Tu sei qui

AMBIENTE: “L'UMBRIA NON DIVENTI LA DISCARICA DEL CENTRO ITALIA” - GORACCI (CU) SULLA “VICENDA DEL PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE UMBRIA E CONSORZIO ECOCARBON”

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) punta il dito sulla sottoscrizione di un Protocollo d'intesa tra la Regione Umbria e il Consorzio 'Ecocarbon', per la produzione e l'uso del Combustibile solido secondario (CSS). Goracci è “nettamente contrario” al progetto perché a suo giudizio “non si può portare a Gubbio, una città nella quale si produce il 6–8 per cento del cemento nazionale, con tutto l'impatto già esistente sull'ambiente, sulla viabilità, sulle condizioni di vita dei cittadini, anche la produzione e l'uso di Css”. Per questo auspica un ampio fronte che penetri in tutti i gangli della società e porti alla mobilitazione di migliaia e migliaia di cittadini, in tutte le forme e le modalità previste dalla Costituzione e dalle leggi”.

 

(Acs) Perugia, 2 febbraio 2015 – “È passata sotto silenzio e nel silenzio è sostanzialmente rimasta, per i ben noti meccanismi dell'informazione locale e nazionale, la notizia della sottoscrizione di un Protocollo d'intesa tra la Regione Umbria e il Consorzio 'Ecocarbon', per la produzione e l'uso del Combustibile Solido Secondario (css). Fra poche settimane si vota per le elezioni regionali e tutti comprendono che certi argomenti 'scottano' ed è meglio tenerli sotto la cenere. Si scalderanno subito dopo, ad elezioni avvenute, e per i cittadini sarà l'ennesima fregatura”. Lo scrive il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ribadendo la sua “ferma contrarietà” a tale opzione. “Una posizione – sottolinea - analoga a quella di diversi Comitati attivi sul territorio e di numerose, trasversali sensibilità del mondo politico”.

Goracci ricorda che “la Giunta regionale e autorevoli forze di maggioranza, a più riprese, in occasione della discussione di importanti documenti, avevano dichiarato che in Umbria, tutt'al più, si sarebbe pensato alla produzione di Css e non al suo utilizzo negli 'idonei impianti' individuati dalla legislazione nazionale in materia (in primo luogo, i cementifici). E l'ipocrisia e la mistificazione, insite in una simile impostazione, erano state da me puntualmente sottolineate e stigmatizzate e, con il tempo, i nodi sono venuti al pettine. Come si poteva, infatti, concepire l'avvio della produzione di css – si domanda Goracci - senza pensare di attivare, parallelamente, anche la filiera dell'utilizzo del combustibile (rifiuto) stesso? Ebbene, il Protocollo firmato per la Regione Umbria dall'assessore Silvano Rometti, all'Articolo 2 comma 1 prevede, testualmente, 'la verifica delle potenzialità di recupero e valorizzazione energetica delle frazioni secche provenienti dal rifiuto indifferenziato residuale della raccolta differenziata, delle effettive possibilità di destino a recupero energetico del css ottenibile dai processi di raffinazione e nel caso, la realizzazione di un sistema per la promozione e l'effettivo utilizzo del css, secondo i principi comunitari e della normativa italiana vigente". Ancor più interessante, però – va avanti il consigliere regionale -, è vedere chi del Consorzio 'Ecocarbon' fa parte integrante: se pensate ad associazioni ambientaliste, comitati, aziende virtuosamente inserite nella filiera del recupero e riutilizzo dei materiali, siete decisamente fuori strada. Tra i nomi, spicca infatti quello di un'azienda cementiera eugubina tra le più grandi e importanti d'Italia. Il che la dice lunga sulle finalità del Consorzio stesso e sull'esito finale di tutta questa partita. È di pubblico dominio – rimarca Goracci - che il Decreto Clini individua gli impianti cementieri come i siti più idonei ove bruciare il css. E in Umbria, Gubbio e Spoleto sono le uniche città presso le quali tali impianti sono presenti e funzionanti, con massicci volumi produttivi . Il 'No' secco e senza mediazioni all'utilizzo di css, non è un'opzione ideologica o di 'partito preso' – ribadisce Goracci -, ma una battaglia di civiltà corroborata da dati scientifici, studi, rapporti dettagliati e dalla ferma consapevolezza delle criticità ambientali in cui l'Umbria, e in modo particolare alcuni suoi territori, si trovano immersi”.

