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CONSIGLIO REGIONALE (3) – ISTRUZIONE: “EVITARE CHIUSURA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE E ACCORPAMENTO CON LE MARCHE” - APPROVATA LA MOZIONE PRESENTATA DA SMACCHI E BARBERINI (PD)

In sintesi

Con 26 voti favorevoli su 27 presenti (astenuto il solo Cirignoni), il Consiglio regionale dell'Umbria ha approvato la mozione presentata dai consiglieri Andrea Smacchi e Luca Barberini (Pd) che impegna la Giunta regionale a “promuovere una decisa azione di sensibilizzazione nei confronti del nuovo governo al fine di rivedere radicalmente i criteri di applicazione della legge '135/2012', che prevede la chiusura dell'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria e il suo accorpamento con quello della Regione Marche”.

(Acs) Perugia, 28 maggio 2013 – Il Consiglio regionale dell'Umbria ha approvato, con 26 voti favorevoli su 27 presenti (astenuto il leghista Cirignoni), la mozione presentata dai consiglieri regionali Andrea Smacchi e Luca Barberini (Pd) con la quale si impegna la Giunta regionale a “promuovere una decisa azione di sensibilizzazione nei confronti del nuovo governo al fine di rivedere radicalmente i criteri di applicazione della legge '135/2012' (cosiddetta 'Spending review', ndr) ove prevede la chiusura dell'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria e il suo accorpamento con quello della Regione Marche”.

In Aula, Smacchi ha sottolineato che le conseguenze di un accorpamento secondo i dettami della Spending review (in questo caso riguardanti le regioni con popolazioni studentesche inferiori al numero di 200mila alunni) comporterebbero “l’assenza sul nostro territorio dell'Ufficio scolastico con cui lavorare per rafforzare l’azione di raccordo con le realtà imprenditoriali regionali, che chiedono a gran voce una istruzione e una formazione professionale più legata alle peculiarità produttive locali, che sono profondamente differenti da quelle della Regione Marche”.

Inoltre – ha aggiunto - un accorpamento di tale genere non garantirebbe in modo appropriato le funzioni di assistenza, consulenza e supporto per l'utilizzo da parte delle istituzioni scolastiche dei fondi europei, e nemmeno potrebbe garantire un adeguato raccordo con le autonomie locali per l'integrazione scolastica dei diversamente abili, per la verifica dell'osservanza dell'obbligo scolastico, dello stato di integrazione degli alunni immigrati, per la gestione delle graduatorie, per la progettazione dell'offerta formativa e la sua integrazione con gli altri attori locali, per il monitoraggio dell'edilizia scolastica e della sicurezza degli edifici”.

Prima del voto, l'assessore regionale all'istruzione, Carla Casciari, ha ricordato che il termine fissato dalla legge per gli accorpamenti era stato individuato nello scorso mese di febbraio, ma nulla è avvenuto nel frattempo, a parte la promozione-trasferimento della dottoressa Melina che era alla guida dell'Usr dell'Umbria, e non ci sono, al momento, comunicazioni ufficiali.

Le rassicurazioni del Ministro di allora, sul fatto che per l'Umbria non ci sarebbe stato alcun depauperamento di funzioni, non ci bastano – ha detto Casciari – e la questione è aperta. Potrebbe configurarsi anche un profilo di incostituzionalità, in riferimento al Titolo V della Carta, per una legge che contempla solo una riduzione di spese senza tener conto della specificità delle singole Regioni e dei compiti di vigilanza e rispetto degli standard scolastici e dei servizi, che certamente sono in capo ad esse. Ci faremo carico di promuovere una decisa azione nei confronti del nuovo governo per la salvaguardia dell'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria e per non compromettere l'offerta formativa della nostra regione”. PG/pg

Data:
Martedì, 28 Maggio, 2013 (Tutto il giorno)

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