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ARCHIVIO DI STATO: “PREOCCUPAZIONI PER LA SORTE DELLA SEDE DI PERUGIA E DELLE SEZIONI TERRITORIALI” - INTERROGAZIONE DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO) “ANCHE IN RIFERIMENTO ALLA SITUAZIONE DI GUBBIO”

In sintesi

Il consigliere Orfeo Goracci (Comunista umbro) interviene con una interrogazione alla Giunta regionale sulla questione della tutela dell'Archivio di Stato di Perugia e delle sue sezioni distaccate nei vari territori. Per Goracci “questo inestimabile patrimonio culturale rischia di perdersi” e la sezione distaccata di Gubbio “ha brillato per attivismo e capacità di proiezione verso l'esterno, rendendo possibili pubblicazioni a carattere storico - documentale di primaria importanza”.

(Acs) Perugia, 4 febbraio 2015 – L'Esecutivo regionale spieghi quali iniziative “sta adottando per tutelare l'immagine, il ruolo e la funzionalità dell'Archivio di Stato di Perugia e delle sue sezioni distaccate nei vari territori, a partire da quella di Gubbio, distintasi per l'ampia e pregevole attività messa in campo in tutti questi anni. Chiarisca inoltre se non sia opportuno richiedere un confronto diretto con il Governo, sul tema della revisione e ristrutturazione della rete degli archivi nel territorio regionale”. Lo chiede, con una interrogazione alla Giunta di Palazzo Donini, il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro).

Goracci spiega che “si è levato un grido d'allarme per la sorte del prestigioso Archivio di Stato di Perugia e delle sue sezioni distaccate di Gubbio, Assisi, Foligno e Spoleto, a seguito dei primi passi della riforma varata dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Una riforma che ha privato l'Archivio di Stato di Perugia del livello di istituto dirigenziale, declassandolo e disponendo contestualmente il trasferimento ad Ancona della Soprintendenza archivistica per l'Umbria. L'Archivio del capoluogo regionale – aggiunge Goracci - è l'unico in Italia con quattro sezioni distaccate e si è sempre distinto per la ricchezza e la varietà del materiale in esso custodito, per la qualità del servizio offerto, per le numerose iniziative di spessore rivolte non solo agli studiosi, ma profondamente connesse alle istanze del tessuto sociale circostante, dal mondo della scuola a quello del lavoro, passando per i diffusi livelli associativi e culturali”.

Il consigliere regionale sottolinea inoltre che “la sezione di Gubbio ha brillato particolarmente per attivismo e capacità di proiezione verso l'esterno, rendendo possibili pubblicazioni a carattere storico-documentale di primaria importanza, fondamentali per inquadrare e comprendere vari periodi storici nei loro tratti salienti e anche in quelli più nascosti e di dettaglio. Una azione che ha portato, in 30 anni, le persone frequentanti con regolare domanda di studio l'Archivio di Stato di Gubbio da circa 20 a 130 ogni anno. Ora, però – aggiunge -, questo inestimabile patrimonio culturale rischia di perdersi o, comunque, di venir fortemente svalorizzato da approcci e afflati pseudo-riformisti che, nell'intento di razionalizzare in nome delle supreme esigenze della finanza pubblica, finiscono invece col produrre svilimento di istituzioni antiche e prestigiose, depauperamento dei territori interessati e colpiti, incertezza rispetto alle sorti di migliaia di lavoratori”. In conclusione Goracci rimarca che “la diffusione della cultura storico - archivistica rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela della consapevolezza civica e storica collettiva, specie in un Paese, come l'Italia, contraddistinto da irriducibili peculiarità identitarie, legate all'etnogenesi e al divenire storico delle varie comunità, ognuna delle quali contribuisce a creare quel ricchissimo mosaico di tradizioni, usi e costumi, saperi che è lo Stato nazionale”. RED/mp

Data:
Mercoledì, 4 Febbraio, 2015 (Tutto il giorno)

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