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AMBIENTE: “DI NUOVO DRAMMATICAMENTE SOTTO I RIFLETTORI LA QUESTIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) AUSPICA UN'AZIONE DELLA REGIONE UMBRIA PER UN PIANO NAZIONALE

In sintesi

Il consigliere regionale Comunista umbro, Orfeo Goracci, interviene in merito al dissesto idrogeologico che colpisce il Paese. Per Goracci sarebbe necessario un “grande Piano di risanamento idrogeologico”, mirato a prevenzione e buon governo del territorio, di cui la Regione Umbria dovrebbe farsi sostenitrice con l'Esecutivo nazionale.

(Acs) Perugia, 17 novembre 2014 - “La Regione Umbria si faccia portatrice, in ambito nazionale, dell'esigenza di un grande Piano di risanamento idrogeologico, foriero di benessere reale e di sviluppo tangibile per tutti”. È questo l'auspicio espresso da Orfeo Goracci, consigliere regionale Comunista umbro, che evidenzia: “La prevenzione e il buon governo del territorio, devono rappresentare un modello dal punto di vista operativo e funzionale, ma anche del risparmio di risorse che si ottiene ponendoli in essere. Un euro speso saggiamente in prevenzione, impedisce di spenderne altri dieci per calamità e sciagure. Di questa giusta spending review però non si parla mai: i Governi, siano essi di centrosinistra o centrodestra, preferiscono investire altrove, sciupando risorse preziose e condannando così i territori, specie quelli marginali, ad un'irreversibile e preoccupante decadenza”.

Orfeo Goracci ricorda di aver “più volte, con atti e proposte, richiamato la necessità di prendere di petto la questione del risanamento dell'assetto idrogeologico, in Umbria e in tutta Italia, come questione prioritaria dalla quale dipende la sopravvivenza futura dell'habitat di intere comunità. Gli eventi calamitosi degli ultimi mesi, e delle ultime ore, specie quelli che hanno interessato ed interessano la Liguria, e il nord Italia in generale, rappresentano, in questo senso, una conferma di quanto da sempre sostengo e un campanello d'allarme che deve suonare anche alle orecchie delle nostre Istituzioni locali. Non si può sottacere – continua - che l'Umbria è tra le cinque regioni d'Italia con il 100 per cento dei Comuni a rischio, secondo dati del Corpo Forestale dello Stato. Cambiamenti climatici, consumo eccessivo di suolo, cementificazioni, processi di de-antropizzazione spinta, assenza o carenza di manutenzioni, hanno tutti contribuito e contribuiscono a determinare una situazione complessiva preoccupante per la tenuta di tutti i territori. Eppure, anche dalle nostre parti, specie per effetto dei tagli feroci alla finanza locale praticati dai vari Governi, si è ben lungi dall'adottare misure serie, corpose e risolutive per affrontare il problema. Emblematico il caso dei fondi per le calamità 2013/2014, alla luce di quanto contenuto nel Piano alluvionale regionale”.

Goracci spiega che “da una prima ricognizione eseguita nella primavera scorsa e contenuta in forma articolata nella relazione tecnico-economica della Regione Umbria pubblicata il 18 aprile 2014, le risorse necessarie per le varie opere di risanamento ammontavano a 102 milioni di euro. La richiesta inoltrata, tenuto conto delle gravose limitazioni finanziarie imposte dalle politiche economiche governative, venne ristretta a 54 milioni di euro. Ebbene, non solo non si è riusciti mai a raggiungere quella cifra, ma, addirittura, ci si è arenati su un importo quasi venti volte inferiore. Sì, perché, ad ora, risultano solo 3,5 milioni di euro stanziati per l'emergenza, di cui 58mila destinati ad interventi di prima necessità, 884mila per le somme urgenze, 2milioni 557mila per opere finalizzate ad 'evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a cose e persone'. Se poi facciamo riferimento agli interventi ultimati, con situazioni risolte, siamo (udite udite) a quota 761mila euro. Un dato – conclude il consigliere regionale - che ha dell'incredibile e che non è destinato a crescere sensibilmente a breve, viste anche le difficoltà finanziarie dei Comuni nell'anticipare alcune tipologie di interventi. È chiaro che, con uno scenario del genere, ciò che serve è un grande 'Piano Nazionale di Risanamento Idrogeologico' che doti le Regioni e i Comuni di risorse realmente sufficienti a coprire tutti i fabbisogni, generando, al tempo stesso, un volano economico capace di creare vera occupazione e sviluppo autenticamente sostenibile per le nostre genti e per tutto il Paese. Se si continua sulla rotta attuale i problemi saranno destinati ad acuirsi, con gravissime ripercussioni sui cittadini e sui territori”. MP/

Data:
Lunedì, 17 Novembre, 2014 (Tutto il giorno)

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