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FONTI RINNOVABILI: “LA GIUNTA RIVEDA LE MODIFICHE APPORTATE AL REGOLAMENTO SUGLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA E RITIRI LE DELIBERE N.40 E 494” - MOZIONE DI STUFARA (PRC - FDS)

In sintesi

Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista – Fds, Damiano Stufara, ha presentato una mozione affinché la Giunta “ritiri le delibere numero 40 e 494 del 2012, garantisca il rispetto delle prerogative del Consiglio regionale in merito alle modifiche da apportare ai regolamenti, operi in tempi brevi una revisione della normativa vigente nell'ambito delle energie rinnovabili maggiormente incentrata sul principio dell'ecocompatibilità e della riduzione dell'impatto sul territorio”. Per Stufara l'insieme delle modifiche recentemente introdotte produce una “notevole rivisitazione delle priorità connesse alla promozione dell'energia da fonti rinnovabili” e “pone l'esigenza di un'ulteriore consultazione della Commissione consiliare competente”.



(Acs) Perugia, 4 ottobre 2012
– Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista – Fds, Damiano Stufara, ha presentato una mozione incentrata sui regolamenti e le delibere emanati dall'Esecutivo di Palazzo Donini in materia di fonti energetiche rinnovabili. Nello specifico Stufara propone che la Giunta: ritiri le delibere numero 40 e 494 del 2012, garantisca il rispetto delle prerogative del Consiglio regionale in merito alle eventuali modifiche da apportare ai regolamenti, operi in tempi brevi una revisione della normativa vigente nell'ambito delle energie rinnovabili maggiormente incentrata sul principio dell'ecocompatibilità e della riduzione dell'impatto sul territorio”.

L'Esecutivo regionale dovrebbe dunque promuovere: “Nel settore delle agroenergie, la realizzazione di impianti di piccole dimensioni, con approvvigionamento su base locale, anche recuperando le disposizioni originarie del regolamento numero 7 del 2011; nel settore del fotovoltaico, lo sviluppo di tecnologie impiantistiche che riducano il consumo del suolo, nell'ottica di una maggiore tutela dei beni paesaggistico-culturali e di una specifica valorizzazione produttiva delle aree agricole, anche in riferimento alle previsioni del prossimo Piano di sviluppo rurale; la definizione di criteri specifici per l'individuazione delle aree non idonee da parte dei Comuni, prevedendo in particolare l'indicazione delle motivazioni alla base dell'eventuale rifiuto da parte della Regione rispetto alle proposte dei Comuni stessi; l'individuazione di opportune forme di partecipazione delle istituzioni locali e della popolazione per l'individuazione delle aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili e per la valutazione dei progetti che incidono maggiormente sul territorio”.

Nell'introdurre le mozione, Stufara spiega che “il regolamento regionale 7/2011 'Disciplina regionale per l‘installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili', rappresenta un quadro normativo frutto di una positiva interlocuzione fra la Giunta ed il Consiglio, nel duplice intento di sviluppare il settore energetico delle energie da fonti rinnovabili e la tutela dei valori ambientali, paesaggistici e culturali della Regione. Ogni modifica del quadro normativo prodotto dalla Regione (come quelle, sostanziali, introdotte dalle delibere 40 e 494), per la complessità della materia trattata e gli innumerevoli fattori socio-ambientali implicati, richiede un'attenta valutazione delle conseguenze rispetto all'impostazione originaria maturata a partire dall'approvazione del regolamento n° 7 del 2011”.

Secondo l'esponente della maggioranza di Palazzo Cesaroni “la rilevanza e la problematicità delle modifiche introdotte pongono l'esigenza di un'ulteriore consultazione della Commissione consiliare competente. Infatti dall'insieme delle modifiche introdotte si evince una notevole rivisitazione della strategia elaborata all'origine rispetto alle priorità connesse alla promozione dell'energia da fonti rinnovabili, che vede in particolare l'ampliamento dei margini per installazione di impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 Kw e di impianti a biomasse con potenza superiore a 50 Kw, nonché la riduzione delle disposizioni a tutela dell'ambiente, dei valori paesaggistico-culturali e della qualità della vita. Si rischia così di determinare un disincentivo rispetto all'installazione di impianti domestici o comunque di micro-impianti da fonti rinnovabili, i quali, con particolare riferimento agli impianti a biomasse, di servizio per le attività produttive di vario genere presenti nel territorio regionale, sarebbero invece auspicabili nell'ottica di una maggiore corrispondenza fra il dimensionamento delle aziende e l'impiego delle migliori tecnologie disponibili di valorizzazione energetica degli scarti. Inoltre – conclude Stufara - la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili nella nostra Regione dimostra l'efficacia della strategia regionale di promozione del settore anche in vista degli obiettivi sfidanti fissati dal decreto del 15 marzo 2012 ('Definizione e qualificazione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili e definizione della modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni', il cosiddetto Burden sharing), che invece potrebbe essere compromessa da una continua alterazione del quadro normativo, le cui ricadute su altri importanti settori economici e sulle stesse specificità del tessuto sociale umbro non possono essere ignorate”. MP/mp

Data:
Giovedì, 4 Ottobre, 2012 (Tutto il giorno)

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