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Sociale

PIANO SOCIALE REGIONALE: “UNA FOTOCOPIA DI UN ATTO VECCHIO DI DIECI ANNI CHE NON EVIDENZIA LE CRITICITÀ E SI PONE OBIETTIVI DATATI” – NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (CDL PER L’UMBRIA-PDL

(Acs) Perugia, 20 gennaio 2010 - “Un secondo Piano Sociale che nasce vecchio e che, con un iter di approvazione frettoloso e disattento, dimostra una volta di più il mancato senso istituzionale di una Giunta regionale proiettata esclusivamente alla scadenza elettorale”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Cdl per l’Umbria-Pdl) sull’atto approvato ieri dal Consiglio regionale.

PIANO SOCIALE: APPROVATO A MAGGIORANZA IN COMMISSIONE , ARRIVERÀ IN AULA ILLUSTRATO DA TRE RELATORI - PER IL PRESIDENTE RONCA, “ UN ATTO INNOVATIVO, PARAGONABILE PER IMPORTANZA A QUELLO SANITARIO”

   (Acs) Perugia, 14 gennaio 2010 - La terza Commissione di Palazzo Cesaroni ha licenziato il testo del secondo Piano sociale regionale 2010-2012. A favore dell’atto che a breve arriverà in Aula, hanno votato cinque consiglieri della maggioranza, tre i voti contrari espressi dal Pdl, si è astenuto Enrico Melasecche (Udc). La Commissione ha stabilito che il Piano verrà illustrato in Consiglio da tre relazioni, del presidente Enzo Ronca per la maggioranza, di Enrico Sebastiani (Fi-Pdl) e Enrico Melasecche (Udc) per le minoranze.  

NUOVO PIANO SOCIALE: A PALAZZO CESARONI AUDIZIONE SUL DOCUMENTO PREDISPOSTO DALL'ESECUTIVO – ENTRO L'INIZIO DI FEBBRAIO PREVISTA L'APPROVAZIONE IN AULA

(Acs) Perugia, 7 gennaio 2010 – Dopo l'audizione di questa mattina a Palazzo Cesaroni, il Piano sociale 2010/2012 elaborato dalla Giunta regionale si avvia verso l'approvazione da parte della Terza Commissione consiliare per passare poi al voto in Aula previsto per i primi di febbraio.

SERVIZI SOCIALI: VOTATA A MAGGIORANZA LA LEGGE DI RIFORMA DEL SETTORE CHE NE AFFIDA LA GESTIONE A ZONE SOCIALI ED ATI - PER L’ASSESSORE UN MODELLO DA ESPORTARE PER IL PDL TROPPO BUROCRATICA,

(Acs) Perugia, 21 dicembre 2009 - I servizi sociali umbri organizzati territorialmente su dodici ‘zone sociali’, corrispondenti agli attuali distretti sanitari, ed affidati ai quattro Ambiti territoriali integrati con la supervisione dei comuni che ne restano titolari. E’ la riforma varata dal Consiglio regionale che per l’assessore Damiano Stufara, ha l’ambizione di proporsi come modello organizzativo di livello nazionale, mentre per l’opposizione rischia di appesantire burocraticamente la gestione del settore e di svuotare l’autonomia dei comuni.