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ENERGIA: “CHIARIMENTI SULLE INTENZIONI DI ENEL CIRCA LA CENTRALE DI BASTARDO E SULLA STRATEGIA ENERGETICO-AMBIENTALE DELLA REGIONE” - INTERROGAZIONE URGENTE DI SQUARTA (FDI)

In sintesi

 Il consigliere regionale Marco Squarta (FDI) interroga la Giunta “per avere chiarimenti  urgenti sulle reali intenzioni di Enel rispetto all’effettivo impiego della centrale di Bastardo e circa la tempistica con cui sarà riproposta all'Assemblea legislativa la Sear 2014-2020 (Strategia energetico-ambientale regionale), quindi sulla tempistica stimata per la dismissione dell’impianto, con conseguenti ricadute e relative soluzioni”.

 

(Acs) Perugia, 12 settembre 2015 – Il consigliere regionale Marco Squarta (FDI) ha presentato un'interrogazione urgente a risposta scritta sulla centrale di Bastardo, per sapere “con che tempistica la Giunta intende riproporre all’Assemblea legislativa il SEAR 2014-2020 (Strategia energetico-ambientale regionale, ndr) e la tempistica stimata per la dismissione dell’impianto con conseguenti ricadute, e relative soluzioni, per la fornitura energetica ed il fabbisogno regionale”. Inoltre, Squarta chiede di sapere “quali azioni intenda perseguire l'Esecutivo al fine di affrontare e assorbire le criticità connesse alla volontà di Enel di avviare la dismissione della Centrale di Bastardo entro il 2016, con particolare riferimento alla tutela dei livelli occupazionali e dell’indotto, nonché a garanzia della bonifica e dei necessari interventi di riambientazione del sito”.

“Nell’ambito della discussione della Strategia energetico–ambientale regionale 2014-2020, tenutasi lo scorso febbraio 2015 in Seconda Commissione – spiega Squarta - l’allora assessore Rometti aveva annunciato la determinazione assunta da Enel infrastrutture e reti circa la chiusura della Centrale Enel di Bastardo (Giano dell’Umbria), senza tuttavia indicare un orizzonte temporale. Quanto dichiarato dall’allora assessore sembrava aver trovato conferma nella gravità di quanto accaduto nei mesi di luglio e agosto rispetto al mancato utilizzo a piene capacità della Centrale per assenza di combustibile dovuta al mancato approvvigionamento delle scorte necessarie, cui Enel avrebbe omesso di provvedere in tempi utili in fase di previsione dell’approvvigionamento rifiutandosi poi di ricorrere ad approvvigionamenti di emergenza per far fronte ai picchi di consumi energetici. Questo ha determinato disfunzioni nel funzionamento dell’impianto nei mesi di maggior richiesta di energia elettrica per l’utilizzo massivo degli impianti di condizionamento e ha imposto una serie di blackout programmati che si sono resi necessari per garantire la tenuta della rete. Enel si è giustificata, in quella occasione, negando che l’accaduto fosse da imputare alla mancanza di scorte e dichiarando che la Centrale di Bastardo rientra nel programma di riqualificazione e riconversione di 23 centrali termoelettriche, perché si tratta di una centrale soggetta a vincoli e restrizioni operative che comportano un costo di produzione particolarmente elevato”.

“Appreso dell’esistenza di un documento ad uso interno – prosegue Squarta - relativo al Piano strategico 2016-2020 che starebbe circolando proprio in questi giorni e che prevedrebbe di avviare la dismissione della Centrale già da dicembre 2016-gennaio 2017 e ritenuto che sia necessario che l’Esecutivo si faccia garante, rispetto alle suddette politiche messe in atto da Enel, della tutela dell’indotto e del territorio, si chiede alla Giunta di fare chiarezza, anche perché il Sear 2014-2020 assegnato alla Commissione competente, ma decaduto per termine della legislatura (precedente), prevedeva che la  generazione termoelettrica da fonti fossili, fosse quasi interamente dedicata alle centrali di Pietrafitta e Bastardo e non si faceva alcun minimo accenno alla dismissione/riconversione della Centrale. In ogni caso, il nuovo Esecutivo dovrà procedere a nuova adozione del Sear e relativa trasmissione all'Aula di Palazzo Cesaroni”.

“Il SEAR 2014-2020 - conclude Squarta – dovrà rivelarsi atto idoneo a chiarire la strategia dell’Esecutivo rispetto a un sito che andrà in dismissione entro fine 2016-inizi 2017 e ad individuare le ripercussioni, a livello di fornitura energetica, che seguiranno alla chiusura dell’impianto e le necessarie soluzioni. Inoltre, vi è la necessità di porre in essere pronte ed efficaci azioni a tutela del livello occupazionale, a sostegno dell’indotto economico e a garanzia della bonifica e riambientazione del sito, inserito tra l’altro in un territorio di alto valore rurale e naturalistico (Sagrantino doc)”. RED/pg
 

Data:
Sabato, 12 Settembre, 2015 (Tutto il giorno)

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