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DISSESTO IDROGEOLOGICO: “LE RISORSE STANZIATE SIANO UN PUNTO DI PARTENZA” - NOTA DI SMACCHI (PD)

(Acs) Perugia, 28 aprile 2016 - “Due milioni di euro per il dissesto idrogeologico sono un segnale importante per l'attenzione al territorio, da prendere però come un punto di partenza, perché le situazioni di criticità nella regione sono molteplici”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) commenta lo stanziamento di quasi due milioni di euro approvato dalla Giunta regionale per il consolidamento idrogeologico in quattro comuni della regione.

AMBIENTE: “DI NUOVO DRAMMATICAMENTE SOTTO I RIFLETTORI LA QUESTIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) AUSPICA UN'AZIONE DELLA REGIONE UMBRIA PER UN PIANO NAZIONALE

(Acs) Perugia, 17 novembre 2014 - “La Regione Umbria si faccia portatrice, in ambito nazionale, dell'esigenza di un grande Piano di risanamento idrogeologico, foriero di benessere reale e di sviluppo tangibile per tutti”. È questo l'auspicio espresso da Orfeo Goracci, consigliere regionale Comunista umbro, che evidenzia: “La prevenzione e il buon governo del territorio, devono rappresentare un modello dal punto di vista operativo e funzionale, ma anche del risparmio di risorse che si ottiene ponendoli in essere. Un euro speso saggiamente in prevenzione, impedisce di spenderne altri dieci per calamità e sciagure. Di questa giusta spending review però non si parla mai: i Governi, siano essi di centrosinistra o centrodestra, preferiscono investire altrove, sciupando risorse preziose e condannando così i territori, specie quelli marginali, ad un'irreversibile e preoccupante decadenza”.

DISSESTO IDROGEOLOGICO: “MOTIVI PER CUI LE MISURE PREVISTE DAL PIANO REGIONALE DI PREVENZIONE NON HANNO SCONGIURATO GLI SMOTTAMENTI DI FOLIGNO, NOCERA E CITTÀ DI CASTELLO” - INTERROGAZIONE DI MONACELLI (UDC)

 

(Acs) Perugia, 9 aprile 2013 – La capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli, interroga la Giunta regionale e l'assessore competente per “conoscere, in riferimento agli smottamenti di Foligno, Nocera Umbra e Città di Castello, le motivazioni per cui le misure previste dal piano regionale di prevenzione non hanno potuto scongiurare il verificarsi di tali situazioni”.