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ELEZIONI GRECIA: “RINASCE LA SPERANZA PER UNA VERA EUROPA DEI POPOLI” - GORACCI (CU) COMMENTA CON SODDISFAZIONE IL VOTO ELLENICO

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Cu),  intervenendo sull'esito delle elezioni greche, plaude “all'eccezionale  risultato di Syriza” perché “rappresenta un fatto epocale per tutti i cittadini europei stanchi di un'austerità mortifera, devastante per l'economia, per i diritti sociali, per il benessere delle varie comunità”. Secondo Goracci, “quelle piazze traboccanti di manifestanti festosi sono un monito e un pungolo per tutta la sinistra europea e in particolare per quella italiana, anche negli assetti politici locali, regionali, a partire dall'Umbria, dove ormai la deriva ultramoderata del PD e dei suoi 'cespugli' è tale da impedire ogni riedizione di un sia pur sbiadito centrosinistra”.

 

(Acs) Perugia, 26 gennaio 2015 - “L'eccezionale risultato di Syriza, che conquista 149 seggi sui 300 del Parlamento greco, rappresenta un fatto epocale, non solo per la sinistra autentica, quella che orgogliosamente continua a richiamarsi alle radici del movimento operaio, ma per tutti i cittadini europei stanchi di un'austerità mortifera, devastante per l'economia, per i diritti sociali, per il benessere delle varie comunità”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) all'indomani del voto in Grecia, che definisce  “rimarchevole, in senso ovviamente positivo, anche il risultato dell'altro Partito comunista, il Kke, che partendo da condizioni di obiettivo svantaggio, ha conquistato la ragguardevole percentuale del 5,4 per cento”.

Per Goracci, “il 'rigore' economico imposto dalla 'troika', tutto a base di parametri ad uso e consumo esclusivo dei banchieri, dell'alta finanza, degli speculatori, di ristrette oligarchie parassitarie, ha portato il Vecchio Continente e, in particolar modo la Grecia, ad una crisi paragonabile a quella del 1929, con il declino di interi comparti produttivi, il dilagare della disoccupazione, lo smantellamento di conquiste storiche del mondo del lavoro, il rafforzamento delle posizioni delle multinazionali a scapito dei piccoli e medi produttori, la svendita a prezzi di saldo di segmenti rilevanti delle risorse produttive e naturali. Contro questa lucida follia – commenta Goracci - creata ad arte dagli strateghi del capitale, la nazione ellenica si è levata in piedi, rivendicando a se stessa il diritto di scegliere in piena libertà il proprio Governo, in barba ai ricatti e alle pressioni, nel solo interesse della collettività e del futuro del Paese. La splendida vittoria del compagno Tsipras e di Syriza – continua Orfeo Goracci - con la contestuale forte tenuta del Kke, che ha superato il partito socialista greco, rappresenta il piedistallo, la chiave di volta per la costruzione di una vera Europa dei popoli, fondata sul lavoro, sulla giustizia sociale, sui diritti, sul rifiuto delle guerre imperialiste, sul dialogo tra culture e religioni diverse”.

Secondo Goracci, “quelle piazze traboccanti di manifestanti festosi, ad Atene come in altre città greche, sono un monito e un pungolo per tutta la sinistra europea e in particolare per quella italiana: non bisogna perdere nemmeno un minuto nella costruzione di un ampio ed articolato schieramento progressista, che si candidi a governare e non a fare semplice testimonianza. Per mandare a casa i vari Renzi, i vari governanti di centrosinistra e centrodestra invariabilmente asserviti ai voleri del direttorio degli eurobanchieri, occorre unirsi e seguire l'esempio greco, con un vasto e profondo processo costituente.  Questo – spiega Goracci - non potrà che avere positivi riflessi anche negli assetti politici locali, regionali, a partire dall'Umbria, dove ormai la deriva ultramoderata del PD e dei suoi 'cespugli' è tale da impedire ogni riedizione di un sia pur sbiadito centrosinistra”.

“Se mancheremo a questo impegno – continua il consigliere comunista - allora vedremo estendersi il pericoloso fronte dell'astensionismo e si affaccerà la minaccia, mai sopita, di un populismo di destra aggressivo e determinato a scardinare quanto resta degli spazi fruibili di democrazia. È un rischio che non possiamo permetterci. Pertanto – conclude Goracci - da Lisbona a Bucarest, passando per l'Italia, risuoni l'antico appello del movimento comunista e progressista ai suoi generosi militanti: al lavoro e alla lotta. Per una vera sinistra forte e compatta, un'Europa dei popoli, libera, indipendente, sovrana”. RED/as
 

Data:
Lunedì, 26 Gennaio, 2015 (Tutto il giorno)

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