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PILLOLA RU486: “SUI DIRITTI CONQUISTATI CON LOTTE E IMPEGNO CIVILE NON SI TORNA INDIETRO E NON LO PERMETTEREMO NEMMENO ALLA GIUNTA TESEI" - BORI E MELONI (PD) ANNUNCIANO INTERROGAZIONE

(Acs) Perugia, 17 giugno 2020 - Il capogruppo PD, Tommaso Bori, e la consigliera Simona Meloni (vicepresidente dell’Assemblea legislativa), esprimono “apprezzamento” per l’iniziativa intrapresa recentemente dal Ministro della Salute, Roberto Speranza che “attraverso la richiesta di un parere al Consiglio Superiore della Sanità in merito all’uso della pillola Ru486, punta, di fatto, ad avviare un iter di revisione delle linee guida nazionali sull'interruzione di gravidanza farmacologica, affinché sia eseguito di norma in regime di day hospital”.

PILLOLA ABORTIVA RU486: “LINEE UMBRE NON VALIDE, L'ASSESSORE RIOMMI PRENDA ATTO DI QUELLE DEL CSS” - MONACELLI (UDC) CRITICA LA DECISIONE TROPPO AUTONOMA DELL'ASSESSORE REGIONALE

    (Acs) Perugia, 2 luglio 2010 – Le linee guida sulla pillola abortiva Ru486 elaborate dall'assessore regionale alla sanità Vincenzo Riommi che ha definito un diktat quelle del Ministero della Salute, sono troppo autonome e non vincolanti perché non sono passate all'esame della Conferenza Stato Regioni.

SANITÀ: “QUALI PROVVEDIMENTI SUI PRESUNTI ABORTI ILLEGALI IN UNA STRUTTURA PUBBLICA?” – INTERPELLANZA DI MONACELLI (UDC)

(Acs) Perugia, 25 maggio 2010 – Il consigliere regionale Sandra Monacelli (Udc) interpella la Giunta regionale per sapere “quali urgenti provvedimenti intenda adottare sul caso dell’inchiesta dei Nas denominata ‘Erode’, riguardante la pratica di presunti aborti fuorilegge all’interno di una struttura pubblica, sia in ordine ai fatti che coinvolgono personale e struttura sanitaria pubblica, che in ordine alla verifica della corretta attuazione della legge 194 in tutte le sue parti”.

SANITA’: “IN UMBRIA LA SOMMINISTRAZIONE DELLA RU 486 VA CONTENUTA E PREVISTA SOLO DA RIGIDI PARAMETRI APPLICATIVI” – NOTA DI ALFREDO DE SIO (PDL) SULL’USO DELLA PILLOLA ABORTIVA

(Acs) Perugia, 2 aprile 2010 - “La banalizzazione dell’aborto è contraria non solo ai principi di civiltà, ma alle stesse disposizioni della legge 194 che prevede percorsi preventivi tendenti a rimuovere le condizioni che portano alla richiesta di interruzione di gravidanza, nonchè misure sanitarie a tutela della salute della donna. Va evitato che l’avanzare di una cultura relativista rischi di causare danni anche sotto il profilo sanitario”.