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AST: “IL CONSIGLIO REGIONALE CONDANNI LE VIOLENZE SUI LAVORATORI E CHIEDA LE DIMISSIONI DEL MINISTRO DELL'INTERNO” - MOZIONE DI STUFARA (PRC)

In sintesi

 

Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Damiano Stufara, con una mozione, propone che l'Assemblea di Palazzo Cesaroni esprima la “condanna delle violenze subite dai lavoratori dell'Ast da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma” e chieda le dimissioni del ministro Alfano. Per Stufara “non è più tollerabile il crescente uso intimidatorio e repressivo delle forze dell'ordine adottato dal ministero dell'Interno in questi anni”.

(Acs) Perugia, 31 ottobre 2014 – “Condanna delle violenze subite dai lavoratori dell'Ast da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma e richiesta di dimissioni del ministro dell'Interno”. È quanto scrive Damiano Stufara, capogruppo regionale di Rifondazione comunista per la Federazione della sinistra, in una mozione con richiesta di trattazione immediata. Nell'atto Stufara chiede al Consiglio regionale di “esprimere la propria ferma condanna delle violenze inferte ai lavoratori dell'Ast di Terni nel corso del corteo di Roma e di dissentire, alla luce delle testimonianze dei presenti e delle prove immediatamente resesi disponibili, dalla ricostruzione dei fatti offerta dal ministro dell'Interno”.

Inoltre chiede che “il ministro dell'Interno, in ragione dell'inadeguatezza dimostrata nella gestione della pubblica sicurezza in occasione dei suddetti eventi e della non veridicità delle argomentazioni offerte a giustificazione dell'uso delle forze dell'ordine, rassegni le proprie dimissioni dall'incarico ricoperto”. Per Stufara “non è tollerabile ulteriormente il crescente uso intimidatorio e repressivo delle forze dell'ordine adottato dal ministero dell'Interno in questi anni, specie nei confronti di proteste che, derivando dal peso di una crisi economica ben lontana dalla sua conclusione, dovrebbe indurre a modalità d'impiego delle forze dell'ordine ben diverse da quelle vigenti, anche nel rispetto della funzione e del lavoro degli operatori della pubblica sicurezza. L'inaccettabilità dell'uso della forza pubblica – spiega Stufara – che c'è stato a Roma ai danni degli operai Ast e l'infondatezza della ricostruzione dei fatti operata nelle ore immediatamente successive, infatti, si pongono in diretta continuità sia con le modalità che hanno determinato le cariche avvenute alla stazione ferroviaria di Terni il 5 giugno 2013, sia con l'opera di falsificazione della ricostruzione di quegli eventi da parte della Questura di Terni e del ministero dell'Interno, che determinarono in particolare la radicale alterazione della natura e della provenienza dei colpi inferti al sindaco di Terni”.

Nella mozione Damiano Stufara ricostruisce gli avvenimenti di Roma: “il 29 ottobre si è tenuto un presidio dei lavoratori dell'Ast di Terni presso la sede dell'ambasciata della Repubblica Federale di Germania, in Piazza Indipendenza, per portare la situazione della vertenza con la Thyssen Krupp all'attenzione del Governo tedesco. A sostegno di tale protesta ed a riprova del suo carattere non violento, la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e l'Ufficio di presidenza del Consiglio comunale di Terni sono stati convocati in quella stessa sede. Dopo un insoddisfacente incontro di una delegazione di lavoratori con rappresentanti dell'ambasciata, i manifestanti si sono diretti in corteo verso il ministero dello Sviluppo Economico con l'intento di rappresentare le proprie istanze. Nel corso del tragitto i manifestanti, all'altezza di via Solferino, sono stati oggetto di una carica da parte delle forze dell'ordine, che ha determinato il ferimento di almeno quattro lavoratori e di alcuni dirigenti sindacali”. “La carica di cui sono stati vittima i manifestanti – spiega Stufara - risulta del tutto immotivata ed ingiustificata, come dimostrato da numerose immagini e filmati, messi a disposizione da singoli e da organi di stampa e rapidamente diffusi tramite la rete, che certificano appunto il carattere pacifico del corteo dei lavoratori e l'assoluta gratuità della sua violenta interruzione da parte delle forze dell'ordine. La nota diffusa dalla Questura di Roma, secondo cui si è resa necessaria un'azione definita 'di contenimento' da parte delle forze dell'ordine a fronte del presunto tentativo di parte dei manifestanti di recarsi alla stazione Termini per bloccare il traffico, risulta pertanto palesemente infondata, sia rispetto alla natura e alla finalità del corteo, assolutamente omogeneo nel dirigersi verso la sede del ministero dello Sviluppo Economico, sia rispetto all'evidenza dell'azione offensiva, e non certo contenitiva, delle forze dell'ordine. Nonostante ciò il ministro dell'Interno, nel riferire alla Camera, ha confermato questa ricostruzione dei fatti, adducendo inoltre a giustificazione del mancato accoglimento immediato della richiesta dei manifestanti di dirigersi in corteo verso la sede del ministero dello Sviluppo Economico, il concomitante svolgimento di altre manifestazioni di carattere sindacale, in particolare quella dei lavoratori della Jabil di Marcianise presso la sede del suddetto ministero, che avrebbero determinato, secondo il ministro, convergenze di difficile gestione sotto il profilo logistico e dell'ordine pubblico. Queste ulteriori argomentazioni del ministro risultano prive di riscontro, in quanto il corteo dei lavoratori Ast in direzione del Mse e il successivo incontro con i lavoratori della Jabil di Marcianise non ha determinato né difficoltà, né momenti di tensione, ad eccezione appunto di quelli unilateralmente prodotti dall'uso della forza pubblica presso via Solferino”. RED/dmb

Data:
Venerdì, 31 Ottobre, 2014 (Tutto il giorno)

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