voci fondamentali del welfare – spiega - e anche delle articolazioni necessarie a vari aspetti della vita associata, con la disinvoltura con la quale si beve un bicchier d'acqua. Le colpe, però, non sono solo in capo al Governo e a chi ha adottato le decisioni finali, ma si debbono attribuire anche ad un'Amministrazione, quella eugubina guidata dal professor Stirati, che al di là di slogan demagogici e fuorvianti, di atti poco più che simbolici strombazzati da alcuni media come il 'non plus ultra', di azioni di routine spacciate per strappi rivoluzionari, non ha mosso un dito che è uno per impedire il peggio. Peggio che, come era era facile prevedere, non è tardato ad arrivare. Nel 2003 il sottoscritto, in qualità di sindaco – spiega Goracci -, appoggiato dalle forze politiche che componevano la maggioranza di allora, apriva una vertenza istituzionale e territoriale per salvare l'Ufficio postale di Camporeggiano, presidio che, grazie a quella lotta e a quell'impegno, rimaneva sul territorio. Sempre il sottoscritto, dal 2002 al 2010, accompagnato da esponenti del mondo forense cittadino, si recava a più riprese in varie sedi per la causa della Sezione distaccata del Tribunale di Gubbio, non demordendo fino al raggiungimento del risultato, agevolato anche dal convinto, forte sostegno dell'onorevole Beppe Giulietti, sempre disponibile nei confronti delle esigenze della Città e del suo territorio”.

Nello spiegare tutto ciò Goracci dice di voler evidenziare una “realtà”: “se un sindaco e una giunta – rileva - si impegnano per difendere gli interessi della Città che amministrano, e lo fanno con atti concreti, non con slogan, i risultati si ottengono; se invece ci si limita alle parole, a vuote promesse, alla formulazione di pie intenzioni, lasciando intentato qualsiasi atto incisivo, alla fine della fiera in mano si ritrova il classico pugno di mosche. Il ronzìo di queste mosche, purtroppo, aleggia ora su Gubbio, depauperata di un'articolazione significativa, che, oltre ad essere basilare nel quadro dell'Amministrazione della Giustizia nel territorio, rappresentava anche - come pure la Sezione distaccata del Tribunale - un presidio a parziale risarcimento dell'atavica penalizzazione del territorio dal punto di vista delle infrastrutture e dei servizi. Un territorio di 525 kmq – spiega Goracci -, esteso per oltre 40 km dal suo punto più settentrionale a quello più meridionale, si ritrova così impoverito, sguarnito e costretto a dipendere da altri territori più 'forti' e politicamente referenziati. Con una Regione che, invece di rappresentare con la stessa convinzione e la stessa energia gli interessi e le legittime aspettative di tutte le realtà esistenti, ha dato la netta impressione di privilegiarne alcuni a capito di altri, e i dati di fatto sono sotto gli occhi di tutti, in questa come in altre vicende”.

Il consigliere Goracci aggiunge infine che quella che si è scritta finora per la Città dei Ceri e per il suo territorio  è stata “davvero una gran brutta pagina, che dimostra non solo la distanza del Governo nazionale dai bisogni dei cittadini, ma anche il fatto che la parentesi Guerrini (il sindaco della passata consigliatura ndr)", con gli annunci che non diventano mai realtà e le promesse che vanno regolarmente a farsi friggere, non è stata mai chiusa . Si è, semplicemente, riattualizzata nella condotta dell'Amministrazione Stirati. Le uniche 'locomotive' che marciano in Città , tra tanti treni persi -  spiega - sono quelle spinte dal vapore dei poteri forti: si veda la vicenda delle Logge dei Tiratori, dove a proclami roboanti del Sindaco Stirati ( fin da quando era candidato , in campagna elettorale ) sono seguiti atti e prese di posizione di supina accettazione del dettato della Fondazione Cassa di Risparmio, con flebili distinguo. Per il resto – conclude Goracci -, poco o nulla, e quel poco realizzato, debbo rimarcare, è tutto merito di associazioni e movimenti che, brandendo ramazze o intessendo relazioni, ognuna per la sua parte, hanno compiuto azioni positive nella generale latitanza dell'Amministrazione”. RED/

Data:
Mercoledì, 12 Novembre, 2014 (Tutto il giorno)

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