“Come si può pensare di portare a Gubbio, una città nella quale si produce il 6–8 per cento del cemento nazionale, con tutto l'impatto già esistente sull'ambiente, sulla viabilità, sulle condizioni di vita dei cittadini, anche la produzione e l'uso di css? Come si può, anche solo sognare – si domanda ancora il consigliere regionale - che tale malaugurata scelta, qualora si concretizzi, non rechi danno al turismo, alla valorizzazione dei paesaggi, e quindi, di riflesso, a tutti i settori economici non inquadrabili nella filiera del cemento? Si vuole la desertificazione economica della nostra regione, con un paio di oligopoli trionfanti sulle rovine di tutte le altre attività che producono ricchezza e, spesso, importante valore aggiunto? Se si intende marciare in questa direzione – puntualizza Goracci -, come suggerisce chiaramente il contenuto del Protocollo in questione, allora chi pretende di decidere nelle 'segrete stanze', in barba all'interesse generale, si troverà contro non solo settori significativi del mondo della politica, ma in primo luogo i cittadini dei territori interessati, stufi di veder prese in considerazione le loro comunità solo quando c'è da far scontare disagi o da trovar posto alla sovrabbondante immondizia, frutto tra l'altro, in gran parte, della non solertissima applicazione delle direttive sulla raccolta differenziata”.

“Per quanto mi riguarda – assicura Goracci -, mi batterò affinché l'Umbria e la mia città, Gubbio, non diventino il ricettacolo dell'immondizia di tutto il Centro Italia a profitto di pochi e a scapito dei più. Certo – va avanti -, non nascondo che tale lotta sarà quantomai aspra e irta di difficoltà, in presenza di amministrazioni che non hanno certo brillato per indipendenza e autonomia decisionale rispetto a certi poteri (si veda la vicenda delle Logge dei Tiratori di Gubbio). Quasi dieci anni fa, da Sindaco – ricorda -, sostenuto da una significativa fetta di opinione pubblica, assolutamente trasversale, nonché dalla pressione continua e costante dei Comitati, mi impegnai con tutte le forze assieme all'intera maggioranza, tenendo contatti e relazioni positive con Arpa, Provincia e Regione, affinché fosse raggiunto l'obiettivo della fine dell'incenerimento degli pneumatici negli impianti cementieri della ditta Colacem. Il risultato fu raggiunto. Nel frattempo – commenta ancora Goracci -, il mondo è cambiato e  alcune note vicende hanno dimostrato, una volta di più,  il potere di influenza di determinati ambienti nel condizionare il quadro politico, nel togliere di mezzo Amministrazioni 'scomode' per i loro disegni e figure non certo malleabili e addomesticabili. Per tutti questi motivi, lo scenario del 2005, con un'Amministrazione schierata senza se e senza ma a fianco dei cittadini, nella loro battaglia per la salute, l'ambiente e il lavoro, non si ripeterà. Si dovrà pertanto costruire un ampio fronte che penetri in tutti i gangli della società e porti alla mobilitazione di migliaia e migliaia di cittadini, in tutte le forme e le modalità previste dalla Costituzione e dalle leggi. A questo lavorerò – conclude Goracci -, assieme a tutti coloro che intenderanno portare avanti e rafforzare, rendendolo sistematico, un impegno che già ha preso forma in alcune apprezzabili e tuttavia sporadiche iniziative”. RED/as

Data:
Lunedì, 2 Febbraio, 2015 (Tutto il giorno)

Tag per ACS

Free tag

cu
Share page with AddThis